Narni Città Teatro: seconda giornata

I protagonisti sono i testi che esplorano la nostra quotidianità e la musica dei 99 Posse

Secondo giorno di Narni Città Teatro e nuovo giro di eventi. La città, dopo un venerdì ricco di arrivi, si è risvegliata animata dalla voglia di conoscere e avvicinarsi al teatro e ai tanti eventi organizzati. C’è chi ha partecipato alla passeggiata a cavallo, chi alla rappresentazione di uno spettacolo e chi si è dedicato a scrivere testi e articoli. Perché partecipare è anche raccontare a chi non è intervenuto, in particolare se l’evento riscuote interesse.

Uno degli spettacoli è “Breaking the Lady”, il Senso Comune si Ribella, drammaturgia e regia Irene Loesch, con Elisa Gabrielli e la partecipazione di Marina Zanchi, in scena alla Sala Consiliare. Il testo teatrale è stato finalista del Bando “Wiki – Teatro Libero 2021”, di Wikimedia Italia.

Il testo racconta di un futuro, che forse troppo lontano non è, dove una Lady, donna di lunghe vedute, ha racchiuso nelle proprie mani tutta la comunicazione. Suoi sono i media e quindi il potere della comunicazione che influenza le persone. Il fulcro dello spettacolo è proprio questo: il potere della comunicazione e quanto la gente si lasci trasportare da chi la gestisce. In tutto questo c’è la capacità di qualcuno di ribellarsi, di opporsi, di riportare il pensiero alla realtà delle cose, smascherando le menzogne o meglio, le fake news che popolano la rete. Il concetto di potere della comunicazione in mano a pochi è attualissimo e la gestione della stessa, un impegno da parte dei garanti della comunicazione libera.

L’interpretazione di Marina Zanchi è stata incisiva, calata in un personaggio, quello di Lady, che parla al mondo dei giovani e meno giovani mostrando come basta poco per lasciarsi coinvolgersi in queste dinamiche. Davvero molto brava.

Dalla tirannide della comunicazione alla storia delle religioni. “Figli di Abramo”, di Svein Tindberg, con Stefano Sabelli, traduzione, adattamento e regia di Gianluca Iumiento, in scena nella particolare location dell’Ala Diruta. Tre sono le religioni monoteiste: ebraica, cristiana e islamica. Tutte e tre si sono sviluppate tra il Medio Oriente e le coste africane. I territori di Israele e della Palestina sono percorsi che hanno in comune come lo è la città di Gerusalemme, per questo contesa da tutte e tre. Che cosa le unisce? Perché? Semplicemente la persona che ha dato origine a tutto: Abramo. Il patriarca, partito da Ur dei Caldei, attraverso il suo viaggio e le sue scelte, è considerato per tutte, un punto di riferimento delle religioni.

Eppure, leggendo fra le righe della sua storia, e riportando la stessa al tempo in cui Abramo è vissuto, si è dinanzi ad un racconto duro, difficile. Il testo riporta a galla conoscenze per alcuni scolastiche, per altri religiose, ma spesso dimenticate. Contemporaneamente si parla della storia di Abramo e della storia attuale di Gerusalemme e dei suoi abitanti.

Interessante excursus storico ma la lunghezza della rappresentazione ha reso molto pesante il tutto. Troppe volte i concetti si sono ripetuti e sono stati descritti momenti che potevano essere evitati, insomma, il testo è sicuramente da tagliare. Sì, perché se troppo prolisso, è normale che lo stesso attore in scena si perda e ciò si ripercuote sugli spettatori che, perdendo attenzione, perdono il tutto.

Foto Sissi Corrado

Il finale della giornata esplode insieme allo spettacolo all’interno del Teatro di Narni, iniziato in ritardo per permettere a chi stava partecipando allo spettacolo precedente, di intervenire. Parliamo di “Scritti sull’Arte”, di Karl Marx, drammaturgia e regia Davide Sacco, con Federica Rosellini e Daniele Russo e con i 99 Posse al Teatro Manini. Per questo grazie agli organizzatori che, seguendo gli andamenti degli spettacoli e delle rappresentazioni, riescono a riorganizzare e permettere a tutti di partecipare.

Qui scendono in campo le campagne sociali, le lotte che vedono protagonisti giovani e meno giovani, opporsi ad un sistema che ci vede vicini alle differenze sociali, a sottostare ai comandi di chi detiene il potere. È un momento particolare che invita alla presa di coscienza del senso di libertà, uguaglianza sociale, giustizia sociale, per tutti. Tutti uguali, tutti con gli stessi diritti su questa terra che ci ospita come una madre benevola che spesso, invece, si ritrova a vedere i propri figli cadere a causa di ideologie distruttive. Eppure sono i giovani che sentono questo canto arrivare da lontano e che mai si è dimenticato di chi ha reso questa terra migliore, o almeno protesa alla giustizia sociale.

Lo spettacolo urla la sua urgenza in un mondo che sembra tenere lontane queste emergenze umane perché ciò che ci circonda, mostra continuamente la fame di denaro, potere e fama. Non che non era presente prima, ce lo raccontano il testo e la storia, ma oggi è una necessità messa in secondo piano. Davide Sacco, molto probabilmente ha sentito crescere la necessità di raccontare e l’urgenza di far riemergere situazioni simili. Tra musica e racconti, gli spettatori sono stati avvolti da una particolare atmosfera che difficilmente si può esaurire in una serata.

Bravissimi tutti gli interpreti: i 99 Posse che hanno dato vita ad una musica intensa, come sempre capaci di emozionare tra testo e musica e accompagnati anche dalla splendida voce di Simona Boo. Bravi anche gli interpreti sul palco Federica Rosellini e Daniele Russo che sapientemente regalano emozioni. Giù la quarta parete perché il teatro torni con prepotenza a essere protagonista tra gli spettatori, fissandoli negli occhi. Una giusta conclusione per una giornata intensa.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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