Torna in scena lo spettacolo di De Martino 40 mq

È andato in scena al teatro degli Audaci 40mq lo spettacolo scritto e diretto da Emiliano De Martino

Ritorna in scena in una nuova veste, 40 mq, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Emiliano De Martino, che per la ripresa delle repliche post Lockdown teatrale, ha scelto gli attori Domenico Palmiero, Irene Antonucci e Laura Sorel per portare in scena i suoi personaggi. Il palcoscenico è stato quello del Teatro degli Audaci di Roma.

Sono andata alla riscoperta del testo e dello spettacolo rivolgendo alcune domande al regista e agli interpreti dello spettacolo.

Ritorna in scena lo spettacolo 40 mq, in una nuova veste, ma sempre per la regia di Emiliano De Martino. È passato un po’ di tempo, come lo hai trasformato, cosa è cambiato dalle prime rappresentazioni?

Emiliano De Martino: Lo spettacolo negli anni è cambiato ad ogni messa in scena grazie all’apporto umano e personale degli artisti che lo hanno interpretato. Ognuno ha messo qualcosa di profondamente personale in queste anime che ho voluto raccontare. Quindi anche stavolta sono cambiate molte sfumature, è cambiata l’intimità fra i personaggi, è cambiato l’approccio stesso a una storia che merita di essere raccontata.

Ci sono mille sfaccettature in uno spettacolo del genere, che salta agli occhi con la capacità di parlare della diversità. Cosa hai cercato di mettere in evidenza tu?

EDM: “40mq” ha un unico, semplice, grande messaggio. Ognuno ha il diritto di amare ed essere amato liberamente, pienamente. Senza sovrastrutture, senza pregiudizi. Il pubblico ha da sempre apprezzato questo racconto perché ognuno di noi ha nel cuore questo desiderio. In qualsiasi rapporto d’amore bisognerebbe essere liberi di esprimersi, di darsi. Potrebbe sembrare un’utopia, ma è ciò in cui credo fortemente ed è ciò che il cast ha amato di questi personaggi. Per questo hanno dato in scena tutto. Presto partiremo per una tournée che toccherà molte regioni italiane, quindi fatevi trovare pronti.

Laura Sorel è l’interprete di mamma Claudia, incapace di tagliare quel cordone ombelicale che la tiene legata stretta a suo figlio.

Una mamma ingombrante, sempre presente. Cosa ti ha colpita del personaggio che porti in scena?

Il mio personaggio lo amo da impazzire perché mi rispecchio tantissimo in mamma Claudia. Nella sua esuberanza nella sua preoccupazione di vedere il proprio figlio sistemato e più responsabile. Però non riesce a mollarlo, e cerca di dargli consigli saggi. Ma assillanti, questo lo faccio tutti i santi giorni con le mie figlie.

Quanto di tuo c’è in lei e cosa non vorresti, invece?

 Di essere naif, mi rispecchio anche in questo insomma Non toglierei nulla perché comunque siamo mamme colorite anche se un po’ rompiscatole ma almeno diamo tanta allegria ai nostri figli. Chiaramente no nel momento dei consigli.

Irene Antonucci interpreta Luana, la ragazza che mette “in crisi” gli altri personaggi.

Il tuo personaggio, in questo spettacolo, è quello più complesso. Su cosa hai lavorato maggiormente?

Luana mi ricorda la lotta interiore, il dualismo, il voler definire per forza persone e cose con futili etichette convenzionali, ma che lasciano il tempo che trovano di fronte all’amore. L’amore non conosce genere, età, colore, forme.

Ci sono cose che non possono essere definite, ma per comprenderle ci devi passare, devi sentire con profonda empatia chi ha subito per un’intera vita il giudizio delle persone, quelle che si sentono sagge, giuste, ma che ragionano per razionalità tossica, chiusi nel vitro delle convinzioni perché non vedono al di là del proprio naso. Parlano di libertà nei salotti, ma sono imprigionati nel sistema…

Perché invidia e paura regnano nei loro giudizi; ognuno conosce la propria storia e darsi è un dono, perciò Luana decide di donarsi al suo Sergio, interpretato dal bravissimo e intenso Domenico Palmiero.

Ho sentito le paure di Luana, ho sentito il suo blocco nel rivelare una realtà che fa fatica lei stessa ad accettare, mi sono innamorata con lei, ho provato la purezza dei sentimenti come quando li provi nell’adolescenza, dove tu e la tua metà siete al centro, e insieme potrete sconfiggere i muri delle convinzioni.

Grazie Luana per avermi ricordato la leggerezza dell’amore…

Grazie Emiliano De Martino per aver scelto me per questo ruolo così importante per il mio percorso come attrice e come donna.

Come descriveresti lo spettacolo?

La stella ca’ nun smette e’ brillare ppe amore. La prima sera quello che ho provato non si può spiegare a parole, dovreste venire a vedere lo spettacolo per capire…

Ad interpretare Sergio, la parte maschile di 40 mq, il giovane Domanico Palmiero, che si ritrova a interagire con una mamma e una coinquilina del tutto da scoprire.

Qui sei un “figlio di mammà”, un classico ragazzo che ha a disposizione l’aiuto della madre, spesso troppo invadente, ma di cui si sente la mancanza. Come hai preparato il tuo personaggio?

Sergio è venuto fuori da se… prova dopo prova. Ha richiesto un attento lavoro in sottrazione pur essendo un personaggio scoppiettante e su di tono.

Come vede Sergio realmente la diversità?

Non sappiamo cosa e come vede la diversità. Proprio questo non deve interessarci. Infatti non è chiaro se Sergio, capisce realmente cosa gli accade o fa finta di non vedere. Alla fine però, nel suo piccolo, prende una decisione. Senza ostentare…. senza dire, ma facendo.

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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