Tre stazioni per Arte e Scienza: creazione e ricerca verso il futuro

Foto @Carolina Taverna

A Roma la mostra Tre stazioni per Arte e Scienze, alla ricerca di creazioni per il futuro

Ricerca artistica e ricerca scientifica: a Palazzo delle Esposizioni ha preso il via la mostra Tre stazioni per Arte e Scienza, un progetto curatoriale che vede un triplice allestimento. L’evento espositivo si divide infatti in tre distinte mostre: al secondo piano La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città, mentre al piano inferiore Ti con Zero e Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro.

Per la realizzazione del progetto espositivo, curatori e importanti istituzioni di ambito scientifico hanno congiunto idee e intenti, creando percorsi di riflessione sulla contiguità tra arte e scienza: i distinti allestimenti mettono in mostra tanto la storia della ricerca scientifica quanto la ricerca artistica contemporanea, unitamente ad un percorso che indaga l’incertezza come componente fondamentale e contrapposto di una certezza assoluta.

La denominazione di stazioni per i tre progetti proposti, è stata scelta a ricordare gli ampi riferimenti del termine: stazioni come punti di incontro e di partenza, ma anche come luoghi deputati alla ricerca scientifica, così come stazione legata all’idea di stasi, quella che socialmente ha segnato le vita globale nel periodo pandemico.

Foto @Carolina Taverna

Poetica e matematica, la mostra dà all’immaginazione artistica il passo scientifico proteso all’evoluzione, offrendo opere che ragionano sulla conoscenza, innestandosi nello spazio immaginifico del Ti con Zero. La mostra al primo piano che riprende il titolo del famoso racconto di Calvino pubblicato nel 1967, si sviluppa proprio sulla notazione matematica che indica il momento iniziale di osservazione di un fenomeno. Le infinite possibilità racchiuse in questo primo momento segnano un connubio di immaginazione e conoscenza. In questo percorso trova posto il lavoro di artisti contemporanei che hanno creato opere partendo dal contatto con esperti in campo scientifico, intelligenze artificiali e non in ultimo con organismi unicellulari in grado di collaborare alla creazione dell’opera. Così attraverso una divisione in sezioni che stimola conoscenze di ambito scientifico diverso, si può approfondire il lavori di vari artisti: dalla Storia naturale della moltiplicazione di Boetti alla ricostruzione del suolo marziano di Roman Ondak, dalle installazioni concettuali di De Dominicis alle traiettorie rizomatiche di Antony Gormley.

Sempre al piano inferiore, la mostra Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro, mette in primo piano l’incertezza di supercalcolatori, teorie e modelli: intrinseca e ineludibile, si fa espressione di una creatività umana e contrapposto dell’idea di assolutezza. Le installazioni esposte in questo percorso permettono, attraverso sensori interattivi, di toccare con mano misure, statistica e probabilità o di poter osservare il movimento caotico di un pendolo doppio.

Al piano superiore trova invece posto La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città. Questo percorso si modula tra resti fossili e storia narrata attraverso strumenti scientifici, locandine, telescopi: come in un wunderkammer, la mostra racconta lungo un percorsa scandito da una moltitudine di oggetti, la storia della scienza di Roma e dei personaggi che qui hanno condotto ricerche e studiato, da Copernico a Enrico Fermi, da Giovan Battista Grassi ai ragazzi di via Panisperna, passando tra le narrazione ascoltabili lungo l’esposizione e gli acquerelli delle fasi lunari di Galileo Galilei. Realizzata con il contributo dell’ Accademia dei Lincei e dell’Università di Roma La Sapienza, questo percorso lascia la sensazione di un antico museo di storia naturale, una netta separazione rispetto al piano inferiore dove si visita il dedalo di sale e sezioni articolate attorno alla rotonda centrale che, anche idealmente, mette in comunicazioni tutti gli ambienti del palazzo.

Foto @Carolina Taverna

La poetica della mostra che unisce arte e scienza, in un connubio che ad oggi sembra ormai assodato se si considera come molti istituti di ricerca scientifica prevedano residenze per artisti, al palazzo delle esposizioni é ampiamente sviluppata: le ricerche di ambo i campi sono mosse dallo stesso desiderio di un’azione conoscitiva che esula la distinzione kantiana a vantaggio della conoscenza scientifica, producendo opere comuni. In una condensazione di intenti, l’espansione verso la conoscenza rivela anche come gli artisti siano in dialogo con la scienza, o mettano in gioco una formazione scientifica precedente.

Sulla stessa rotta anche il programma pubblico di eventi affiancanti l’esposizione, tra i quali la rassegna cinematografica su Andrej Tarkovskij a partire dal 28 ottobre, che analizza il cinema come mezzo di esplorazione interiore unitamente a grandi maestri del 900 tra i quali Pasolini, Godard, Kubrick e molti altri che hanno spinto il cinema verso nuove frontiere della rappresentazione.

In programma anche il ciclo di sound performance curate da Xing, organizzazione culturale con base a Bologna, che affiancheranno la mostra Ti con zero: una serie di eventi connubio di sperimentazione e ricerca contemporanea tra scienza e suono, dove dalla campionatura di suoni si arriverà sino all’allucinazione uditiva.

https://www.palazzoesposizioni.it/pagine/mostre

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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