Il Deserto Dei Tartari. La Fortezza

Torna in scena prima a Roma al Teatro Spazio 18B dal 14 al 17 ottobre, e poi a Napoli presso Galleria Toledo – teatro stabile di innovazione, dal 4 al 7 novembre, IL DESERTO DEI TARTARI. LA FORTEZZA, spettacolo diretto da Jacopo Bezzi con Massimo Roberto Beato, Alberto Melone, Alessandro Lori. Massimo Roberto Beato cura l’adattamento della vicenda, ideata da Dino Buzzati, del maggiore Giovanni Drogo rievocata nella stanza della locanda dove egli è giunto, malato, costretto suo malgrado, a lasciare la Fortezza sotto assedio.

Il protagonista è lui, il Tenente Giovanni Drogo, neodiplomato all’Accademia Reale, pronto a prendere servizio alla Fortezza Bastiani, sua prima destinazione. Si agitano in lui sentimenti contrastanti: la pena di lasciare la casa materna, la vita comoda della città e la sensazione che grandi eventi lo stiano aspettando. Una volta giunto però, una nuova indistinta malattia si impossessa lentamente di lui: è l’effetto della malìa esercitata dal deserto che si intravvede dalla Ridotta Nuova al confine con il nord, e dell’infinita attesa dei Tartari, popolo misterioso e leggendario che potrebbe attaccare da un momento all’altro, immortalando gli abitanti della Fortezza in un destino di gloria.

Nella regia c’è un’impostazione ben precisa nel gestire la prossemica fra gli attori, nel forgiarli in un corpo che diventa per prima cosa strumento drammaturgico e anche scenografico. I tre sono distintamente caratterizzati, accomunati solo dai movimenti cadenzati, quasi fossero soldatini a carica o marionette, imbrigliati nel codice militaresco che impone rigidità e fissità nei movimenti così come nelle parole. L’andamento dei dialoghi segue una modulazione ben delineata, scandendo ogni episodio della vicenda con l’ausilio di fermo immagine accompagnati dalle musiche originali di Giorgio Stefanori. Tre attori soli dunque, due dei quali calzano i panni dello stesso personaggio per tutto lo spettacolo mentre Alessandro Lori è una sorta di jolly, impegnato nell’interpretazione delle numerose figure di contorno con le quali Drogo entra in contatto, partendo dal dottore che vuole esimerlo dal servizio alla Fortezza, al sarto al quale chiede un mantello, e addirittura alla ragazza che aveva sperato di amare ancora durante il breve congedo in città.

Redazione

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