Mario Antinolfi ci parla di “Questi fantasmi”

Questi fantasmi, regia di Mario Antinolfi, sarà in scena al Teatro degli Audaci

Al Teatro degli Audaci in scena la commedia di Eduardo De FilippoQuesti Fantasmi”. La regia è di Mario Antinolfi che sarà in scena con un gruppo di attori formato da Carla Schiavone, Filippo Valastro, Nicola Paduano, Riccardo Feola, Ernesta Sciarrillo, Raffaele Coppola, Silvia Marazzi, Carolina Scardella, Massimo Tozzi.

Sarà occasione di rivedere in scena una delle commedie più famose del noto drammaturgo italiano, un testo per vivere il dilemma che attanaglia da sempre l’uomo, credere o non credere e che verrà portato in scena dal 27 gennaio al 6 febbraio. Ne abbiamo parlato con il regista Mario Antinolfi.

Tra i tanti testi di Eduardo De Filippo perché ha scelto di rappresentare questo?

È un testo sorprendente e meraviglioso. Un testo che può sembrare banale, una farsa, ma è tutt’altro. Sviscera le anime dei personaggi e le evidenzia, a volte in maniera grottesca ed a volte in maniera comica cogliendo anche l’essenza più tragica dell’essere umano. Porta in evidenza le fragilità dei personaggi. Questo testo è maledettamente attuale… sebbene, e vale la pena sottolinearlo, sia stato scritto nell’immediato dopoguerra, quando si stava cercando di uscire dall’immane tragedia e bisognava ricostruire tutto ciò che la guerra aveva distrutto e causato: sia danni materiali che la vita delle persone e quest’ultimi erano disposti a tutto pur di riavere una vita normale , tranquilla, agiata… si era disposti a soprassedere ai propri valori morali ed a determinate regole non scritte fino anche a credere in un qualcosa che non esiste ma che è solo dentro di noi, “i fantasmi sono dentro di noi… li abbiamo creati noi… i fantasmi siamo noi”… Oppure NO! Chissà! Il pubblico è giusto che lo interpreti a modo suo…

Eduardo ha scritto e portato in scena numerose miserie dell’uomo: quali sono quelle che hanno maggior rilevanza in questo testo?

Come ho anticipato prima, i fantasmi sono dentro di noi e questi possono essere i vari stati d’animo e valori che abbiamo dentro di noi, non sempre belli: viltà, doppiezza, superbia, egoismo… ma anche, per fortuna, ed in momenti diversi, amore, umiltà e sensibilità…

Come si è trovato a dirigere “Questi fantasmi” e quali sono state le sue scelte registiche? Che versione è la sua?

Ogni volta che mi accingo a dirigere un’opera di Eduardo mi faccio sempre la stessa domanda: “sarò in grado di rappresentare l’intento dell’autore, di questo grande Maestro?”. Sappiamo come sia difficile lavorare sui testi di Eduardo, mi approccio sempre in maniera umile e cauta ma nello stesso tempo coraggiosa poiché voglio trovare delle soluzioni registiche personali pur senza stravolgere il testo. Ho volutamente reso il testo, in certi punti più snello, godibile, scherzoso, pur mantenendo il messaggio eduardiano. In questo specifico testo, ho voluto però azzardare e sottolineare un’immagine un po’ diversa e meno cruda, sottomessa delle figure femminili presenti nel testo. Come sappiamo, un po’ per le esperienze di Eduardo nella propria vita personale un po’ per come era concepita la figura femminile a quel tempo, queste venivano un po’ sminuite, secondo me. Ho voluto, così, dare maggior respiro e considerazione alla figura femminile. Voglio sottolineare che sono stato anche facilitato dal cast; ho potuto dirigere dei bravissimi attori/attrici che hanno saputo cogliere le mie indicazioni ed interpretare in maniera eccellente; inoltre bisogna dire che  il testo è scritto, da Eduardo, già in maniera assolutamente descrittiva, dettagliata ed esaustiva nella caratterizzazione dei personaggi e della storia. Ho riproposto comunque una versione classica, riportando le ambientazioni, i costumi all’epoca di quando fu scritto il testo, nel 1946.

Quali sono le sfumature che ha voluto dare al personaggio di Pasquale?

Diversi sono i profili di Pasquale, in un primo momento può sembrare opportunista, arrivista, arraffone, vile, egoista ma poi pian piano il personaggio si apre, si confessa, si incomincia ad intravedere una certa umanità. Un alternarsi di stati d’animo, di caratterizzazione, fino a confondere un po’ il pubblico che assiste e che immancabilmente si chiede: “quest’uomo ci fa o ci è?” chissà… è proprio questo il bello di questa opera, l’analisi finale è lasciata al giudizio del pubblico.

L’opera fu rappresentata per la prima volta il 7 gennaio 1946 al Teatro Eliseo di Roma, oggi il teatro è in vendita. Come vede la situazione teatrale oggi e in particolare quella dell’Eliseo, più volte finita sulla cronaca giornalistica per problemi economici?

La vicenda Eliseo è solo l’ultima delle tante vicende finite in maniera scandalosa, questo la dice lunga su come è considerata la cultura in Italia ed in special modo nella Capitale…. Il teatro viene considerato come una cosa secondaria, superflua, di divertimento per pochi, una cosa di cui si può tranquillamente fare a meno…. Fatto sta che la professione di attore è stata sempre bistrattata, non tenuta nella giusta considerazione. Basti pensare a come durante l’ultima esperienza covid lo Stato ha trattato questa categoria. Credo che ci siano forti responsabilità politiche.

In un mondo votato alla tecnologia, alle fake news, quanta valenza può avere un testo che parla di fantasmi?

Se si intende “Fantasmi” nel senso stretto della parola come entità, spirito… etc., per alcuni questi concetti sembrano superati, può sembrare anacronistico, inverosimile, siamo nel 2022 si crede ancora ai “Fantasmi”? Bah!… anche se io personalmente ho avuto delle esperienze dirette che mi hanno lasciato un po’ interdetto, perplesso su questa tematica… ma comunque come già ampiamente detto, i veri “Fantasmi” sono dentro di noi e non hanno tempo, epoca e saranno sempre dentro di noi, ieri, oggi e domani….

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

Grazie a lei, è stato un piacere!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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