Il mio Sanremo

Il giovane Olly vince il Festival di Sanremo 2025, secondo Lucio Corsi
Il Festival di Sanremo 2025 ha tenuto incollati alla tv un numero incredibile di spettatori, tutti per la musica italiana, tutti per ascoltare i giovani o più noti cantanti, tutti a cercare di capire la direzione della nostra musica. Ciò che è apparso in TV in questi giorni, è un insieme di cantanti che hanno affrontato il palco più famoso della musica italiana, quello che poi dà accesso al contest Eurovision, che presenta un candidato per ogni nazione europea (anche se i paesi non sono tutti europei), con una certa eleganza nell’abbigliamento, nel portamento e anche nel comportamento, quasi si fossero messi tutti d’accordo. Bene o male tutti si sono orientati verso uno stile elegante, sobrio, attento.
Le canzoni hanno fatto il loro ritorno prepotente sul palco, ma senza uscire dai binari, senza quell’apparente “volgarità” che ha padroneggiato nelle cronache, e forse lo si deve anche ai tanti schieramenti che in questi mesi hanno affrontato a viso aperto un genere di musica che incita alla violenza. E quindi via all’amore, quello romantico non solo sentimentale, ma anche quello più personale, quindi verso la mamma o i figli, anche se l’hanno fatta da padroni le relazioni finite, affrontate in maniera diversa, a volte molto dura. Si è parlato di un festival che ha proposto canzoni troppo personali eppure questo è logico per artisti, cantanti, scrittori, poeti, che raccontano il proprio vissuto, che si può trasformare in qualcosa di più ampio e quindi diventare più universale.

Una cosa che poco si affianca alla musica, e potete commentare come volete ma la realtà è questa, è l’utilizzo dell’autotune. In molti diranno che serve in alcuni stili musicali per cambiare e quindi metallizzare la voce, ma, senza farci prendere in giro, sappiamo che in molti lo utilizzano per modificare e quindi intonare la propria voce. Sembra un cane che si morde la coda perché, se in questi mesi si è parlato e attaccato l’intelligenza artificiale, che potrebbe far sparire moltissimi lavori, tra cui anche quello dei cantanti, è anche vero che chi utilizza l’autotune, sa bene che sta modificando la propria voce in modo artificiale. In questo caso, si falsano anche le recensioni, i commenti di chi non conosce e non sa quali cantanti hanno utilizzato questo sistema, che si tiene fondamentalmente nascosto. Un vero peccato.
Alla fine, però, ci siamo divertiti e ammirato gli ospiti di questa edizione, come i Duran Duran ritornati sul palco di Sanremo e che hanno fatto ballare il pubblico in sala e a casa, Jovanotti che ha portato al festival i suoi successi, partendo da L’ombelico del mondo, il cui fischio d’inizio è stato dato da Jerry Scotti, Damiano David che emoziona con Felicità, omaggio a Lucio Dalla, Antonello Venditti, solo per citarne alcuni. E poi i tanti presentatori, amici di Carlo Conti che hanno animato le serate, tra cui una superlativa Geppi Cucciari e la sua splendida ironia.
Passando alle canzoni e ai cantanti che si sono esibiti, direi che la migliore in assoluto è stata Giorgia con La cura per me. Incredibile e perfetta performance: voce straordinaria, unica nel suo genere, quasi scontata la sua vittoria nella serata delle cover con Skyfall di Adele, anche perché ha cantato insieme ad Annalisa che sta attraversando uno momento fantastico della sua vita professionale. Sono sicura che Giorgia avrebbe potuto vincere questa edizione sanremese non solo per voce, professionalità, ma anche per il brano. L’unica cosa, secondo me, che sta uccidendo la classifica sanremese da qualche anno, è la volontà assoluta di dover presentare all’Eurovision dei cantanti che siano assolutamente giovani e non delle belle canzoni ed artisti straordinari. Peccato, Giorgia mette d’accordo tutti i suoi fan e tanti altri, ed è una persona che non si risparmia mai. L’autotune lei ce l’ha dentro e il web e i social, lo hanno sottolineato dalle primissime serate.

Il vincitore di questa settantacinquesima edizione è Olly, ventitreenne ligure, uscito da Amici di Maria De Filippi con la sua Balorda nostalgia, un brano molto sanremese, apprezzato dai giovanissimi, ma che lascia un po’ l’amaro in bocca. Il suo primo posto, non è stato del tutto inaspettato. Il giovane cantante, infatti, ha un seguito importante su Spotify ed è molto conosciuto sui social.
La novità assoluta e anche molto bella è Lucio Corsi, giovane cantautore, che porta sul palco di Sanremo Volevo essere un duro, un inno alle persone “normali” coloro che si ritrovano a doversi confrontare, in particolare da ragazzi, con le tante difficoltà che si incontrano nel modo di crescere, dove si fa sempre strada il più bello e il più forte. È un inno delicato, dolce, che può essere un modo di rivincita per tanti giovani. Lucio Corsi ha trovato la sua strada grazie alla musica, agli strumenti che lo hanno sempre difeso. Bello anche il brano scelto per la serata cover, Nel blu dipinto di blu, cantata con Topo Gigio. La vera freschezza e novità del festival di Sanremo 2025 è lui!

Francesco Gabbani è un artista che ho cominciato ad amare dopo la sua vittoria a Sanremo, quando fece arrivare seconda Fiorella Mannoia con quella che io considero una delle più belle canzoni che la musica italiana ci abbia dedicato, una forza per crescere, Che sia benedetta. Quest’anno Gabbani sembra voler ricompensare quell’anno con una canzone Viva la vita, che ha lo stesso tema. Un testo positivo, con tanta freschezza, sensibilità e allegria.Avrebbe meritato di più, ma va bene così.
Cantautori italiani in crescita, ed ecco che sale sul palco Brunoni Sas con L’albero delle noci, ben noto nell’ambiente musicale, meno al grande pubblico. Peccato che la critica si sia accorta di lui in ritardo, eppure ha firmato colonne sonore di alcuni film e cantato lui stesso in altri. A Sanremo ha portato una canzone dedicata alla figlia, bella e delicata. Non è una novità, la maggior parte dei cantanti incide brani dedicati ai propri figli o compagne, che poi vengono dedicate dai fan ai propri cari.

Il ritorno di Marcella Bella al Festival con un nuovo brano e quindi con un nuovo progetto, Pelle di diamante, è una canzone dedicata alle donne, sulla forza delle donne e sulla capacità di sapersi districare nella vita da sole. È un tema di grande attualità, ma anche una versione nuova dell’artista che si è evoluta ancora una volta, con la musica, con i generi, con l’attualità. Peccato che sia arrivata ultima, ma c’è di fatto che è stata e lo è ancora, una grande artista. Complimenti.
Simone Cristicchi torna a Sanremo regalando al pubblico un’altra poesia, questa volta affronta il tema della malattia mentale, che colpisce le persone anziane. La protagonista del testo è la mamma del cantante. Il brano affronta la tematica con la dolcezza, lì dove si sente lo struggente dolore che l’accompagna, appare quell’inno alla speranza. Perché, a dirla tutta, forse nel tempo abbiamo dimenticato la fragilità delle mamme, che ci hanno sempre aiutato a crescere. Anche loro nella propria vita, in molti casi, si ritrovano a dimenticarsi della loro vita, delle persone che stanno loro accanto. Quando sarai piccola ha commosso il pubblico di Sanremo e non solo, con Cristicchi che ritorna sul palco più importante della musica italiana con un testo che è una poesia toccante.

Mille volte ancora di Rocco Hunt, segna il secondo Sanremo del cantante salernitano. Protagonista ancora una volta la sua vita, la sua città, il suo quartiere, la sua voglia di cantare. Rocco si diverte e diverte sul palco, dove racconta la nostalgia dei tanti ragazzi del sud emigrati per andare in altri luoghi a studiare e lavorare. Lo fa direttamente anche distribuendo, per le vie di Sanremo, il famoso “pacco da giù”. In lui tanta napoletanità anche nella cover, quando canta con Clementino Yes I Know My way, omaggio a Pino Daniele.
Rose Villane porta a Sanremo Fuorilegge, un brano che la caratterizza. Lei ha scelto uno stile sexy, dove l’amore è il punto cruciale. C’è tanto di lei: sensualità e ritmo. Anche i The Colors hanno portato al festival un brano che li caratterizza come stile e ritmo. Tu con chi fai l’amore si presta a diventare un altro tormentone estivo? Vedremo. Noemi racconta cosa può essere l’amore. In Se ti innamori muori la cantante racconta il rapporto tra amore e difficoltà relazionale e lo ha interpretato con la sua presenza scenica e con la sua particolare voce graffiante che la rende particolare. Brava.
Il brano dei Coma Cose è una risposta alle nostre difficoltà comunicative e quindi anche relazionali. Cuoricini, che si candida ad essere un tormentone poiché ha già cominciato a restarci in testa, è un attacco al nostro essere tropo presenti nel mondo virtuale, andando a inserire cuoricini anche su nefaste notizie, solo per apparire. Rappresenta l’allontanamento dalla realtà, quella del fare più che del subire.
Tante le donne in gara, ma nessuna arriva nella cinquina finale. Bella la voce e il brano di Clara con Febbre, Elodie con Dimenticarsi alle 7, Francesca Michelin con Fango in paradiso, Gaia con Chiamo io chiami tu, Sarah Toscano con Amarcord, Joan Thiele con Eco. Serena Brancale con Anema e core, porta la sua Puglia, la sua voce e su sorella sul palco di Sanremo.

Gli altri artisti della kermesse sono Achille Lauro con Incoscienti giovani, bel brano ma non lo aiuta ad uscire dalla lista del cantante di canzonette, idem per Tony Effe con Damme na’ mano, che non lo assolve dalle sue canzoni precedenti, dove la violenza e il non rispetto verso le donne è fortissimo. Shablo feat. Gue, Joshua e Tormento portano sul palco La mia parola, insieme ad un coro gospel ed anche se non sono stati ben definiti, il brano ha colto nel segno. Willie Peyote con Grazie ma no grazie cerca di evidenziare la nostra capacità di piegarci all’asservimento, anche se basta un po’ di coraggio per rialzare la testa. Rkomi con Il ritmo delle cose e Fedez, che si porta dietro una serie di polemiche, legate anche alla cover. Battito è stata ben eseguita, ma sappiamo bene che Fedez è un bravo interprete, il resto sarà storia.
I Modà cantano Non dimentico, ritornando ancora una volta sul palco sanremese. Massimo Ranieri, grande star del festival, capace di arrivare e stare accanto ai giovani, canta Tra le mani un cuore, che, secondo me, non è ancora stato per compreso come brano, ma raccoglie davvero una poesia per il cuore. Bresh canta La tana del granchio. Non possiamo non dimenticare il vincitore di Sanremo giovani Settembre che con Vertebre ha superato i suoi colleghi e portato sul palco un brano che viene già ricordato dai giovanissimi.





