G+R: quando l’amore è un atto di resistenza

In scena al Teatro Palladium il lavoro dei giovani di MaTeMù
Sul palco del Teatro Palladium, il 7 e l’8 giugno, andrà in scena non soltanto una storia d’amore, ma una dichiarazione politica. Una poesia ribelle. Un grido gentile che ha scosso platee e coscienze.
G+R – Di muri abbattuti e cuori aperti, firmato dalla regia di Tamara Bartolini e Michele Baronio, è molto più che una riscrittura di Romeo e Giulietta: è un atto collettivo di reinvenzione. È il linguaggio dell’arte che si fonde con la realtà dell’adolescenza contemporanea, tra paure, identità fluide, desideri di libertà e richieste di giustizia. Sullo sfondo: un mondo che ancora separa, esclude, etichetta. In primo piano: ragazze e ragazzi che scelgono di riscrivere il finale.
Dopo il successo del precedente Cronache Furiose, i giovani di MaTeMù – Centro Giovani e Scuola d’Arte di CIES Onlus tornano in scena con un nuovo progetto potente e corale. Un lavoro maturato in un anno di laboratori artistici interculturali, in cui Shakespeare è solo il punto di partenza: le parole originali si mescolano a rap, danza urbana, canto, musica dal vivo. Le storie di Romeo e Giulietta diventano così specchi in cui si riflettono nuove versioni dell’amore e della lotta.
Lo spettacolo è un rito collettivo che attraversa i corpi e le voci di ragazzi e ragazze di ogni provenienza, Capuleti o Montecchi, poco importa. A unirli è la volontà di vivere e amare con gli stessi diritti, in una città e in un mondo che spesso non li vede, o non li ascolta.
Ed è forse questo il cuore più autentico di G+R: la vulnerabilità come forza, il sentimento come rivendicazione, l’arte come linguaggio di liberazione.
Sullo sfondo di un’Italia attraversata da tensioni sociali e da referendum cruciali, lo spettacolo si inserisce come un tassello di riflessione urgente. Che cosa vuol dire amare oggi? Chi ha diritto a scegliere chi essere? Quale spazio viene lasciato ai giovani per definire se stessi fuori dagli schemi, oltre i muri?
“Ancora una volta abbiamo messo a disposizione di Matemù gli strumenti del teatro per cercare le voci nascoste e i gesti da liberare, per intrecciare storie e imparare a diventare una piccola comunità Sul filo delle “Cronache furiose”, abbiamo fatto un salto verso la parola AMORE indagandola con gioia e paura, con coraggio e libertà. Abbiamo scoperto che in ogni persona esiste una Giulietta e un Romeo che difende la libertà di scegliere chi essere e chi amare, che difende la possibilità di rinascere, di scegliere un altro nome, di pensare all’amore come atto di libertà e immaginazione. Quando Giulietta e Romeo stanno insieme entrano in un altro mondo e parlano un’altra lingua, “cantano” la lingua dell’arte. L’arte sembra essere una delle risposte per i due personaggi creati da Shakespeare così come per i ragazzi e le ragazze di Matemù”, affermano i registi Tamara Bartolini e Michele Baronio.
G+R è anche la conferma di quanto MaTeMù, il centro giovani fondato nel 2010 nel cuore del Municipio Roma I, sia molto più di un luogo fisico. È uno spazio simbolico dove l’incontro tra culture, esperienze e desideri diventa pratica quotidiana, dove arte e formazione crescono insieme, senza distinzioni. Dal 2010, oltre 10.000 giovani hanno attraversato i suoi spazi, provenienti da più di 70 paesi diversi. E continuano a farlo ogni giorno, in cerca di qualcosa che somigli a casa.
Sul palco del Palladium, in questa versione della storia shakesperiana, invece, Romeo e Giulietta non muoiono. Non perché la storia cambi, ma perché chi la racconta ha deciso che la vita, l’amore e la giustizia sono una questione da affrontare in piedi, a viso aperto. Con le mani sporche di colori, con i cuori aperti davvero.





