Lucia Ciardo racconta il Festival del Diritto alla Felicità

 

La Felicità, un diritto per ogni essere umano, al Teatro Porta Portese

Lunedì 8 dicembre partirà la prima edizione del Festival del Diritto alla Felicità, con la direzione artistica di Lucia Ciardo. Location della manifestazione il Teatro Porta Portese di Roma, che vedrà salire sul palco tre compagnie di attori professionisti con altrettanti spettacoli che toccheranno temi importanti sui diritti legati alla felicità, alla gioia, alla condivisione delle stesse. Ci ha raccontato tutto Lucia Ciardo, che ringrazio.

Bentornata Lucia. Oggi parliamo con te di un nuovo festival che prenderà vita l’8 dicembre al Teatro Porta Portese di Roma: il Festival del Diritto alla Felicità. Come nasce il festival?

Il Festival nasce da una chiacchierata con Maurizio Marrale, Presidente del Movi Lazio (Movimento di Coordinamento delle Associazioni di Volontariato). Insieme abbiamo condiviso la necessità di parlare del valore della felicità tra le persone e soprattutto del diritto a meritarsela, alla difficoltà di accedere a servizi e tutele che aiutino le persone a stare bene. Il teatro ha una grande funzione in questo senso, così Marrale mi ha affidato la direzione artistica di una rassegna di teatro solidale che possa contribuire a creare una comunicazione sul tema tra le persone. Così abbiamo dato il via alla prima edizione del Festival, a Roma, al Teatro Porta Portese.

Tu ne curi la direzione artistica. Come hai affrontato il tema della felicità rispetto agli spettacoli che andranno in scena?

Mi sono ispirata ad un documento che ha scritto Maurizio Marrale, sui diritti del cittadino per stare bene. Tutti gli spettacoli riportano alla volontà di creare le condizioni per stare bene ed essere felici.

Tre serate per tre spettacoli che toccheranno tre temi diversi, quali sono e come ne parleranno le compagnie?

La rassegna si apre con il tema della Immigrazione e il diritto all’Accoglienza. Lo spettacolo proposto, Fate i Tuoni, centra la tematica, perché parla di un fatto di cronaca del 1997 poco ricordato e che invece segna un grande esempio di integrazione nella storia di Italia: si parla dello sbarco dei curdi a Badolato, paesino in Calabria dove la popolazione decise di aprire le porte di casa e accogliere gli stranieri, creando una comunità integrata. Tratto dal libro di Michele di Ignazio e adattato e diretto da Marco Zordan con garbo, rispetto e poesia.

Nella seconda serata verrà affrontato il tema delle Dipendenze, in particolare la ludopatia sempre più diffusa anche tra i giovani, per porre l’accento sul diritto al benessere e alla libertà psicologica. Si tratta di un adattamento de Il Giuocatore di Dostoewski a cura di Gabriela Praticò che lo interpreta insieme a Gigi Palla che è anche il regista. La cifra scelta mette in risalto la difficoltà a rendersi liberi a causa di una compulsione più forte, il messaggio arriva necessario e potente, seppure con un sorriso.

Chiude la prima edizione del Festival Finisce per A. Lo spettacolo ricorda che tante donne, ieri come oggi, raggiungono grandi vittorie con la forza di chi non si arrende di fronte alla discriminazione che è il tema in questione e rammenta come il diritto all’uguaglianza di genere è sacrosanta. Viene così ricordata l’impresa di Alfosina Strada, prima ciclista donna a partecipare al Giro d’Italia nel 1924 per farsi largo, pedalando, in un mondo esclusivamente maschile all’epoca. Ad interpretarla con passione ed energia Patrizia Bollini, diretta da Gabriela Tesauri con delicatezza e ammirazione. Le compagnie sono composte da professionisti di lunga esperienza e impegnate nel teatro su tematiche importanti.

La felicità è qualcosa che ognuno di noi cerca, quasi in modo spasmodico. C’è chi la cerca nelle persone, chi nelle cose, chi in sogni, ecc. Hai riflettuto su cosa sia realmente la felicità? Cosa rappresenta per ogni essere umano?

È una bella domanda… non credo potrà mai avere una semplice risposta. Più cresco e più mi accorgo che la felicità è un impegno: dal prendersi cura di sé, per stare bene e per non gravare sugli altri, all’accorgersi che la propria felicità non è mai veramente sufficiente se poi intorno c’è un disastro. È un impegno a non fare finta su questo, un impegno a comunicare per non creare malintesi, odio, indifferenza, egocentrismo e solipsismo… e se questo impegno viene condiviso tra tanti forse potremmo essere più felici. Io voglio crederci.

Tutti abbiamo diritto alla felicità, ma oggi parlare di diritti sembra quasi un’utopia. Come si incrocia il diritto con la felicità?

Prima di tutto parlare della felicità che è un diritto, appunto. Lavorare perché il diritto venga tutelato. In questo le istituzioni hanno una grande responsabilità. Per quel che mi riguarda, dirigere un Festival che parla di questo, mi dà la possibilità di ricordare che il teatro ha una funzione importantissima, quella  di creare un ponte tra le persone, metterle a confronto e per questo creare felicità.

Madrina del festival sarà Claudia Campagnola. Cosa e come vive la stessa Claudia la felicità?

Claudia Campagnola è l’essenza della passione e dell’impegno. Condividiamo da sempre lo stesso entusiasmo e la stessa purezza nel vivere la nostra professione di attrice. Quando le ho parlato di questa iniziativa ha abbracciato il progetto con il suo inesauribile sorriso e contagiosa energia. Sa come creare felicità. La sua presenza darà un contributo prezioso alle tre serate.

Come affronterai il festival? Cosa ci dovremo aspettare?

Sono emozionatissima e desiderosa di dare avvio a questa prima edizione. Sono grata per la possibilità di condividere tutto questo e ringrazio la grande squadra che insieme a me ha reso possibile la nascita dell’evento. Saranno tre serate intense di buonissimo teatro, di ospiti importanti che testimonieranno ogni sera sul tema della serata e di spettatori che parteciperanno con il loro personale pensiero sulla felicità… questa sarà una sorpresa, non posso dire molto J

Cosa speri di offrire al pubblico e cosa vorresti che lui recepisse dal festival del Diritto alla Felicità?

Il desiderio è quello di creare una comunicazione libera e creare un ponte tra le persone che, tornando a casa, possano dire: possiamo essere felici.

Grazie e in bocca al lupo!

Grazie alle tue domande sensibili e attente e a chi avrà letto.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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