Alessandro Giova ci parla dello spettacolo Alie(ni)nati

Alieni o Alieni nati? Prova a rispondere Alessandro Giova, autore e regista della pièce

Lo spettacolo di Alessandro Giova, Alie(ni)nati è un affondare la mente nella realtà moderna, un sapere e cercar di conoscere che si scontra con la concretezza del vissuto. Già vincitore del Premio come miglior spettacolo e della Giuria al concorso “Autori nel cassetto, attori sul comò”, torna in scena nei teatri italiani. Grazie ai tre personaggi è possibile immergersi nella società, nella visione dell’uomo sul mondo di oggi. Nulla di più esaltante e complicato.

Per scoprire cosa si nasconde dietro allo spettacolo, quali sono i temi, ne abbiamo parlato con l’autore, regista e interprete, Alessandro Giova.

Benvenuto ad Alessandro Giova sulle pagine di CulturSocialArt. Il tuo spettacolo ha un titolo particolare Alie(ni)nati, dal doppio significato, perché?

Il titolo nasce da un gioco di parole presente nella prima scena dello spettacolo, da cui si mettono in moto gli eventi in cui si ritroveranno coinvolti i tre protagonisti. Per me è la condizione dell’uomo moderno, sempre più staccato da se stesso e dal mondo in cui vive, il che lo porta a sentirsi un alieno, un ospite indesiderato ed ingombrante, staccandosi gradualmente da ciò che lo circonda fino all’estremo limite del desiderare la propria stessa estinzione. Questo nasce da un lato dal senso di colpa per come stiamo riducendo il mondo, dall’altro dalla struttura stessa della società moderna, che ci vede sempre meno come organismi viventi e sempre più come delle macchine il cui unico compito è essere ingranaggi di una gigantesca catena di montaggio. Dovremmo fermarci e chiederci: per chi stiamo facendo tutto questo? 

Come nasce lo spettacolo?

Lo spettacolo è nato dopo aver visto un bando per una rassegna di corti. Volevo raccontare qualcosa di attuale, ma senza diventare didascalico. Alla fine ho preso spunto da un’idea bizzarra su cui rifletto durante le elezioni. Ad ogni elezione c’è sempre qualche scontento che dichiara di votare partiti piccoli per pura protesta, convinto che nessun altro li voterà: e se tutti facessero questo ragionamento?  

Tre sono i personaggi principali, cosa rappresentano?

I personaggi sono tre sottoinsiemi umani, all’interno dei quali possiamo racchiudere gran parte degli individui. Nerd rappresenta la spinta dell’uomo al continuo progresso, al superamento continuo dei limiti, anche quelli più estremi che un certo senso avvicinano la scienza alla fantascienza. Tutte le trovate di Nerd, per quanto possano apparire surreali, sono riconducibili ad idee, suggestioni o esperimenti realmente avvenuti. Marta invece è la spinta e la voglia dell’uomo di conservare, di essere una parte del tutto alla pari con tutto il resto degli organismi viventi. Lei incarna la consapevolezza di essersi spinti oltre. Mentre Nerd guarda avanti, Marta guarda indietro, ad un passato ancestrale in cui le società erano eque, in comunione con il resto della Natura, società piene di pericoli, dove l’uomo poteva essere sia preda, sia predatore.  Infine Dog, un ragazzo buono ma indifferente a tutto, che pensa solo ai suoi bisogni contingenti, che pensa a se stesso e ai suoi piaceri più prossimi anche nel bel mezzo della catastrofe. Se l’Australia brucia non se ne avvede, in fondo è lontana. Se l’uomo raggiunge Marte, ugualmente rimane distaccato perché non sarà lui ad arrivarci. Dog è la fotografia della limitatezza ed egoismo moderno: qualunque sia la direzione del mondo, lui rimane uguale a se stesso, purché nessuno disturbi la sua illusoria quiete. 

Tu ne sei autore, regista e interprete: come gestisci queste tre figure teatrali?

A volte diventa difficile provare il proprio ruolo, perché anche quando sei in scena, sei concentrato sugli altri. Tuttavia non abbiamo avuto grossi conflitti e sono comunque riuscito a godermi il mio personaggio. Trovo più agevole dirigere e interpretare un testo scritto da me. Nel momento in cui scrivo immagino già regia e interpretazione. Sarebbe molto più ostico gestire regia e recitazione con un testo scritto da altri. 

L’autore cosa rimprovera al regista e all’attore?

Assolutamente niente. Ho gestito i tre ruoli in modo equilibrato. 

Il mondo rappresentato è un mondo formato da personalità diverse tra loro, quale potrebbe essere la via più sicura per il futuro?

Esiste una via sicura per il futuro? Il testo non fornisce risposte, ma solo domande. Vorrei poter fornire una risposta rassicurante, ma non ce l’ho. Prepariamoci ad un futuro complicato e finché lo affrontiamo ponendo l’essere umano al centro di tutto, credo che vie di uscita ce ne siano ben poche. La Terra non ha bisogno di noi, siamo noi ad aver bisogno della Terra. Lei, se vuole, se la cava benissimo ed anche meglio senza interferenze. 

Quali tra queste senti più vicine alla tua idea di ideale?

Io vorrei che Marta e Nerd si unissero, che progresso e conservazione riescano a trovare un equilibrio. Se ciò non è possibile, allora mi schiero con Marta. In fondo la sua idea di una società di cacciatori-raccoglitori non è né folle, né utopistica. Basti pensare alle società primitive ancora presenti sulla terra: non hanno i nostri problemi, hanno molto più tempo libero di noi e le loro comunità sono assolutamente eque, non c’è disparità.  

L’uomo si proclama ogni volta, come colui che vuole cambiare il mondo. Ma cosa manca per essere i “rivoluzionari” del mondo?

Manca la capacità di capire cosa è realmente il mondo. L’uomo crede di essere egli stesso il mondo, è come una formica che chiama mondo il suo formicaio. Dobbiamo capire come salvare noi stessi in questo mondo, perché l mondo andrà avanti, con noi o senza di noi: è questa la vera posta in gioco. 

Progresso, ambiente, stoltezza sono tre cose che vanno a braccetto. Come immagini il futuro per la nostra umanità?

Come disse Stephen Hawking: la salvezza dell’umanità è in nuovo mondo. Per vivere come viviamo l’unica vera soluzione è provare a colonizzare altri pianeti. Altrimenti, come suggerisce Marta in Alieni Nati, tornare allo stato di cacciatori-raccoglitori, che riportare l’uomo ad uno stato di equilibrio con tutto il resto. 

Nel tuo spettacolo poni molte domande, gli spettatori come reagiscono? Cosa vorresti che arrivasse loro?
Gli spettatori ridono e questo per me è molto positivo, perché riesco ad affrontare alcuni temi seri senza appesantire la storia. Mi piacerebbe maggiore curiosità, una soglia di attenzione più alta, una voglia di scoprire più profonda. Alieni Nati è un lavoro dove accadono tante cose, ma dove anche vengono messe tante pilloline nei dialoghi. Molte persone hanno scoperto i Pastafariani con lo spettacolo, qualcuno non conosceva Banksy o Elon Musk, molti sono all’oscuro dei programmi di colonizzazione di Marte, quasi nessuno conosce la portulaca, un’erba spontanea e infestante che cresce praticamente ovunque ed è assolutamente commestibile (oltre a possedere notevoli proprietà). Alla fine è uno spettacolo, non un’enciclopedia, alcune cose entrano nei dialoghi (come Nerd che dice a Dog “mangia la portulaca”) ma non ho voluto sprecare parti di testo prezioso aggiungendo battute come “e che cos’è la portulaca?” o cose simili. Ma se dai tanti spunti e temi emersi, qualcuno per pura curiosità si mettesse a fare delle ricerche da solo scoprendo cose nuove, mi farebbe molto piacere. Dobbiamo essere curiosi. Oggi abbiamo accesso a qualsiasi tipo di informazione, eppure sembra che il nostro bagaglio personale di conoscenze si stia riducendo sensibilmente. Ebbene: siate curiosi, sempre. 

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

Leggi anche