Aspettando Re Lear: l’omaggio alla relazione padri e figli

Alessandro Preziosi firma un documentario su uno dei testi più rappresentati di Shakespeare
Lo scorso 5 maggio, alle ore 21 presso il delizioso Cinema Farnese nel cuore di Roma, è stato proiettato, in esclusiva, Aspettando Re Lear il nuovo documentario firmato da Alessandro Preziosi con la partecipazione straordinaria del maestro Michelangelo Pistoletto. Scritto da Preziosi insieme a Tommaso Mattei sarà possibile assistere anche stasera alle ore 19 alla proiezione e i biglietti in prevendita sul circuito 2tickets.it o in vendita direttamente al cinema.
Come illustrato dallo stesso Alessandro Preziosi “prima della prima” il 5 maggio in una sala gremita di un pubblico entusiasta, Aspettando Re Lear è un’opera immersiva e visionaria che unisce teatro, cinema e arte contemporanea in un racconto che attraversa le prove, la messa in scena e le riflessioni esistenziali legate all’allestimento teatrale del Re Lear di Shakespeare. Seguendo attori, luoghi e suggestioni visive in un percorso che si snoda tra il Teatro Goldoni e la città di Venezia – tra le Prigioni Nuove, il Palazzo Ducale, l’Arsenale e la Fondazione Cini – il documentario si trasforma in un viaggio onirico che supera i confini del palcoscenico.
Un tema indagato che ci ha particolarmente interessati è il rapporto fra padri e figli/e che unisce trasversalmente tutti i protagonisti coinvolti. Il collegamento e il ricordo con il prezioso testo di Ariés, Padri e figli nell’Europa medievale e moderna, del 1960 è stato, per chi come me si occupa anche di relazioni genitoriali, catartico: esiste un’età privilegiata e una certa periodizzazione della vita umana? Esiste una interpretazione ingenua che assegna ad ogni epoca una certa opinione corrente della struttura demografica del suo tempo fuggendo a una sua interpretazione oggettiva: esiste una reazione della società davanti alla durata della vita.
Il punto di vista privilegiato che ci offre Alessandro Preziosi nella sua opera – documentario è un complesso quanto affascinante labirinto fra emozioni, parole, visioni artistiche e intuizioni sceniche. Viene voglia di andare a teatro ad applaudire la sua trasposizione teatrale per l’accuratezza registica che emerge. Viene voglia di girovagare per gli scorci della Venezia descritta per incontrare i protagonisti che “vivono” il dramma contemporaneo del Re Lear. Si è completamente catturati dalle parole di Michelangelo Pistoletto che regala al pubblico tante piccole lezioni filosofiche sull’arte e sulla sua trasformazione da concetto in materia. Le sue opere sono parte integrante della scenografia e della narrazione.

La sfida di fronte alla quale ci pone Alessandro Preziosi con il suo Aspettando Re Lear non è semplice e gli possiamo riconoscere la capacità di indagare anche il tema della bellezza. Saper indagare il bello significa offrire al pubblico un punto di vista etico ed estetico fondamentale in un’epoca attuale definita dal superficiale e dozzinale.
Il documentario è anche un viaggio attraverso una nuova idea di costume teatrale, sviluppato con Fashion B.E.S.T. della Fondazione Cittadellarte di Biella, attraverso un processo sostenibile, tracciabile e etico, sotto la direzione creativa di Olga Pirazzi, con i designer Flavia La Rocca e Tiziano Guardini.
Il cast, guidato da Alessandro Preziosi, vede l’intensa partecipazione di Nando Paone in una rara e potente interpretazione tragica, accanto a Roberto Manzi, Valerio Ameli e Federica Fresco. Ogni interprete emerge nella sua completezza artistica.
Le musiche originali sono firmate da Giacomo Vezzani, che costruisce una colonna sonora intensa e visionaria, capace di accompagnare il racconto come una drammaturgia sonora, amplificando i piani visivi e concettuali del film.
Aspettando Re Lear è un ottimo motivo per scegliere di regalarsi quasi un’ora e trenta di approfondimento artistico originale dedicato ad una fra le opere più intense che il Bardo ci ha lasciato.





