Federica Fabrizi curatrice di Surrealismo Quotidiano

Alla Galleria Art GAP le opere di Anastasia Kurakina e Olga Volha Piashko

Sarà inaugurata oggi a Roma la mostra bipersonale Surrealismo Quotidiano curata dalla storica dell’arte Federica Fabrizi che vedrà due artiste esporre le proprie opere: Anastasia Kurakina e Olga Volha Piashko. La mostra proseguirà fino al 18 novembre e avrà un evento live il 12 novembre alle 17.00 sempre presso l’Art GAP Gallery di Roma. L’evento è stato organizzato in occasione della settimana dell’arte contemporanea romana (RAW 2022) che prevede eventi d’arte moderna e incontri con gli artisti. Ne abbiamo parlato insieme alla curatrice della stessa Federica Fabrizi.

Ringraziandola per la sua attenzione, partirei chiedendole quali sono le difficoltà che incontra oggi l’arte contemporanea?

L’arte contemporanea incontra diverse difficoltà sotto diversi punti di vista, citerò le più importanti secondo il mio punto di vista. Primo fra tutti la fruibilità da parte di un pubblico non addetto ai lavori in quanto molte persone davanti a un’opera d’arte pensano “ma questo avrei potuto farlo anche io!” oppure si chiedono “ma questa è arte?” e ciò porta a un’incomprensione di fondo che genera un vero e proprio cortocircuito tra opera-artista-osservatore che può essere risanato solo da coloro che hanno il compito di mediare a far comprendere l’opera d’arte, però purtroppo a volte sono proprio queste figure a generare ancora più confusione rivolgendosi al pubblico in modo incomprensibile. Dal punto di vista conservativo l’arte contemporanea pone molte difficoltà causate dalla deperibilità dell’opera stessa, in quanto gli artisti scelgono spesso di utilizzare materiali problematici o con sostanze deperibili anche in tempi brevi come: cibo, sangue, animali, piante, batteri ecc. e questo crea molte difficoltà ai luoghi che ospitano queste opere.  Come il caso di Damien Hirst che spesso realizza opere usando animali imbalsamati dentro una vasca di formaldeide o pesci vivi e nell’opera The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living lo squalo tigre messo nella vasca iniziò a decomporsi emanando un odore molto spiacevole, tanto che l’artista provò a restaurarlo ma alla fine decise di farlo da capo. Oppure capita che le opere sono così precarie che arrivano nei musei o in gallerie mancanti di alcuni pezzi, come accade spesso con le opere di Anselm Kiefer e lui stesso dice che forse un’opera è completa solo quando si rovina. Come risolvere il problema della conservazione dell’arte contemporanea non è cosa semplice e dipende dalle leggi in vigore nei vari paesi di riferimento ma anche dagli artisti stessi viventi che hanno sempre l’ultima parola sulle loro creazioni decidendo se apportare delle modifiche. Infine un’altra difficoltà che perversa l’arte contemporanea è l’eccessiva moltitudine di offerta che troviamo nel mercato dell’arte primario. Problematica che potrebbe essere risolta dagli addetti ai lavori scremando e selezionando gli artisti validi. Un tempo le gallerie esponevano solo artisti meritevoli poi con le gallerie “affitta-camera” questa ideologia si è persa e di conseguenza chi vuole investire nell’arte trova molta difficoltà. Non tutti possono essere artisti!

Roma, sede del Museo di Arte Contemporanea, ha organizzato anche la settimana dell’arte contemporanea romana (RAW 2022) ma realmente l’amministrazione cosa potrebbe fare per sviluppare maggiormente l’attenzione verso l’arte contemporanea?

Purtroppo è cosa risaputa che l’arte è l’ultima ruota del carro perché non è funzionale a niente se non al godimento personale o come indice di appartenenza a uno status sociale alto. Ciò che si dovrebbe fare è investire, promuovere e diffondere l’arte contemporanea mettendo a disposizione strutture e fondi che al momento vengono elargiti in minima parte ed è chiaro che non è sufficiente. Fare l’artista non è cosa semplice e non tutti possono permetterselo quindi l’amministrazione potrebbe e dovrebbe supportare gli artisti emergenti meritevoli nel panorama contemporaneo e non nidificare l’attenzione solo ai grandi artisti internazionalmente riconosciuti nel mercato dell’arte vincendo facile.

In occasione del RAW 2022 la galleria Art GAP ha organizzato una mostra dal titolo “Surrealismo Quotidiano”, cosa racchiude questo titolo? Cosa vuol sottolineare?

C’è un desiderio di andare oltre la pura rappresentazione della realtà, un bisogno di raccontare qualcosa che supera l’aspetto esteriore, quel qualcosa che parla della parte interiore di chi viene ritratto. Le artiste rispondono a una necessità ancestrale e primaria, ovvero il desiderio di fermare un ricordo e renderlo materialmente eterno. La loro attenzione è diretta verso la vita interiore del soggetto, dove le forme e i colori diventano il modo di esprimere altro oltre la fisicità: ritratti che emozionano l’osservatore, il quale riesce ad entrare dentro la rappresentazione delle emozioni ma anche dentro l’essenza interiore delle persone. I volti si arricchiscono di espressioni sottili e magnificamente raffinate che rivelano un mondo emotivo straripante di emozioni e di sogni.

Alla mostra saranno presenti i lavori di due artiste: Anastasia Kurakina e Olga Volha Piashko. Quali sono state le caratteristiche che l’hanno colpita di entrambe?

I loro ritratti non sono descrizione delle fisionomie in senso realistico ma catturano l’essenza del soggetto, in poche parole sono l’istantanea dell’anima. Inoltre, le artiste riescono a cogliere in pochi gesti l’attimo in cui il soggetto svela pienamente la sua anima, il suo essere più intimo e autentico. L’incanto delle opere di Anastasia Kurakina e Olga Volha Piashko risiede nel loro maturo talento introspettivo, che gli permette di condurre a espressione le qualità più intime della persona, trasformando ogni ritratto in uno specchio interiore.

Come descriverebbe i lavori di Anastasia Kurakina?

Le opere di Kurakina sono un’interiorizzazione personale che si accorda alla ricerca di un significato più profondo, aldilà della realtà visibile. Il suo è un desiderio di andare oltre la pura rappresentazione della realtà, un bisogno di raccontare qualcosa che supera l’aspetto esteriore, quel qualcosa che parla della parte interiore di chi viene ritratto. Kurakina risponde a una necessità ancestrale e primaria, ovvero il desiderio di fermare un ricordo e renderlo materialmente eterno. L’attenzione dell’artista è diretta verso la vita interiore del soggetto, dove le forme e i colori diventano il modo di esprimere altro oltre la fisicità: ritratti che emozionano l’osservatore, il quale riesce ad entrare dentro la rappresentazione delle emozioni ma anche dentro l’essenza interiore delle persone. I volti si arricchiscono di espressioni sottili e magnificamente raffinate che rivelano un mondo emotivo straripante di emozioni e di sogni. Riesce a valorizzare ciò che incontra ed a restituire ogni cosa caricata del suo sguardo, dando forza al segno gestuale e al colore. Anastasia dialoga con la materia cromatica che lascia defluire libera sul supporto, toccando le corde più intime dell’anima del fruitore. Ogni colore rappresenta un’emozione e un sentimento, vibra sul supporto diventando la narrazione di un attimo fuggente eternizzato. Il linguaggio di Kurakina è caratterizzato da libertà del segno, morbido cromatismo e dalla rapidità della rappresentazione. È un’artista riconosciuta soprattutto per il suo saper tradurre espressioni emotive, turbamenti interiori allo scopo di rivelare la psiche dei soggetti rappresentati. Anastasia Kurakina non ritrae la realtà ma è la realtà che diventa rappresentazione del mondo interiore di tutti noi, in un portentoso insieme.

E quelli di Olga Volha Piashko?

Le opere di Olga Volha Piashko nascono dalla vita in cui sfida le convezioni accademiche scegliendo di dipingere soggetti reali ponendo l’accento sulle ancestrali emozioni che animano la persona ritratta. Nella serie “tra realismo e astrattismo”, Olga decide di andare oltre, di penetrare nello spazio pittorico fisicamente, tagliando la tela. Il supporto sia come voce di un mondo rappresentato sia come piano su cui l’artista agisce, trasponendo in un gesto così minimo tutte le sue emozioni. Superando la bidimensionalità, le opere di Olga Volha Piashko trasmettono un nuovo concetto di tempo e di spazio in cui tutto cambia e tutto passa. Supera la rappresentazione pittorica convenzionale sperimentando la sua personale tecnica dell’incisione della tela per dare forma e vita alla soggettività visiva che ispira lo spazio dell’immagine. Le opere della serie “Surrealismo Quotidiano”, realizzate con una tecnica del tutto personale, sono composte da due dipinti realizzati in momenti diversi della vita per raccontare i segni del passare del tempo. Olga Volha Piashko, mediante il percorso visivo ed emotivo proposto all’osservatore, riesce a ricostruire su un unico supporto il cambiamento, l’evoluzione dei soggetti rappresentati. Queste opere frutto di una tecnica tridimensionale sono in grado di offrire un’originale e inedita visione pittorico-scultorea dei dipinti, coinvolgendo il fruitore in un percorso di 180° in cui l’opera si svela davanti ai suoi occhi. In questo gioco di punti di vista che variano al movimento dell’osservatore è assente un punto focale e le opere si offrono capolavori della profondità, stupefacenti interpretazioni di prospettive inesplorate caratterizzate da stupefacenti rimandi cromatico – prospettici. Si tratta di un vero lavoro psicologico legato all’esperienza individuale del fruitore che viene spinto ad associare o dissociare le due diverse realtà che gli appaiono davanti ai suoi occhi. Olga con la sua visione spazialistica tiene salda la concezione avanguardistica per trasmettere l’evoluzione del mondo emotivo della vita interiore del soggetto rappresentato.

Sabato 12 novembre ci sarà un’esibizione live. Come vede lei questi momenti tra artisti e pubblico?

Sono momenti in cui l’arte si trasforma in un’esperienza unica e irripetibile dove l’artista presenta qualcosa di unico e lo condivide con il suo pubblico. Questi momenti io li definirei hic et nunc ovvero eventi in cui poter godere appieno cogliendo gli aspetti, i significati e le sensazioni prima che esse si esauriscano con la conclusione della performance. È un tempo in cui si viene a instaurare un vero e proprio dialogo tra il fruitore e il performer fatto di significati intrisi di libera interpretazione per l’osservatore. La performance è un momento che si esaurisce in pochi attimi ma resta per sempre nella memoria del fruitore.

C’è maggioranza di artisti stranieri che si dedicano, in questo periodo all’arte contemporanea, o vi è una congrua presenza anche di artisti italiani?

Il mercato primario vede una forte presenza sia di artisti italiani sia di artisti stranieri ma all’esterno sicuramente l’arte italiana è quella più richiesta e ricercata.

Quale impegno ha preso lei con l’arte attraverso la galleria Art GAP? Quale invece ha preso attraverso Federica?

Il mio percorso professionale è iniziato attraverso l’Associazione art GAP che mi ha formato a 360° sotto tutti i punti di vista. Ad oggi in Art GAP detengo diversi ruoli ovvero sono la responsabile di Arte contemporanea ed eventi, docente ai master di formazione professionali, storico dell’arte, esperto d’arte moderna e contemporanea. Il rapporto che mi lega ad art GAP è un rapporto di continua crescita personale e professionale.

Grazie e buon lavoro!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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