Maria Amelia Monti e Marina Massironi in “Il marito invisibile”

Ph Chiara Spatti

Lo spettacolo in videochat, scritto e diretto da Edoardo Erba, diverte e spiazza il pubblico

Quanta solitudine e quanto dolore ha provocato il distanziamento sociale durante la pandemia? Il digitale è riuscito a contenere i danni e a farci sentire “più vicini”? O al contrario ha amplificato il disagio portando le relazioni in uno spazio virtuale più effimero?

Erba in “Il marito invisibile” indaga queste tematiche in modo leggero e divertente, mai banale.

Le due protagoniste della storia, Lorella e Fiamma, due amiche sulla cinquantina, si rivedono in videochat dopo tanto tempo.  Fiamma, Maria Amelia Monti, si trova nella sua casa in campagna sola con il marito.  Lorella, Marina Massironi, è nel suo appartamento in città.

Fiamma ha una vita apparentemente normale, di cui ci si aspetta possa sentirsi appagata, ma si scopre invece essere molto sola: l’età che avanza, un marito che non ama più e i figli ormai grandi che vivono lontano. Lorella, con una serie di sfortunate relazioni amorose alle spalle, ha sofferto molto di solitudine, ma ora sembra essere finalmente felice. Rivela infatti all’amica non solo di aver trovato l’amore della sua vita, ma di essersi sposata. Lui si chiama Luke, è norvegese, simpatico, colto e sportivo, ed è … invisibile. Sulle prime Fiamma crede che l’amica stia delirando, magari per effetto della solitudine forzata o di psicofarmaci. Ma con il passare del tempo, non solo realizza che Luke esiste veramente, ma si lascia addirittura sedurre da lui. Esilarante la performance della Monti che ricorda quella di Meg Ryan nell’orgasmo simulato in “Harry ti presento Sally”.  La comicità si stempera lentamente nel dramma. Colpi di scena e stacchi sonori che ricordano i film di Hitchcock, alimentano un senso di inquietudine nello spettatore che assiste in un rapido susseguirsi di eventi dove il riso si fa sempre più amaro. La solitudine, il dolore per il tradimento subito, i sensi di colpa e la vergogna portano le protagoniste ad essere lentamente risucchiate dal vortice dell’invisibilità sociale. Corpi che si dissolvono dal reale per diventare solo tracce di voci digitali nel virtuale.

Uno spettacolo “diversamente-scenico” e “diversamente-comico”, in un vorticoso switch tra reale e virtuale. Le due attrici recitano sul palco senza mai guardarsi. Sullo sfondo un gigantesco blue-screen. Ognuna alla sua scrivania, davanti a un PC/tablet. Videocamere frontali catturano le loro immagini e le proiettano in diretta su due grandi schermi che sovrastano la scena. E lì, sugli schermi, lo spettatore riesce a vedere le protagoniste nei due rispettivi ambienti – la cucina della casa in casa in campagna di Fiamma e la camera da letto della casa in città di Lorella. E questo è il primo espediente scenico che spiazza il pubblico: la vita nella realtà (il palcoscenico) sembra vuota, mentre prende colore e forma solo nella vita virtuale (gli schermi). I due schermi si rivelano poi dei “Grandi-Fratelli” digitali che spiano la vita virtuale delle due protagoniste – dalle videochat alle attività sui social – connesse anche quando non sono in scena.

Una drammaturgia che indaga la solitudine sociale portata dalla pandemia, mai citata direttamente ma intesa implicitamente. Quasi a sancire una nefasta profezia, che in futuro possa tornare in qualche modo attuale.

Un lavoro davvero interessante, non solo per la riflessione emotiva a livello individuale e sociale, ma anche per le tecniche ed il linguaggio utilizzato. Durante il lockdown molto si è discusso di quanto mai il digitale avrebbe potuto sostituire l’emozione di uno spettacolo dal vivo. “Il marito invisibile” è la dimostrazione che l’ibridazione con l’uso del digitale è possibile ed è molto coinvolgente.  Lo spettatore è portato ad osservare quasi unicamente lo schermo, anche se i tempi teatrali danno giusto risalto anche allo spazio scenico sul palco. Il successo però di un’opera del genere si deve soprattutto alla straordinaria bravura di Monti e Massironi. Agevolate sicuramente dall’esperienza che entrambe hanno avuto in televisione, a loro agio davanti alle videocamere, hanno saputo utilizzare questo nuovo linguaggio ibrido video-teatrale in modo magistrale.

Il marito invisibile” sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 30 ottobre e poi in tournée in tutta Italia.

Chiara Spatti

Marketing & Communication Manager specializzata nel settore spettacolo. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue forme. Mamma di tre splendidi ragazzi. Amo viaggiare, la cucina giapponese, il profumo dei libri ed i colori dell’autunno.

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