Federica Fracassi e Michele Di Mauro in “Le sedie”

Un classico del teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco al Teatro Carcano
Un allestimento scenografico cupo e decadente accoglie il pubblico che entra in sala. A sipari tirati si presenta una gigantesca stanza grigia, ricoperta dai calcinacci di un tetto in rovina. In un angolo un’alta catasta di sedie e sul fondo una grande finestra sul cielo azzurro da cui riecheggia il suono del mare. Un quadro che sembra richiamare scenari di guerra, tema ricorrente nelle opere di Ionesco che visse la Prima guerra mondiale nella sua infanzia e la Seconda da adulto. Tema che tocca gli animi del pubblico in un presente che sembra non aver imparato nulla dalle atrocità del passato.
È la stanza di un faro, nella quale prende vita il racconto assurdo dei due anziani protagonisti che attendono ospiti prestigiosi per una conferenza e un oratore a cui affidare il loro messaggio all’umanità.

Sono marito e moglie, interpretati magistralmente da Federica Fracassi e di Michele Di Mauro, grotteschi e poetici come due clown in disarmo. Hanno vissuto insieme una vita lunghissima, immisurabile, ricca di sogni quanto di delusioni e cadute. Goffamente si sforzano di trovare un senso alla propria esistenza e mascherarne il fallimento in una miriade di tentativi che sembrano ammucchiarsi nella narrazione così come le sedie nella stanza. Le sedie si accumulano, ma nessuno arriva e nessuno arriverà. Un grande silenzio. Un vuoto esistenziale. E così nel delirio di riempire questo vuoto, di esorcizzare la paura, i due personaggi iniziano ad immaginare l’arrivo di persone, gente importante, amori giovanili, figure inesistenti che si accomodano su sedie vuote. Si ride, ma di un riso amaro. Una pièce assurda, ma al contempo particolarmente poetica. Un dramma comico che si conclude con tragico quanto romantico finale: i due protagonisti sentono di essere arrivati alla fine, non hanno più scopi, non hanno più nulla da fare e insieme si gettano nel mare.

Eugenie Ionesco, con un testo scritto 70 anni fa, sembra parlarci una volta di più del nostro distopico presente. Con la regia di Valerio Binasco, “Le Sedie” dipinge personaggi dalle basse ambizioni e dalla grande ignoranza, caricature di un’umanità decadente, tanto tragici quanto attuali. Ma non c’è giudizio, quanto piuttosto tenera compassione e tanta tenerezza.
“Le sedie” sarà al Teatro Carcano di Milano fino al 20 marzo e poi in tour per l’Italia.





