La resilienza in scena al Teatro Stanze Segrete

In Recensioni

LA RESILIENZA

non è facile trovare un lieto fine

Al Teatro Stanze Segrete di Roma è in scena La Resilienza, uno spettacolo particolare di improvvisazione. Non c’è, come detto in altri articoli e recensioni, alcun copione che rispecchi la realtà delle cose, una via da seguire, se non l’immaginazione degli attori stessi. L’improvvisazione è l’arte di creare al momento. In questo caso la storia gira attorno alla resilienza, cioè la capacità dell’uomo di trasformare in positivo tutte le cose negative che accadono intorno a lui.

Cinquanta minuti di teatro improvvisato dove lo spettatore diviene per un attimo protagonista e artefice della storia e, dopo aver scelto l’argomento, più precisamente un ostacolo della vita, assiste alla drammatizzazione di un fatto, un racconto, ogni sera diverso. Si alza il sipario e gli attori salgono sul palco regalando l’emozione di una storia.

In questa location divine facile abbattere la quarta parete, eliminare ogni forma di scenografia, ogni oggetto scenico, inserendo solo un paio di sedie, il resto lo si lascia alla fantasia.

La performance degli attori è buona, certo non facile in originalità per la drammaturgia, ma ciò dipende anche dalle difficoltà che presenta l’argomento scelto per la sfida. Non sempre, infatti, si riesce a trovare una soluzione, una motivazione giusta, una soluzione alla difficile esperienza suggerita dal pubblico, insomma, non è facile trovare un lieto fine. Il gioco diventa una analisi del proprio essere e di quello che potrebbe apparire per il pubblico. È quello che appare, infatti, alla presentazione dello spettacolo: gli attori si mettono in gioco con il pubblico, indossando semplici abiti che nell’immaginario si trasformeranno in abiti, camici, o spariscono.

Un cast che varia, secondo la serata e che, in quella della nostra presenza, ha visto in scena Patrizio Cossa, Cristiana De Maio e Stefano Augeri, ma il gruppo comprende anche Max Vellucci e Umberto Cesaro, per la regia di Giorgio Giuntoli. L’impresa è difficile, ma il risultato non è male, anzi diventa interessante e deciso. La compagnia resterà in scena fino al 12 maggio al Teatro Stanze Segrete, sarebbe interessante, andare a vedere questo spettacolo.

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