Le Vibrazioni di Cristian Martin Verdejo a Roma

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‘Vibrante’ trasmette l’immagine dei colori

Cristian Martin Verdejo artista italo-argentino, che risiede a New York City, aveva inaugurato il 27 febbraio alla Casa Argentina di Roma, in via Vittorio Veneto, la sua mostra “Vibrante”. La mostra sarebbe dovuta andare avanti fino al 20 marzo, ma, com’è accaduto a tutte le mostre, non è stato possibile continuare l’apertura, causa Covid19.

La serie di quadri esposti nelle sale della Casa Argentina, sono dipinti su tela in acrilico e rappresentano l’esplorazione del pittore che ha deciso di “intrecciare relazioni tra colori e natura“.

In occasione dell’inaugurazione, avevamo rivolto alcune domande all’autore Cristian Martin Verdejo che ringraziamo per averci risposto.

 Salve, porterà in mostra a Roma alcune delle sue tele dipinte nel suo studio a Manhattan, sono le sue più recenti? Come si sente ad esporle qui a Roma?

Nonostante li abbia dipinti di recente per questa mostra, queste tele non sono i miei lavori più recenti. ‘Vibrante’ ha già circa 3 anni. Infatti, la mia serie più recente è quella delle pagine di carta su cui sto ancora lavorando. Questa serie si basa sul giornale Americano: “The New Yorker“. Sto utilizzando il testo e le copertine delle riviste. Ma mi sento a casa qui a Roma e sono felice di poter esporre questa serie di dipinti su tela. 

Il titolo della mostra è “Vibrante” ci spiega perché?

Ho sempre trovato affascinante il modo in cui gli impollinatori in particolare vedono i colori. Vedono la luce in modo ultravioletto e questo rende i colori completamente diversi e molto contrastanti rispetto all’occhio umano. Infatti, se osserviamo in natura gli opposti complementari che appaiono sulle piante, pesci, rane, uccelli e altri organismi, si puó osservare tutto un’altro mondo. Perció il titolo ‘Vibrante’ trasmette l’immagine dei colori che vediamo spesso in natura. Infatti, le linee circolari sulle tele rappresentano l’organico e il naturale. Il titolo è dovuto all’intenso contrasto che si genera combinando gli opposti complementari. Questi colori trasmettono la sensazione ‘vibrante’, cioé che vibrano sulle tele. Si muovono e sembra persino che cambino la loro tonalità.

Cosa fa vibrare la sua vita?

Senza dubbio creare arte ogni giorno mi fa vibrare, ma anche il contatto con la natura, sopratutto in questi tempi indeterminati.

I dipinti esposti sono su tela e carta, ma sempre in acrilico, quale dei due supporti impone maggior impegno o difficoltà e perché?

In questo caso l’acrilico è l’ideale siccome si asciuga in fretta sulla tela, poiché mi piace anche per il suo volume. Ovviamente non aggiungo acqua alla vernice, la uso solo com’è. In questo caso, né la carta né il tessuto sono superfici complicati su cui dipingere. La differenza tra carta e tessuto, è che la carta assorbe rapidamente l’umidità della vernice e si asciuga molto più velocemente, questo rende più consistenza e volume alla vernice, rispetto alla vernice sul tessuto.

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Qual è lo stile artistico che maggiormente influenza il suo lavoro?

Mi piacciono molti stili, ma non mi permetto di essere influenzato troppo nella mia pratica. Nonostante ció, mi piace vedere diverse tecniche artistiche (e di design) e vedere come potrei applicarle ai miei pezzi personali. Nel mio caso, cerco sempre nuovi materiali e analizzo quanti nuovi modi potrebbero essere usati per estrarre le immagini che ho in testa. Ad esempio, attualmente sto usando la carta come mezzo per estrarre quelle immagini che si generano quando inizio a leggere un libro. Dopo aver letto per un po’, le parole iniziano a formare diverse figure e movimenti. Ma quando inizio a disegnare o dipingere sulla carta, a volte la trama dei libri che leggo non rimangono come li ho visti nella mia mente. Il testo perde significato e conserva solo la sua materialità, e perció la carta come tessuto diventa il materiale che trasporta la trama. Diventa un gioco in cui tutto è disfatto e rifatto agli occhi di chi guarda ma vuole anche toccare e sentire quella trama, in cui il testo si avvolge.

Da italo-argentino, residente negli Stati Uniti, come vive la situazione di migrante?

Nel mio caso particolare, in cui sono un immigrato per scelta, lo vivo come un’esperienza arricchente. Ho vissuto in Spagna, in Italia e ora a New York e questo mi ha aperto la mente a culture e politiche diverse. Molte volte non è sufficiente andare in vacanza, anche se è una grande esperienza vedere che in altre parti del mondo la vita è molto diversa da quella a cui siamo abituati. Ovviamente questo ha influenzato e influenza la mia crescita e il mio lavoro come artista. Incontrare nuove persone, nuovi materiali, nuove tecniche e apprendere sempre di piú.

Lei non è solo un pittore, ma usa molte altre tecniche dinanzi ad un’idea, una richiesta, quali sono le dinamiche che le fanno scegliere una tecnica piuttosto che un’altra, un mezzo al posto di un altro?

È vero che non mi identifico con una tecnica o materiale particolare. Mi piacciono tutti, questo mi è sempre stato ovvio. In particolare negli ultimi anni ho un urgente bisogno di estrarre le immagini che sono nella mia testa, questo mi fa costantemente cercare nuovi materiali e tecniche. Mi piace sperimentare con queste tecniche e scoprire se possono anche essere usati in modi diversi e non solo per quello per cui sono stati creati. In generale, faccio dei test sul mio taccuino e vedo se è quello che ho in mente. In caso contrario, lo lascio lì e continuo a cercare il materiale giusto. Non scarto mai nulla perché in seguito mi può essere utile.

L’arte, la sua in particolare, cosa vuole comunicare agli uomini?

Attraverso l’arte comunichiamo molte cose e raccontiamo anche le nostre storie personali. Nel mio caso, una parte di me ha cercato di mostrare la percezione dei colori nelle diverse specie presenti in natura, che si sono evoluti col tempo. Ma la natura ha sempre avuto un potere immenso nella vita del’uomo, che a volte non si può controllare.

E d’altra parte, cerco di raccontare inavvertitamente la mia identità e storie della mia vita. Questi racconti personali sono codificati nelle mie opere; nei tessuti di carta e sulle mie tele. Questo metodo di comunicare é simile a come le persone scrivono nel loro diario intimo.

Quanto pesa l’arte sulla società umana?

L’arte ha molto peso sulla nostra società. L’arte è sempre stato un modo per esprimere se stessi. È così comune farlo che la maggior parte delle persone non è consapevole del fatto che stanno creando un lavoro d’arte. Senza l’arte la nostra società sarebbe completamente diversa e noiosa.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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