Jovanotti e le parole per la strage di Capaci

Immagine da web

i ragazzi son pronti per vincere la sfida

Il testo “Cuore” che Jovanotti scrisse a pochi giorni dalla strage di Capaci, sembra un simbolo di questo 23 maggio, che torna prepotente e doloroso ogni anno. Nella Giornata della Legalità si ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio, dove persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in prima linea nella lotta alla mafia, abbandonati e osteggiati da colleghi e istituzioni. Cosa che i due giudici denunciarono pubblicamente più volte.

In circa 2.10 il cantautore prova a descrivere i sentimenti dei tanti giovani che da anni, il 23 maggio, raggiungevano Palermo a bordo di una nave, per ricordare i due eroi e per dimostrare che credevano e credono ancora oggi, in un cambiamento, ma di fatti e non di parole. Quello che viene chiesto è un’attività reale delle Istituzioni che non si limiti a ricordare, commemorare, ma che si spinga ad attività ben più rivoluzionarie, quelle che potranno cambiare davvero il nostro concetto di mafie. Perché i ragazzi sono “pronti a vincer la sfida”, come quella marea di persone che spontaneamente, in quelle giornate e nei giorni successivi, si riversava per le strade chiedendo giustizia, chiedendo di supportare e aiutare chi stava cercando di liberare l’Italia dalla mafia. Di seguito il testo di Jovanotti.

Cuore

Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo
un saluto alla bara del giudice Falcone,
hanno bisogno di una risposta.
Hanno bisogno di protezione.
I ragazzi son stanchi dei boss al potere;
i ragazzi non possono stare a vedere,
la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato
ed ad ogni loro ideale distrutto.
I ragazzi denunciano chiunque acconsenta
col proprio silenzio un’azione violenta.
I ragazzi son stanchi e sono nervosi,
in nome di Dio a fanculo i mafiosi.
I ragazzi denunciano chi guida lo stato
per non essersi mai abbastanza impegnato,
a creare una via per chi vuole operare,
senza esser costretto per forza a rubare,
per creare una via per gli uomini onesti,
per dare ai bambini valori robusti
che non crollino appena si arriva ai 18,
accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono ad una parola
di quello che oggi c’insegna la scuola.
I ragazzi diffidano di ogni proposta
non stanno cercando nessuna risposta,
ma fatti, giustizia, rigore morale
da parte di chi calza questo stivale.
I ragazzi hanno il tempo che li tiene in ostaggio,
ma da oggi han deciso di farsi coraggio
perchè non ci sia un’altra strage di maggio,
per uscire ci vuole cultura e coraggio
cultura di pace, coraggio di guerra,
il coraggio di vivere su questa terra
e di vincere qui questa nostra battaglia,
perché quando nel mondo si parli d’Italia
non si dica soltanto la mafia, i mafiosi,
perché oggi è per questo che siamo famosi,
ma l’Italia è anche un’altra,
la gente lo grida:
i ragazzi son pronti per vincere la sfida.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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