Pubblicato il: 11 Marzo 2019

L’uomo e i robot, il racconto di Scaramuzzino

In Recensioni

se lo dice lei

Lo spettacolo è un divertente susseguirsi di scene con battute e situazioni spiritose

Se lo dice lei…” potremmo continuare con una serie di conclusioni, quella scelta da Stefano Scaramuzzino, autore di questo testo teatrale, è precisa “… tutto a posto!”. Per scoprire cos’è tutto a posto, bisogna andare a vedere lo spettacolo divertente “Se lo dice lei… tutto a posto!”, in scena al Teatro Agorà fino al 17 marzo. Sul palco lo stesso Stefano Scaramuzzino con Barbara Russo, Claudio Scaramuzzino e Licia Amendola, per la regia di Enrico Maria Falconi.

Carlo è un single cinquantenne che vive in solitudine la propria vita, senza nessuna esigenza procedendo in modo monotono. Ha tutto quello che vorrebbe e il suo appartamento è regolato da una serie di sistemi domotici che coprono tutte le sue necessità. Oltre a questo ha Siri, un robot che si occupa di lui. La sua vita gli sembra adatta alle sue esigenze, fino a quando non riceve la telefonata di suo fratello Marco, che vive negli Stati Uniti e che ora è in Italia per incontrarlo. A questa notizia il suo modo di vivere diventa un problema, così tanto da metterlo in crisi e fargli ricercare una moglie finta.

Sembra di rivedere la propria vita. A noi appare appagante, sincera, rilassante, nel momento in cui abbiamo deciso di seguire le nostre scelte, ma quando dobbiamo metterla a confronto con chi non si vede da molto tempo, appare “fuori luogo”, inespressiva, monotona, non giusta. È il nostro metterci a confronto che ci spaventa, soprattutto per chi è cresciuto senza tecnologia e ora si ritrova ad utilizzarla con semplicità, come accade al protagonista di questa storia.

L’uomo e la macchina, una volta solo immaginazione e racconto di libri o film fantascientifici, ora diventano argomento di riflessione attenta.

Lo spettacolo è un divertente susseguirsi di scene con battute e situazioni spiritose. Si divertono i protagonisti ma anche il pubblico. Poi ci sono gli attori che in scena seguono un ritmo serrato delle battute con disinvoltura e buona capacità interpretativa. Stefano Scaramuzzino è un ottimo interprete e in coppia con il fratello Claudio esplorano con disinvoltura le dinamiche familiari. Bravi e incisivi. Barbara Russo è un’esplosione di comicità e il suo “napoletano” dà colore alla sua interpretazione. La parte del robot è affidata a Licia Amendola, che vedendola entrare in scena, è irriconoscibile. Brava nel suo ruolo, assume una mimica facciale che le conferisce una buona interpretazione anche fisica.

La scenografia presenta il palco diviso in due, in cui sono presenti gli ambienti dell’appartamento che vengono utilizzati per le scene, una camera da letto e il soggiorno. Tra i costumi apprezziamo la tuta indossata dalla Amendola, che le conferisce una luminosità particolare e la proietta sul palco come nota diversa, qual è.

Complimenti anche alla regia di Enrico Maria Falconi che dirige un testo mai monotono. Bello il testo, che cade solo alcune volte in battute scontate, ma che, recitato in maniera dinamica, riporta una piacevole, divertente e rilassante visione.

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