Pubblicato il: 9 Marzo 2019

Il superficiale Dado al Tirso de’ Molina

In Recensioni

Si, perché siamo superficiali, non ci fermiamo a riflettere, a pensare, viviamo con il “che ce frega”?

Cosa state aspettando? Correte, andate a comprate i biglietti per lo spettacolo di Dado, il “SUPER-FICIALE” al Teatro Tirso de Molina in scena fino al 17 marzo, affrettatevi! E’ uno spettacolo divertentissimo! Scritto da Dado, Emiliano Luccisano, Angelo Di Palma, Fabrizio Sabatucci, per la regia di Fabrizio Nardi.

Quasi due ore e mezza di risate, non sempre scroscianti, qualche volta a denti stretti, qualche volta solo un sorriso, ma per più di due ore, la bocca sarà sempre piegata all’insù! E, se questo non bastasse per andare a teatro, sappiate che rifletterete molto in quelle due ore e mezza di battute.

La scena si apre su una specie di cortile dove sono presenti tre bidoni della spazzatura; cultura, arte e tecnologia e una statua con sopra una camicia e un piumino. Entra Dado, accompagnato dalle superficialine, due belle ragazze, soliste della DAREC Academy, coreografate da Serena Guzzon, che faranno gli “stacchetti” a cui ormai la tv ci ha abituato.

Già con il loro ingresso si comincia a mettere in risalto la superficialità del mondo. Mentre Dado conosce il nome delle ragazze e le presenta, le ragazze non hanno idea di chi lui sia. Puoi ballare in un programma e non saperlo? Si, perché siamo superficiali, non ci fermiamo a riflettere, a pensare, viviamo con il “che ce frega”?

Inizia così un monologo eccezionale, in cui Dado mette in risalto la superficialità di tutti noi, al suono di “tanto è uguale”, ma che uguale non è, come fa notare il comico, quando racconta che per strada lo fermano dicendo: “Ah, tu sei il comico, quello con la camicia zebrata” “No, io la camicia ce l’ho leopardata!” “Vabbè ma è uguale…” “E no! Il leopardo la zebra se la magna!

E così via in un susseguirsi di battute graffianti e realistiche tali da mettere in risalto il menefreghismo dell’italiano che vive all’insegna del che me ne frega e del vabbè ma tanto è uguale! Quando invece, basterebbe un po’ di attenzione e di ragionamento per migliorare se stessi e il mondo attorno. Ma il nostro mondo non vuole che questo accada, infatti se capita il pensiero ragionato, o la citazione famosa, ecco che suona l’allarme! Bisogna correre ai ripari, trattamento di superficializzazione, 10 minuti di televisione trash, dalla D’Urso ai litigi dei politici. Solo così si potrà tornare ad essere super-ficiale. E a farsi scorrere tutto sopra. Ma questa superficialità, però potrebbe non essere del tutto negativa, in caso di attentato, forse ci salviamo, proprio grazie a lei.

Andate a vedere lo spettacolo e scoprirete come! I monologhi di Dado sono veramente ben fatti, spiritosi, arguti e interessanti. Lui si muove sul palco come se fosse a casa sua, seguendo il filo del discorso, parlando con la voce e con la mimica facciale. Veramente molto bravo, unica piccola pecca, è un po’ “parolacciaro”, ma lo perdoniamo perché è de’ Roma e poi… ma che ce frega?

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

IndieJesto l’album della rottura di Jesto

versione inaspettata, diretta, spontanea È uscito il 20 dicembre “IndieJesto” il nuovo album di Jesto, che segna una rottura con

Read More...

Risate di cuore a Shake in comedy

Storie famose, riviste e corrette Al Teatro Hamlet lo spettacolo “Shake in comedy … tutto Shakespeare come non andrebbe mai

Read More...

Elena Bonelli: dallo stornello al rap

le culture popolari continuano a trasformarsi, ibridarsi La memoria, le radici e  la creatività sono parte dell’identità di un

Read More...

Mobile Sliding Menu