Mariano Rigillo è il Mercante di Venezia

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Rigillo è immenso, carismatico, trascinatore

Quello che andrà in scena fino al 17 novembre al Teatro Ghione di Roma è un particolare allestimento de “Il mercante di Venezia” la tanto famosa e citata opera di William Shakespeare. Scritto e diretto da Giancarlo Marinelli che diresse Giorgio Albertazzi nella stessa piéce, è in scena con il maestro Mariano Rigillo.

I temi cardini di questo spettacolo sono molti, uno è il conflitto fra generazioni come quello tra padre e figlia. Lui, mercante ebreo, con una figlia che adora, ma che decide di sposare un cristiano. Questo episodio segna la rottura tra i due. Uno scontro tra generazioni, qualcosa che non potrà mai essere eliminato perché nella natura umana. Le generazioni si scontrano irrimediabilmente, a volte in modo duro, a volte con più diplomazia.

Non si parla solo di scontri generazionali, ma anche di bellezza e soprattutto di trasformazioni: quanto l’avanzare degli anni trasforma non solo fisicamente, ma anche psicologicamente le persone, cosa accade con la perdita della giovinezza? Shakespeare è un maestro nell’indagare l’animo umano, ma anche un maestro nello scrivere spettacoli in cui si parla e si discute di una serie di argomenti, come accade proprio ne Il mercante di Venezia.

Comincerò col parlare della performance di Mariano Rigillo. Già solo il suo nome dovrebbe far accorrere flotte di ammiratori, estimatori e lo possiamo dire con assoluta certezza, anche di studenti delle accademie e non solo. Immenso, carismatico, trascinatore, una presenza sul palco davvero spettacolare. Un attore che incanta la platea e anche l’intero cast.

Insieme a lui sul palco anche Romina Mondello, brava, capace di tener testa al personaggio di Rigillo. Si evidenzia il tutto soprattutto nella scena del tribunale dove i due personaggi si scontrano con determinazione in una delle migliori rappresentazioni. Brava anche Cristina Chinaglia, in quella che è la parte di un servitore uomo e che lei è stata capace di appropriarsene e di renderla ancor più divertente di quella originale. Bravi anche gli altri giovani attori che girano attorno ai personaggi principali.

Davvero uno spettacolo ben fatto, con una scenografia che rappresenta un ponte, utilizzato all’occorrenza per trasformare la scena e altri oggetti che vengono utilizzati secondo opportunità ed esigenza.

Se potete andate a vedere questo spettacolo per ammirare questo cast e vedere all’opera Rigillo, uno dei maestri del teatro (e non solo) italiano.

 

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