Pubblicato il: 12 Settembre 2019

Parte il Festival “Il teatro che non c’era”

In Teatrando con

Un amico insostituibile!

Dal 13 settembre al Teatro Studio  Keiros di Roma, parte il Festival “Il teatro che non c’era” con la direzione artistica di Stefano Maria Palmitessa.

Un festival dedicato al regista, attore e autore Daniele Valmaggi. Ci sembra doveroso chiedere al direttore artistico di spendere due parole su quest’uomo di spettacolo.

Chi era per lei Daniele Valmaggi?

Daniele è per me ancora una fonte artistica da cui attingere. Il cammino fatto insieme nei lavori intrapresi a quattro mani, troppo pochi purtroppo rispetto al valore che davo a essi, ha segnato una fase estetica del mio percorso teatrale. Un’affinità dovuta al comune pensiero di trovare i mezzi artistici necessari per una resistenza al conformismo e all’intrattenimento becero che piega il pubblico, a volte senza decoro, all’unico obiettivo che pare che conti: l’intrattenimento tout court. Un amico insostituibile!

Tra i tanti Festival presenti in Italia, ma soprattutto a Roma, cosa contraddistingue “Il teatro che non c’era” da tutti gli altri?

Nelle mie intenzioni lo scopo, molto ambizioso, del Festival è quello di stabilire un patto di fiducia con gli spettatori affinché si possa provare sul campo che dentro la scatola magica del Teatro si possono trovare non gli attori che in tv fanno la pubblicità dei detersivi ma quelli che conoscono un mestiere antico, che non può essere improvvisato. Attori da sempre “seppelliti” fuori le mura.

Qual è la forza di questa manifestazione?

Essere tesa nello sforzo di ricercare artisti provenienti dal mondo dello spettacolo contemporaneo alle prese con il banco di prova dell’innovazione nella regia, nella drammaturgia e nella rappresentazione o presentazione degli “affetti”. Il tema della rassegna recita infatti: “Ho bisogno di sentimenti”.

Un Festival lungo una stagione, come si svolgerà?

Proporremo uno o più opere ogni mese da Settembre 2109 a giugno 2020 che potranno essere one shot o su più repliche, lasciando libere le Compagnie sui tempi e sulle logiche espressive dei rispettivi lavori.

Si partirà con una prima nazionale “Una donna fantasiusa – un Manhattologo”, di cui lei è autore e regista, interpretato da Eleonora Micali, di cosa parla?

La Rassegna sarà inaugurata dall’attrice Eleonora Micali il 13 settembre 2019 con lo spettacolo in prima nazionale: “Una Donna fantasiusa – Un Manhattologo”, sequel del fortunato show, “Una Donna Fantasiusa – Un nonologo”, già rappresentato con successo a New York (10 novembre 2018 alla F.I.A.O. Federation of Italian American Organizations of Brooklyn e il 13 aprile 2019 per l’ARBA SICULA in collaborazione con Fordham University – Lincoln Center) e nel corso del Festival “Malta meets Matera – Matera meets Malta. Quest’ultimo a seguire in scena sempre al Teatro Keiros il 15 settembre. Questi testi nati da un’idea e interpretati dalla bravissima attrice internazionale Eleonora Micali, scritti e diretti da me narrano di una storia vera dove l’immaginazione è solo il fondale agli episodi di vita reale narrati in questi brillanti monologhi; anzi “nonologhi” e “manhattologhi” come amo definire i ricordi, le sensazioni, le burle, che la protagonista/attrice riferisce di aver vissuto nella sofferta infanzia accanto alla sua tenerissima nonnina.

Qual è la particolarità di questa pièce, che la inserisce nella sfera del “teatro che non c’era”?

E’ uno spettacolo denso anche di trasgressioni letterarie, dovute allo sbalorditivo dominio dell’attrice di numerosi dialetti. Autentiche sorprendenti performance di un’artista che ha fatto della professionalità del suo lavoro, sfiorando il perfezionismo nella costruzione dei tantissimi personaggi proposti in cinema e in teatro, lo scopo della sua vita. Prova ne é l’essersi trasferita a New York per non accontentarsi di proposte di lavoro in Italia, sebbene avvincenti per la sua carriera e quindi l’aver intrapreso il difficile confronto con l’attuale situazione artistica americana.

Poi una serie di spettacoli che accompagneranno la stagione, un grande impegno: come lo affronta?

Con grande piacere e onore in particolare per l’artista cui è dedicato.

Non ci resta che augurarle “in bocca al lupo”!

Crepi!

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

Il balletto di Paganini alla Sala Umberto di Roma

la dinamicità del corpo e dello spirito Torna a Roma la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini con un classico del

Read More...
Vittorio Hamarz Vasfi

Vittorio Hamarz Vasfi e “3 attori in affitto”

Immagine da web dare il giusto peso alle situazioni più difficili Torna in scena al Teatro delle

Read More...
Funny Girl

Funny Girl regala il primo Oscar alla Streisand

il debutto cinematografico di Barbra Streisand Si sa, l'estate è una vera manna per i cinefili. Tutte le reti televisive

Read More...

Mobile Sliding Menu