Pubblicato il: 29 Giugno 2019

The Gazelles of Silvana, un aiuto per i bambini del Congo

In Fotografando con, Socializzando con

L’intero team ha visitato Virunga a Maggio di quest’anno per verificare i progressi del progetto

Terminerà il 1 luglio The Gazelles of Silvana, la mostra di fotografia e testi dedicata a Passy’s Kids un centro di accoglienza per orfani di guerra nel Congo orientale. Abbiamo rivolto alcune domande ai protagonisti del progetto, ci hanno risposto Helen Pope, la co-organizzatrice della mostra e componente del Team Operativo del progetto Passy’s Kids e Fabiana De Rose organizzatrice del Vitala Festival, assieme al Teatro San Genesio che ha ospitato la mostra in collaborazione con la Fondazione Cariello Corbino.

 

Com’è nato il progetto Passy’s Kids?

Risponde Helen Pope

Era il 2016, e stavo realizzando il mio sogno di visitare il Parco Nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo, il più antico Parco Nazionale in Africa, e uno dei parchi più belli, affascinanti e biologicamente diversificati del mondo. Era stato chiuso per diversi anni a causa della presenza di diverse milizie armate e della conseguente mancanza di sicurezza. Finalmente era stato riaperto e ho colto l’opportunità di visitarlo. Seduta sulla meravigliosa terrazza di legno del Mikeno Lodge, guardando oltre la fitta foresta, ho parlato con uno dei Park Rangers, Christian Shamavu. Gli raccontai che avevo da poco visitato un orfanotrofio a Goma con il quale collaboravo da 8 anni. “Abbiamo un orfanotrofio anche qui”, mi disse, “ti piacerebbe visitarlo?” E così è iniziato tutto. Ho incontrato Passy Mahano, la giovane donna Congolese che ha deciso così coraggiosamente di offrire una casa, un’istruzione, un amore e un futuro ai bambini orfani e abbandonati nella sua zona. Quando ho parlato con lei e ho visto i bambini, ho subito pensato di fare tutto il possibile per dare loro sostegno. Così è nato il progetto.

 

Tanti giovani che cercano di aiutare i bambini del Congo, qual è il loro impegno?

Risponde Helen Pope

Vorremmo coinvolgere i giovani per dargli il senso di un mondo molto diverso dal loro, una consapevolezza di altre realtà, oltre all’opportunità di contribuire in modo significativo alle vite di chi è meno fortunato.

 

Com’è nata l’idea della mostra The Gazelles of Silvana?

Risponde Fabiana De Rose

Nell’ambito del Vitala Festival, una rassegna filantropica in sostegno di arti visive e musica, organizzata da 7 anni dalla nostra associazione culturale in collaborazione con il Teatro San Genesio, cerchiamo di prevedere almeno una mostra all’anno con finalità divulgativa, sociale e benefica. Rientra tra gli scopi della nostra rassegna, creare sinergia tra manifestazioni artistiche e obiettivi sociali. Conosco Helen Pope da molti anni e ammiro e apprezzo tutto il lavoro, lo spirito di sacrificio e la dedizione di tutto il team di Passy’s Kids, nel perseguire questo progetto così importante. Per la nostra rassegna è stato una grande piacere e un onore poter ospitare questa mostra fotografica con la finalità di portare il progetto a conoscenza del pubblico e di sostenerlo. Con Helen abbiamo lavorato davvero a quattro mani per pianificare, organizzare e allestire la mostra ma colgo l’occasione per ringraziare anche Alberto Corbino e Fabio Barilari per tutto il prezioso sostegno organizzativo. Vorrei anche dare giusto e doveroso merito ai due fotografi professionisti che hanno contribuito le loro bellissime e suggestive fotografie, scattate durante la loro visita all’orfanotrofio, assieme al team di Passy. Si tratta di Inge Ofenstein e Miguel Ángel Amórtegui. A loro va il nostro grande ringraziamento per l’importante e coraggioso lavoro di testimonianza.

 

Da dove nasce il titolo della mostra?

Risponde Helen Pope

Quando Passy Mahano decise di abbandonare i suoi studi di medicina a Goma e di fornire una casa ai bambini orfani e abbandonati, fu ispirata da un riferimento nella Bibbia (Atti 9,36), una donna chiamata Dorcas, che faceva sempre del bene e aiutava coloro che ne avevano bisogno. Il nome aramaico di Dorcas è Tabità che significa Gazzella. Silvana è invece il nome della madre di Alberto Corbino, in suo onore Alberto ha fondato la Fondazione Cariello Corbino che sostiene attivamente il progetto Passy’s Kids e il cui supporto ha reso possibile anche l’allestimento di questa mostra, in collaborazione con il Vitala Festival e Teatro San Genesio. Pertanto il titolo ha un significato specifico e molto particolare.

 

Com’è nata la collaborazione tra le varie figure presenti in questa mostra?

Risponde Helen Pope

Questa è una squadra che sembrava destinata a formarsi!

Durante la mia prima visita cenai con un altro ospite del Lodge, Lee Simms, un inglese profondamente colpito da ciò che aveva visto e imparato nella Repubblica Democratica del Congo e che desiderava molto “ricambiare e restituire” ad un luogo che gli aveva dato così tanto e che gli sembrava fosse dimenticato dal resto del mondo. Ha abbracciato il progetto di Passy come un’opportunità per fare proprio questo. La Dott.ssa Marlene Zahner dalla Svizzera aveva istituito l’Unità cinofila a Virunga per addestrare i Park Rangers a lavorare con i cani da cerca. Sapevo che stava già dando sostegno a Passy e quindi l’ho invitata a unirsi alla nostra squadra nascente. Il prossimo passo fu davvero voluto dal destino. Avevo invitato Marlene e uno dei ranger, Christian Shamavu, che mi aveva presentato per la prima volta a Passy, a stare da me a Roma per qualche giorno. Mentre erano miei ospiti, ricevetti una telefonata da Alberto Corbino (Napoli), che mi aveva accompagnato nel mio primissimo viaggio nella RDC nel 2009. Voleva istituire una Fondazione di beneficenza per onorare sua madre, Silvana, che era venuta a mancare di recente. Mi chiese se conoscevo progetti meritevoli, come orfanotrofi o scuole in aree bisognose! Quando gli parlai di Passy, ne fu entusiasta: era proprio il progetto che stava cercando. Una conversazione casuale su Passy e i bambini avvenuta tra Alberto e Carlos Varquez (Madrid), il quale era in visita al Parco Virunga nel 2018, ci ha portato anche l’impegno sincero e appassionato di Carlos nel progetto.

L’intero team ha visitato Virunga a Maggio di quest’anno per verificare i progressi del progetto, parlare con Passy e il suo staff locale, vedere i bambini e pianificare le fasi successive.

 

Quali sono stati i commenti relativi alle fotografie esposte?

Risponde Helen Pope

La maggior parte dei visitatori alla mostra non conosceva quasi nulla della situazione nel Congo orientale e tutti sono rimasti colpiti da ciò che hanno appreso su così tanti aspetti della vita in questa parte dell’Africa. Hanno commentato sul fatto che non sono esposte solo le foto dei bambini, ma che per ogni bimbo abbiamo riportato il nome, la storia, la personalità. Ciò ha dato alla mostra una dimensione umana molto più grande.

In molti sono rimasti anche colpiti da ciò che è stato già realizzato, visibile nella documentazione fotografica, partendo dalla prima casa che ospitava i bimbi fino all’attuale avanzamento del progetto, con 2 nuovi dormitori, serbatoi d’acqua e un’area giochi.

È piaciuta molto anche l’evidenza nelle foto della meravigliosa relazione tra i ranger e bambini e l’eccellente collaborazione con Virunga Park che fornisce elettricità e acqua al progetto. Ci sono stati molti commenti positivi sul fatto che nonostante tutti i problemi i bambini sembrano felici e in salute. La percezione generale è stata molto favorevole rispetto ai risultati raggiunti e all’utilità del progetto.

Un progetto che può “cambiare la vita”!

 

Le persone che hanno visitato la mostra, come hanno commentato la situazione sociale in Congo?

Risponde Helen Pope

Come detto prima, la maggior parte dei visitatori della mostra non era a conoscenza della situazione sociale nel Congo Orientale. Sono rimasti molto colpiti nell’apprendere dei conflitti in corso (oltre 130 diversi gruppi armati nell’area del Kivu), dei milioni di persone che sono morte negli ultimi due decenni in conseguenza ai conflitti, degli spostamenti di massa, della crisi dei rifugiati, del fatto che molti genitori abbandonano i loro figli perché non hanno i mezzi per sfamarli e crescerli. Non sapevano dei problemi particolari affrontati dal Parco Virunga e del fatto che più di 170 Ranger sono stati uccisi per proteggere gli animali e l’ambiente.

Sono rimasti colpiti dall’impegno e dalla dedizione delle persone del luogo come Passy che fanno grandi sacrifici personali per dare una vita migliore ai membri più vulnerabili delle comunità.

 

Cosa prospettate per il futuro?

Risponde Helen Pope

Il prossimo passo nel nostro progetto è la costruzione di un terzo edificio per ospitare la cucina e la zona dove si mangia. Al momento i bambini mangiano fuori. Successivamente, pianificheremo un quarto edificio progettato per fornire un ampio spazio ai laboratori didattici, alle attività ricreative e la formazione, sia per i bambini nell’orfanotrofio che per la comunità locale. Al momento, i bambini più grandi sono giovani adolescenti, ma avranno bisogno di acquisire delle competenze per consentire loro di avere un futuro.

Inoltre, stiamo progettando un centro medico per offrire servizi non solo ai bambini di Passy ma anche alla comunità locale.

I bambini più piccoli frequentano la scuola a Rumangabo, ma gli studenti in età di scuola secondaria devono camminare per 7 chilometri fino a Rugari ogni mattina e poi di nuovo nel pomeriggio per frequentare la scuola. Il nostro piano è di costruire o affittare alloggi in una buona scuola secondaria della zona, in modo che i bambini non debbano affrontare questo percorso pericoloso ed estenuante ogni giorno. Inoltre vogliamo provvedere a fornire una formazione specifica per Passy e per uno dei suoi team locali all’orfanotrofio, da tenersi il mese prossimo in Uganda. Questa formazione darà loro competenze preziose di gestione, economia, sostenibilità e consentirà all’orfanotrofio di diventare più indipendente e autosufficiente.

Dopo decenni di corruzione e cattiva gestione nella RDC, un nuovo governo sta iniziando a realizzare alcuni cambiamenti e ad offrire qualche speranza per il futuro. Dunque potrebbe non esserci un momento migliore di questo per dare tutto il supporto possibile e cercare di offrire un futuro migliore a questi bambini e quindi al paese.

 

Per i riferimenti al progetto o per qualsiasi altro approfondimento, qui sotto troverete i link alle pagine:

http://fondazionecariellocorbino.org

https://www.passys-kids.com/

http://www.teatrosangenesio.it/concerti

http://www.teatrosangenesio.it/1819expogazelles.html

https://www.facebook.com/vitalafestival/

https://www.instagram.com/vitala_festival/

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