Tiziano Panici racconta India Città Aperta

Più di 50 eventi e 100 artisti: l’estate romana del Teatro India
India Città Aperta per la direzione artistica di Tiziano Panici è il progetto estivo del Teatro India. Il suo intento è quello di rendere lo spazio del Teatro India utile per far dialogare generazioni diverse, offrire varie tipologie di cultura che spaziano tra teatro, stand up, circo, musica, cinema, podcasting, editoria. Un progetto che vuole animare l’estate dei cittadini romani e che tocca tutti, dai bambini, attraverso laboratori ad hoc per loro, ai giovani, agli adulti, agli anziani. È un modo per accogliere tutti, indistintamente, e immergere gli spettatori nella cultura, attraverso più di 50 eventi che coinvolgono più di 100 artisti.
Un impegno che Tiziano Panici ha deciso di accogliere e trasformarlo in un’occasione per incontrarsi, celebrare la creatività e sentirsi parte di una comunità che cresce attraverso l’arte e la cultura, che sperimenta insieme ai protagonisti, che condivide sentendosi coinvolta in ciò che vede. Dall’8 luglio al 3 agosto India Città Aperta, accoglierà i romani e i turisti che vorranno visitarla, con eventi dal mattino alla sera, con un calendario ricco di esperienze immersive, promosso dalla Fondazione Teatro di Roma in collaborazione con Dominio Pubblico ETS. A spiegarci il progetto e come verrà svolto, il direttore artistico del Teatro India, Tiziano Panici, che ringrazio per la disponibilità.
Il Teatro India si trasforma in un’accogliente location per un palcoscenico estivo ricco di offerte culturali, dal teatro alle performance, dalla musica alla letteratura, ma non solo. Com’è nata l’idea del progetto?
Dominio Pubblico – Youth Fest è uno dei tanti festival estivi che abita gli spazi del Teatro India da oltre 10 anni. Qui hanno potuto esibirsi tantissimi giovani artisti che hanno iniziato a vivere questo luogo come punto di riferimento. Siamo felici che oggi ci venga accordata dalla Fondazione Teatro di Roma e dalla città tutta, la fiducia di poter organizzare un evento che riposiziona questo luogo pubblico così importante al centro della vita dei cittadini, durante un’estate che si annuncia molto calda per tutti i romani che resteranno in città. Per questo abbiamo immaginato questa manifestazione come una piazza pubblica da abitare, dove accadranno molte cose. Per questo India Città Aperta.
L’offerta d’arte e cultura non è legata a un tipo specifico di persone, quanto a tutte le generazioni e per questo con un orario giornaliero che possa coinvolgere dai bambini agli anziani. Quali sono le tematiche e i percorsi che avete voluto mettere in evidenza in India Città Aperta?
La possibilità di immaginare che un teatro pubblico possa diventare un luogo di incontro per tanti pubblici differenti: abbiamo creato un palinsesto volutamente pop, in grado di accogliere un pubblico variegato con allestimenti leggeri ma di grande spessore: due palchi outdoor e il Bar India attivo tutti i giorni dall’8 luglio fino al 3 di agosto, dalle 18 alle 00:00. Ma anche le sale interne condizionate, messe a disposizione per ospitare mostre, eventi pubblici e laboratori.
In programma spettacoli per tutti tra teatro, danza, musica e circo… ma anche momenti dedicati ai più piccoli e alle famiglie che spesso non hanno servizi di questo genere durante l’estate per passare una serata in un luogo safe con i propri figli e con i loro amici. Tanto spazio all’editoria e ai libri che saranno in vendita grazie ad una libreria permanente, testi nuovi che potranno essere acquistati mentre l’autore o l’autrice li sta presentando sul palco. Un palco anche per nuove generazioni di attori, attrici e musicisti che affiancheranno i nomi più importanti della lineup. Questa è la nostra idea di teatro: vicina alle persone.
Nel programma esposto si sottolinea l’esperienza immersiva di India Città Aperta. Come si evidenzia l’immersività? Cosa la rende tale?
Il luogo di India è centrale, ma allo stesso tempo periferico. Ci si arriva facilmente da Piramide o da Stazione Trastevere, eppure molti romani non saprebbero dire dove si trova. La sua struttura architettonica è un palco naturale innestato nel paesaggio urbano e post industriale tra il porto fluviale e le rive del Tevere. Entrando dentro allo spazio si percepisce un’aria magica e gli spazi sono molto ampi: per questo la necessità di valorizzarli con la presenza di oltre 100 artisti e una programmazione che ospiterà circa tre spettacoli al giorno dal martedì alla domenica. Il piazzale dove è presente il bar e lo stage dedicato ai talk, alla stand up e ai concerti dei più giovani è completamente gratuito.
Si accede in arena con un biglietto popolare a 10€ (prezzo fisso) per i main event: spettacoli e concerti dove sono coinvolti artisti del calibro di Filippo Timi, Giulia Ananìa, Ivan Talarico, Leonardo Manzan, Lorenzo Maragoni e Fettarappa, Emanuela Cappello, Annagaia Marchioro, Paola Michelini, Francesco De Carlo, Lavinia Mancusi, Cosmonauti Borghesi, Giuliano Logos E WOW Incendi Spontanei, Cristiana Vaccaro e Giulia Blasi… solo per citarne alcuni. L’idea è quella di un fiume in piena di arte, musica e poesia in cui bisogna immergersi e lasciarsi trasportare.

Nella rassegna ci sono oltre 50 eventi, come convivono all’interno dello spazio di India Città Aperta e come lo fanno tra loro e il pubblico?
Credo di aver già risposto nella domanda precedente: possiamo aggiungere che tra gli eventi ci sono molte iniziative dedicate e realizzate grazie alla collaborazione con altre realtà professionali già molto affermante: Zip_Zone che curerà lo spazio di India Kidz, rassegna che abiterà lo spazio ogni mercoledì, dalle ore 18 alle 22. La libreria che abiterà il piazzale principale gestita da Red Star Press edizioni, in cui sarà possibile trovare i testi dei libri degli artisti e delle case editrici ospiti. Tre diversi format dedicati all’editoria: ogni sabato gli appuntamenti Bookvibes a cura di Giulia Ananìa con tanti ospiti a sorpresa, Notti d’Arte creato in collaborazione tra Zip_Zone e Libri e Spritz, gli appuntamenti di Zalib e WeReading con ospiti di spicco come Vale_P e Merdoscopo.
Le serate queer di Amorucci e la stand up al femminile di C’è Figa. Il Palco di mezza estate organizzato in collaborazione con Controchiave e la famiglia Valdiserri, dove si esibiranno formazioni e band giovanissime e che cureranno anche due serate di proiezioni cinematografiche per il 24Frame al secondo, premio dedicato a Francesco Valdiserri e ai giovani registi emergenti. I format sportivi e operistici di Bar Campioni e Operai all’Opera, immaginati da Fabio Morgan.
E ancora spazio a mostre, serate speciali dedicate ai diritti umani e alla sensibilizzazione sui temi di attualità più importanti che coinvolgeranno organizzazioni importanti come AID Italia, Raizes Teatro, DiverCity, Domani, Arci Sociale. Due serate dedicate allo scouting dei giovani talenti gestita da Bei Ricordi, ai quali abbiamo affidato anche la serata di apertura. Insomma abbiamo cercato di creare un programma che possa soddisfare davvero tutti i gusti e la curiosità degli spettatori.
L’estate romana è ricca di tanti eventi che accompagnano cittadini e turisti in queste serate. Quali sono i punti di forza presenti nel vostro programma? Cosa rende il Teatro India unico nel panorama dei luoghi artistici romani?
Grazie anche al contributo di persone speciali come Giulia Ananìa, Federica Marchettini e Antonella Britti di Zip_Zone e le ragazze di Zalib, che hanno collaborato insieme a me nella programmazione dell’evento, il programma si avvale prima di tutto di un parterre che celebra alcune tra le più importanti eccellenze femminili e che offre al programma una grande varietà che oscilla tra musica, teatro e poesia: la folk singer Lavinia Mancusi; Diana Tejera e Beatrice Tomassetti, Emanuela Cappello, Giulia Blasi e Cristiana Vaccaro; Annagaia Marchioro; Paola Michelini; ma anche la stand up di C’è Figa o la comicità de Le Radiose; il collettivo femminile della mostra Domani guidato dall’illustratrice Michela “Sonno” Rossi o l’artivista Iante Roach con lo spettacolo /testimonianza Gaza Ora.
A fianco a loro tantissimi altri artisti eccellenti come Emilio Stella e lo street poetry Er Pinto, vere icone popolari di questa città; il poeta e cantautore Ivan Talarico, che fiancheggerà proprio Ananìa nella serata conclusiva; il musicista e compositore Lorenzo Minozzi, astro nascente nel panorama contemporaneo che accompagnerà Niccolò Fettarappa e Filippo Timi sul palco. Anonima Teatri diretta da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo che insieme al comedian Xhuliano Dule faranno dialogare danza e teatro sul palco. Sembra davvero difficile esaurire tutto in poche battute. L’India è un luogo iconico per tutti gli artisti, nella nostra nazione e all’estero, non potevamo farlo che qui.
Si parla tanto di innovazione e linguaggio contemporaneo. Come si pone il pubblico dinanzi a queste due novità, alla sperimentazione, ad un nuovo linguaggio?
Come espresso nei punti precedenti, abbiamo cercato da subito di immaginare un evento che avesse un sapore popolare ma comunque tenendo molto alta l’asticella della qualità. Tutte le realtà già citate hanno contribuito alla possibilità di costruire un programma così ricco e complesso pieno di suggestioni. Questo è stato possibile grazie ad un lavoro di rete sul territorio cittadino che Dominio Pubblico ha cercato di costruire nel corso degli anni.
Ma soprattutto è rappresentativo di una generazione di artisti ed artiste e di operatori che in questo momento sono conosciutissimi sulla città ma che ancora non hanno avuto l’occasione di abitare spazi di grande valore istituzionale e pubblico come il Teatro India, che è un luogo simbolo del contemporaneo. Per questo abbiamo scelto queste parole per descrivere le scelte artistiche del programma: vieni a vedere come si muove il futuro. E credo che il pubblico sarà pronto ad avvicinarsi anche a ciò che non conosce.
Cosa cerca il pubblico quando si avvicina a eventi del genere?
Comunità. È la parola che sceglierei per immaginare un futuro sopportabile di resistenza e resilienza quotidiana all’interno di una metropoli. La vita nelle città espanse come Roma è a mala pena sopportabile. Per questo dobbiamo immaginare nuovi modelli di cittadinanza e di partecipazione, soprattutto alla vita e alle attività culturali. Tra gli appuntamenti in cartellone non mancherà anche un laboratorio di politica attiva dedicato al tema: La Città e la Sua contemporaneità, in programma il 15 luglio e aperto a tutti e a tutte.

Organizzare un evento simile richiede una grande squadra. Come e chi ha collaborato per la scelta degli artisti, delle compagnie, ecc.?
Sicuramente non sarebbe stato possibile affrontare un’impresa del genere senza avere il sostegno di una fitta rete di collaborazioni, sviluppata nel corso di dieci anni di attività sia sul territorio cittadino che su quello nazionale. In primis – senza la fiducia che ci ha accordato la Fondazione Teatro di Roma, la sua esperienza e il suo know how, non sarebbe stato possibile gestire una simile iniziativa e lo stesso vale per il sostegno del Comune di Roma e dell’Assessorato alle politiche culturali, che ci sono a fianco in questa grande sfida e non è affatto scontato.
Stiamo lavorando per il teatro della nostra città e non c’è niente di più bello. In particolare per la parte artistica ringrazio Giulia Ananìa; le Zip Zone, un’associazione di imprenditoria femminile guidata da Antonella Britti e Federica Marchettini; i ragazzi e le ragazze di Zalib; la famiglia Valdiserri e Di Caro che si dedica da anni a valorizzare i giovani talenti emergenti nella musica e nel cinema, nella memoria del loro figlio scomparso, Francesco Valdiserri, e al loro fianco l’associazione Controchiave; Davide Dose, founder di Spaghetti Unplugged e producer instancabile di talenti; Fabio Morgan, ideatore e fondatore di Città Ideale e Roma Borgata Festival; Anonima Teatri e il centro di produzione danza Twain; Federico D’orazio, fondatore di Industrie Fluviali e dell’Ass Polimera. In prima linea con me una squadra giovane ma già molto rodata che mi sostiene ogni anno nel realizzare il progetto Dominio Pubblico.
Si nota, in questi ultimi anni, una presenza maggiore della poesia negli eventi offerti al pubblico. È anche una richiesta o attenzione dello spettatore?
Come sempre domanda e offerta viaggiano di pari passo, anche se sembra che non abbiamo ricadute tangibili. È un bene che si noti la presenza della poesia, della parola, della scrittura e della lettura… perché vi confermo che vanno di nuovo alla grande, soprattutto tra il pubblico più giovane e che ormai la “poesia” non è un’arte da relegare a piccole cenette tra amici ma un nuovo modo di guardare alla realtà: politico e poetico.
Cosa si aspetta da India Città Aperta? E dal pubblico?
Spero con tutto il cuore che le persone riescano ad intercettare il messaggio che stiamo cercando di lanciare e che si tuffino insieme a noi in questa impresa, partecipando e chiedendone ancora di più. Questo ci aiuterà sicuramente a poter immaginare una nuova estate insieme.
Grazie e in bocca al lupo per la rassegna!
Qui è possibile consultare il programma completo della manifestazione.
Il Teatro India si trova su Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi), 000146 -Roma.





