Tremate, tremate le streghe son tornate

In Letteratura News

ma a bruciar sul rogo ci manderemo voi

Era l’8 marzo 1976 un fiume di donne invase le città al grido di “tremate, tremate, le streghe son tornate, a vendicar le donne dall’uomo violentate. Si!si!si! le streghe siamo noi ma a bruciar sul rogo ci manderemo voi”. In quello stesso anno Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, con lo pseudonimo di Antonia e Rocco (i nomi dei due protagonisti) pubblicavano “Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti”. Di quel libro, come la stessa Ravera ricorda sono rimasti l’incipit folgorante: «Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Figa. Fregna ciorna. Figapelosa, bella calda, tutta puzzarella. Figa di puttanella” e la copertina disegnata da Pablo Enchaurren.

E delle streghe?

Lidia Ravera, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, nel nuovo spazio bistrot del Caffè delle Esposizioni, al piano terra del Palazzo delle Esposizioni di Roma, hanno parlato, in un incontro molto partecipato, soprattutto da donne, con qualche raro maschio in religioso silenzio, del libro “Morgana”, racconti di dieci donne che spaventano, perché attraverso un percorso solitario e individuale compiono gesti distopici rispetto alle “streghe” del 1976 e all’Antonia di “Porci con le ali”, rispetto ad un femminismo di maniera, polverizzando stereotipi. Donne che vivono per piacere a se stesse prima che agli altri, donne che non si fanno condizionare da nessuno, dove il proprio talento è la misura della loro forza e con la loro vita offrono alle altre donne la possibilità di percorrere le proprie strade contando solo su se stesse. Come Santa Caterina, donna bellissima, il cui destino era segnato in un matrimonio, ma che invece prega, il vero sposo, perché la peste la renda brutta deturpandole il volto, vivendo la sua bellezza come un limite alla sua libertà di considerare il “casto” corpo” come “teatro costante del dialogo con Dio” e diventando consigliera del Papa e, atto rivoluzionario per il suo tempo, siamo nella seconda metà del 1300, porta la fede in giro per il mondo.

O come Moana Pozzi che del suo corpo desiderante fece un lavoro, non dovendosi giustificare, ma la rese famosa grazie a “quel sorriso ironico e sornione della Monna Lisa accompagnato da una sessualità pagana che trasmetteva gioia e liberazione”. Donne che sono streghe anche per le altre donne che invece per affermare il loro pink power si mettono allo stesso livello degli uomini, parlano il loro linguaggio, ambiscono al potere con la stessa logica maschile ma con quel di più di natura gentile e sacrificale dell’essere femmina.

Le Morgane invece sono donne che spaventano, rompono schemi in cui lo stesso femminismo vorrebbe rinchiuderle. E come dice la Ravera a conclusione della suo intervento “Stronze di tutto il mondo unitevi, perché abbiamo trovato (nelle Morgane) il nostro Pantheon

Le donne di “Morgana” sono le donne che decidono da sole quale regola infrangere, forzando gli schemi del pregiudizio che un pensiero, non solo maschile, vorrebbe costringerle, perché così è più facile controllarle, anche quando di definiscono “femministe”, perché in ogni ambito ci sono modi “giusti” o “sbagliati” di essere donne. Le Morgane a questo controllo si ribellano perché scelgono loro chi essere, essere semplicemente se stesse, senza etichette, fosse anche quella di “femministe”, dell”io sono mia” o come afferma la Murgia “dell’antagonismo ortodosso”. Dove una donna se ha successo è un’eccezione, ma se è un fallimento è certamente una donna.

O come afferma Lidia Ravera “la vera parità la raggiungeremo quando invecchieremo come gli uomini”.

Dall’incontro con Lidia, Michela, Chiara si esce con una idea di Morgana come di una donna che fa della bellezza il proprio desiderio di se, oltre il limite del corpo e dell’età; che ogni donna, ma anche ogni uomo, può essere Morgana quando vive la propria libertà senza preoccuparsi se questa libertà significa, solitudine, rifiuto, condanna, quando decide di scrivere la propria storia da sé senza aspettare che siano altri ad imporre la grammatica della propria esistenza, quando si decide di stare sempre dalla parte del torto prendendo le distanze dalle regole, dalle abitudini, dal “si è sempre fatto così”, ma avendo il coraggio di osare, dando spazio alla propria natura come lo hanno fatto le dieci Morgane: Moana Pozzi, Caterina da Siena, Grace Jones, le sorelle Bronte, Moira Orfei ,Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid.

Ma oggi c’è una undicesima Morgana, Hevrin Khalaf, la giovane combattente curda, segretaria generale del Partito del futuro siriano, trucidata dai miliziani filo-turchi, una donna attenta ai diritti delle donne favorevole ad una Stato laico, multietnico e liberale, a cui voglio dedicare questo articolo.

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

Area Sanremo

Ecco i vincitori di Area Sanremo 2019

Chi di loro calcherà il palco sanremese? Branciforte Jaqueline (Game over), Faustini Matteo (Nel bene e nel male), Gabriella Martinelli

Read More...

Intervista a Gianlorenzo Franzì direttore del LIFF

il web è come la tv tanti anni fa Ormai siamo in dirittura d’arrivo alla sesta edizione del Lamezia International

Read More...

Le mezze stagioni ci sono….

È il periodo in cui non si parla di moda di massa Finito Ottobre, passato Halloween, siamo ufficialmente, se vogliamo,

Read More...

Mobile Sliding Menu