Umeed Ali: da vu cumprà a poeta pakistano

La poesia che nasce dal cuore: dalla strada a poeta

Palestrina ha trascorso sicuramente un pomeriggio diverso dal solito. La presenza di un poeta pakistano, arrivato dal Punjab, ha certamente incuriosito i tanti presenti all’incontro organizzato dal Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni e dalla Caritas diocesana di Palestrina.

Un poeta che pensa in urdu e scrive in italiano. Ha scritto due  volumi di poesie  “Bilancio Interiore” e “Candele dei sentimenti” che hanno ottenuto un notevole successo tanto che sono stati recensiti da docenti dell’Università di Perugia e del Dartmouth College del New Hampshire.

Leggere le sue poesie è  come leggere dentro la sua anima, piena di dolore, di dignità, di speranza. La speranza con la quale si rivolge a Dio con un “grazie” nonostante la sua vita sia trascorsa dentro una “società terribile”:

Oh mio Dio Grandissimo

Come mai in una società terribile

hai mandato un cuore sensibile

una natura piena di sentimenti

con altissimi desideri e poca fortuna

una vita addolorata senza felicità…

ma quando qualcuno mi dice come va

io dico sempre: grazie a Dio.

La sua è una scrittura semplice, immediata, che esprime con concetti brevi e chiari.

L’incontro è stato aperto da un  intervento di Rita Buttarelli, che ha sottolineato come Ali “abituato a pensare a scrivere in una lingua che offre un’enorme varietà lessicale con le sue diverse sonorità che attribuiscono alle parole significati diversi, si trova di fronte ad una lingua altrettanto ricca, fonte inesauribile di espressioni lessicali con cui deve misurarsi  fino a diventare un “acrobata delle parole” riuscendo a non tradire l’essenza del sentimento veicolato dalla parola stessa”. Dopo aver ascoltato dalla viva voce dell’autore alcune delle sue poesie, la serata  è stata chiusa dall’intervento di Anna Anselmi della Caritas diocesana  che ha illustrato le diverse migrazioni che hanno toccato il nostro  territorio e da quello di Francesca di Matteo, insegnante della Scuola di Italiano per stranieri, che ha raccontato il suo lavoro di insegnate di italiano.

Ma sicuramente la parte più umana di Alì è venuta fuori durante una chiacchierata con Rita Di Biase, presidente del Circolo Simeoni, che qui ci racconta:,

“Oggi, mentre lo accompagnavo alla stazione di Zagarolo a prendere il treno per Roma e poi proseguire per Napoli, Ali, sospirando ha detto: “Come vorrei andare a Fiumicino e prendere l’aereo per tornare a casa! Da quando mio figlio mi ha chiamato e ho sentito dalla sua voce che sta male, sto male anch’io”. 

Confesso che mi si è stretto il cuore nel sentire quelle parole e avrei voluto poterlo accontentare. 

In questo week end ho avuto modo di conoscere Umeed Ali, un uomo arrivato dal Pakistan in Italia 30 anni fa, con il cuore pieno di speranza. 

E qui, in Italia, Ali ha fatto di tutto, dall’ambulante al vu’ cumpra’. Non ha rifiutato nessun tipo di lavoro per sopravvivere e mandare denaro alla famiglia. 

Si è sposato tardi Ali, ha tre figli di 15, 10 e 4 anni. Vivono in un villaggio nel Punjab che significa terra dei 5 fiumi, sulla riva del più grande, che si getta nell’Oceano Indiano vicino a Karachi. 

Ma quello che aiuta Ali a sopportare il suo destino è la poesia. 

È ad essa che confida il suo dolore, la sua immensa dignità e la speranza. 

Ali crede in un Dio a cui confida i suoi momenti di disperazione, ma senza mai incolparlo della sua sorte, anzi ringraziandolo per quello che ha. 

Lui crede che ognuno di noi è di passaggio su questa terra, è un attimo di un infinito. Ci ha spiegato questo concetto facendoci riflettere con la frase “noi vediamo che il dolore sembra che duri tanto anche quando è solo un attimo, come ad esempio nei pochi minuti di un terremoto, invece la felicità, dura sempre poco e quasi mai ce ne accorgiamo quando accade” il tempo è relativo. 

Ali ci parla di dignità, quella che lui non vuole perdere. Mai. 

Ma non devi essere pessimista

sei un essere umano

devi essere ottimista!

Una sua poesia dice “Indosso sempre un vestito pulito/anche se è strappato come i miei desideri”.

Ali vive per 20 anni a Perugia dove frequenta i corsi dell’Università per stranieri. La sua condizione economica non gli permette di arrivare alla laurea e questo è il suo grande rimpianto, ma ha modo di inserire le sue poesie durante le varie manifestazioni culturali e comincia ad essere apprezzato e a viaggiare in lungo e largo per l’Italia, da Palermo a Venezia chiamato da Associazioni culturali e non che lo invitano a presentare le sue poesie. Trova un editore che stampa due libretti “Candele dei sentimenti” e “Bilancio interiore” due volumetti ricchi di emozioni. Poesie brevi, dirette, in un linguaggio semplice, immediato, ma che colpisce al cuore. 

Ali scrive in italiano, quella lingua che ama, tanto da studiarne la grammatica, la sintassi e la metrica, da averne una padronanza non comune. 

Quando recita le sue poesie e ci ha messo tanto a farlo, a causa del suo carattere introverso e timido, ripete più volte le frasi per ribadire i concetti, farceli acquisire meglio quasi a volerceli imprimere nel cuore. 

Si emoziona Ali quando legge, rivive i periodi vissuti quando quelle parole le sono sgorgate dal cuore. Rivive i dolori, le umiliazioni, ma anche le gioie, l’amore, la speranza. 

Oggi Ali vive a Napoli, presso una struttura religiosa. Non si lamenta della sua povertà. Il Covid ha ridotto il pubblico delle presentazioni e la vendita dei libri è rallentata, nonostante i suoi siano stati tradotti in inglese, tedesco, spagnolo e lingua Urdu e abbia milioni di persone nel mondo che lo seguono. 

Ali ha recentemente avuto una tragedia familiare che lo ha gettato nello sconforto. 

Nel suo paese una stagione dei monsoni che non si vedeva dal 1992 ha distrutto tutta l’area dove si trovava anche la casa dove abitavano la moglie e i tre figli. La casa è andata distrutta e loro, per fortuna, si sono salvati, perché la loro abitazione era posizionata un po’ in alto. 

Tutti i risparmi che Ali aveva accumulato per tornare a casa sono stati necessari per ridare un tetto alla famiglia e adesso lui deve ricominciare a mettere da parte i soldi per poter comprare un biglietto aereo. 

E Ali sta male pensando a quel figlio che non può raggiungere. 

Dobbiamo fare qualcosa per questo uomo mite e gentile che non chiede nulla e ringrazia Dio per il nulla che ha.

Noi abbiamo tanto e non ce ne rendiamo conto, se ognuno facesse una piccola parte potremmo realizzare il sogno di un poeta. E stavolta farlo diventare realtà. 

Proviamoci”.

La dignità non dà valore alla povertà:

come deve vivere in una società materialista

un povero sensibile e pure dignitoso?”

(Umeed Ali)

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Roberto Papa

Roberto Papa

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”. (Bertold Brecht)

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