Pubblicato il: 3 Marzo 2017

“Per un istante”, l’amore tutto al maschile

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Foto Ufficio Stampa

Per un istante” è il titolo della commedia andata in scena allo Spazio Diamante, scritta e interpretata da Michele Giovanni Cesari, Marco Palange e Gian Piero Rotoli mentre la regia è affidata ad Alessandro Averone ed Emanuela Liverani. Una commedia giovane, brillante, divertente diretta e interpretata da un gruppo di giovani professionisti che raccontano e, contemporaneamente, si raccontano.

Stefano, Luca e Pier Filippo sono tre giovani amici che condividono l’appartamento e momenti di vita quotidiana. Tra queste non può esimersi l’amore. Ognuno di loro vive una relazione amorosa in modo diverso: chi attanagliato dalla routine, chi dal “lasciarsi vivere”, chi invece vede il disprezzo trasformarsi nel sentimento più “mieloso” del mondo: l’amore. Come accade tutto ciò? Semplicemente vivendo, parlando, condividendo umori, sogni, speranze, modi di vita e pensieri. I tre amici si confidano, si confrontano, cercando di aiutarsi e sostenersi nella difficile relazione rappresentata dall’amore. Una visione reale del mondo amoroso al maschile!

Gian Piero Rotoli è egoista, pungente, ma si lascia travolgere dal sentimento “amore”, fino a diventarne, ancora una volta, un feroce egoista alla disperata ricerca della sua metà, identificata con la donna che prima aveva ferocemente giudicato. Michele Giovanni Cesari porta un altro modo egoistico di vedere l’amore, infatti lo fa attraverso la sua esigenza viscerale di sentirsi amato e la necessità di non sentirsi inadeguato. Marco Palange rappresenta l’amore duraturo, che cade spesso nella routine e che fa diventare sospettoso uno dei componenti della coppia, in questo caso l’uomo.

Tre attori giovani, dicevo, che avevo visto in scena, per lo stesso spettacolo, a fine ottobre del 2015, sempre a Roma e di cui posso confermare la crescita professionale e interpretativa. A due anni di distanza il testo resta fresco ma l’interpretazione aumenta in intensità, coinvolgimento e professionalità. Sono tre attori non più alle prime esperienze, ma con un bagaglio interpretativo maggiore e un valore aggiuntivo che sprigiona dal loro essere: l’entusiasmo.

Agli attori va aggiunta la direzione scenica di Alessandro Averone ed Emanuela Liverani i quali non smorzano la storia, ma riescono a dare ritmo e veridicità non solo ai dialoghi, ma anche agli spezzoni narrati dalla voce femminile.

Un racconto tanto vero come la realtà che catapulta lo spettatore sulla visione, del tutto al maschile, di ciò che accade alla coppia e dove la riflessione è la rappresentazione della verità, a volte cruda, ma sempre attuale e mai adornata da futili commenti.

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