Una mostra che unisce sogno, illusione e desiderio

Ancora pochi giorni a Firenze per Sogno e illusione, mostra Onirica

Dopo il successo a Lucca la mostra Sogno e illusione, mostra Onirica, per la sua terza edizione, approda a Firenze, una delle capitali d’Europa per eccellenza nel mondo dell’arte. La mostra è nata da un’idea di Antonio Possenti e Claudio Giannini, che hanno ottenuto anche il patrocinio del Consiglio della Regione Toscana, mentre l’organizzazione è dell’Associazione Caleidosarte ed è curata da Marco Gianfranceschi.

Questa terza edizione si è rinnovata con l’esposizione di altri artisti, provenienti dalla Cina, mantenendo fermo il fulcro della stessa e cioè: stimolare nell’uomo l’immaginazione attraverso il filtro del desiderio. La location scelta per l’esposizione è il Palazzo Pegaso, sede del Consiglio Regionale della Toscana in via Cavour. Ho rivolto alcune domande a Claudio Giannini.

Salve, torna Sogno e illusione, mostra Onirica, questa volta a Firenze. Quali sono le emozioni che l’hanno accompagnata durante l’allestimento della stessa in una delle città più fiorenti d’Italia per l’arte?

Le sensazioni provate nell’ allestimento della mostra Onirica sono state plurime. Uno perché lo considero quasi un impegno testamentario raccolto conversando con il maestro Antonio Possenti nel suo studio, quando anni fa cominciammo a gettarne le basi. La chiara semplicità usata dal maestro per suggerire i passaggi importanti per arrivare allo scopo è stata indispensabile.
Poi il riferirsi ad una città d’arte come Firenze richiedeva il vestito della domenica per non scivolare su inutili bucce di banana. Creare un evento simile è stato tanto ricco di timori quanto di soddisfazioni vedendo lievitare il progetto secondo i nostri voleri.

Com’è nata la mostra? Quali sono stati i criteri per la scelta delle opere?

Possenti aveva inizialmente puntato su una serie di artisti che con caratteristiche anche dissimili potessero, con creatività, descrivere i loro sentimenti anche in senso critico, attraverso l’ironia. Non certamente solo piccoli Possenti ma caratteri giusti che con il lavoro si meritassero uno spazio in questa squadra ansiosa. Credo poi, che la grandezza di Antonio fosse lavorare per il mantenimento di questo filone artistico ma allargando le vedute, ampliandole alla poetica degli spazi ed allora ecco Loriano Geri con i suoi lavori quasi monocromatici, e toni su toni, che trascinano gli osservatori all’interno dell’opera stessa.

Molti sono gli artisti che espongono le loro opere all’interno della stessa, quali sono le caratteristiche della mostra? E come convivono gli artisti all’interno della stessa?

Ogni artista pone in evidenza le sue capacità personalizzate in forme autonome senza il rischio della ripetitività, ma sai il sogno, l’illusione fanno parte della speranza e chi può porne un limite.

Ognuno si sente investito da questo salvagente senza rinunciare a ciò che vorrebbe… ecco la speranza.

In questa edizione si sono aggiunti dei pittori cinesi, cosa ha apportato la loro pittura alla stessa?

Dobbiamo ricordarci che ci eravamo imposti l’ampliamento della mostra ad un titolo di internazionalità ed il risultato ambito l’abbiamo ottenuto: 13 artisti tra orientali ed europei, ed il team aveva i numeri per proporsi per una giusta vernice.

Quest’ anno abbiamo ospitato all’interno nove cinesi, un’americana e due francesi. Il tema era a loro noto per cui non è stato difficile concordare il loro ruolo e notato un particolare attaccamento allo scopo del progetto.

Com’è accolta dai visitatori la mostra? Cos’è di maggior attrattiva?

Abbiamo avuto nelle belle sale intitolate a Carlo Azeglio Ciampi una bella affluenza di pubblico serio e competente ma soprattutto un ottimo ufficio stampa.

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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