Visibile e sensibile: il connubio in Vulnerabile di Giulia Spernazza

Vulnerabile è uno spazio intimo e luminoso, mette in connessione visione e sensibile
Allestita presso gli spazi della galleria Faber di Roma, è ora visitabile Vulnerabile, la mostra personale di Giulia Spernazza.
Autrice di un felice connubio pittorico scultoreo, le opere esposte fanno parte di un lavoro portato avanti da Spernazza lungo il tempo: cera e lembi di tela sono modellati come pittura iper materica, annodate o fissate in modo da prendere aggrovigliate come qualcosa di corporeo incontenibile nella bidimensionalità una pittura. Il tessuto annodato intriso nella cera, si allontana dal semplice macramè per allinearsi ad opere che ricordano il biomorfico, lasciando impregiudicata la sensazione di traccia umana organica. La vita sembra essere sopita immersa nel candore dei media usati dall’artista. Il materiale vulnerabile, corruttibile, evoca tanto il corpo soggetto al tempo quanto l’interiorità che vibra ad un ogni soffio che la attraversa. Queste forme morbide incrociano il lavoro di Speranza con la ricerca portata avanti da grandi artiste del 900, da Louise Bourgeois a Carol Rama: personale, femminile, corporea.

Le opere presso la galleria Faber ripercorrono nel doppio ambiente un percorso che dal crearsi di un nodo arriva al suo scioglimento. Nodi/snodi è una serie nata nell’ultimo anno in cui l’artista lascia percepire la propria interiorità in sintonia con le emergenze sociali dell’ultimo periodo: come qualcosa che resta annodato nei lunghi tempi vuoti pandemici, progetti e vite smettono di fluire in attesa di poter riprendere. Così le opere partono da nodi grigi, appesi e arresi alla gravità, per continuare in un percorso che vede la tela annegare nella cera: le opere incorniciate e chiuse dal plexiglass trasparente sembrano piccoli frammenti vivi affioranti dalla cera che sembra nutrirli e sommergerli contemporaneamente, evanescenti e liquidi. Le opere successive mostrano la materia riemergere, la tela tornare percepibile e luminosa, sintomo di un percorso interiore in divenire che si fa invito anche per lo spettatore a prendere coscienza della propria interiorità e a misurarsi con la voracità che inghiotte quotidianamente tanto il tempo cronologico che quello personale, in un processo entropico che queste opere sembrano misurare ed esulare nel loro esserci nonostante la vulnerabilità intrinseca di cui si fanno espressione.

L’atmosfera generale di Vulnerabile è quella di uno spazio intimo e luminoso pronto ad accogliere chi osserva, in un’esperienza che sfiorerà il rituale mettendo in connessione visione e sensibile.
Sarà possibile prendervi parte sino alla data del 4 dicembre negli spazi della galleria Faber siti in via dei banchi vecchi 31 a Roma





