Ecologia interiore la nuova personale di Giulia Spernazza

Alla Galleria d’Arte Faber una mostra sulla natura
A distanza di tre anni, rincontro l’artista Giulia Spernazza che nel 2022 espose in una mostra personale a L’Aquila, dal titolo Mutevole. Oggi, invece, la ritrovo mentre si prepara per una nuova personale presso la Galleria d’Arte Faber a Roma con quella che lei ha chiamato Ecologia interiore. La mostra sarà visitabile dal 18 ottobre al 6 dicembre 2025 e parla della stessa Giulia e della sua svolta concettuale che l’ha portata a una nuova fase della sua ricerca.
Bentornata Giulia. Volevo sapere, come credo anche le persone che la seguono, com’è avvenuta la sua svolta concettuale.
Penso che la mia ricerca artistica proceda sempre per gradi, ogni ciclo di lavori contiene in sé il seme per quello successivo ed in questo senso, la mia tendenza alla riduzione e all’essenzialità mi ha portato ad allontanarmi dalla ricerca dell’armonia e dell’estetica fine a se stessa.
Come ha impresso nella sua arte il cambiamento che ha sentito in lei e come lo accompagna o accomuna al suo lavoro del passato?
Non è facile capire se l’arte è la proiezione del mio processo di cambiamento interiore o se è l’arte ad avere un potere trasformativo. Nonostante negli ultimi anni la mia ricerca sia molto più progettuale, credo ci sia sempre una componente inconscia ed è probabilmente proprio lì, in ciò che non posso (per fortuna) controllare, che si inserisce la componente che esprimerà il punto in cui mi trovo come essere umano.
L’allestimento che lei ha preparato presenta molti trittici. Cosa rappresentano e come dovremmo leggerli?
I trittici sono concepiti per esprimere un processo. Il progressivo cambiamento cromatico delle fibre (dal nero al bianco) che simboleggiano l’acqua, rendono visibile la bonifica interiore in atto, testimoniando come ciò che accade nel proprio ambiente interno si riflette inevitabilmente all’esterno.
Il suo lavoro resta sempre molto legato alla sostenibilità, alla natura che è fondamentale anche per la nostra vita. Nel pieno rispetto della stessa, cosa e come possiamo muoverci noi essere umani, che spesso la calpestiamo e distruggiamo?
Quello che penso e che ho espresso in questi nuovi lavori è che, anche se non ne abbiamo la consapevolezza, la “spazzatura” che occupa la nostra mente e i nostri pensieri, si riversa nelle relazioni e nel mondo esterno, per questo penso che parta tutto dal prendersi cura del nostro stato interiore.
Qual è il percorso che ha ideato per i visitatori?
Non c’è un vero e proprio percorso, il concept della mostra si articola in Opere con un forte approccio installativo perché ideate per come si sviluppa lo spazio della galleria.
Tra le sue opere c’è anche quella video della giovane videoartista Maya Grassa, Bleach, che si ispira al concetto di Ecologia Interiore. Come è avvenuta questa simbiosi e cosa vi ha unite?
Conoscevo già il suo lavoro che apprezzo per la sua forte sensibilità e intensità, ho pensato di coinvolgerla nel progetto perché ero molto curiosa di vedere come lo avrebbe interpretato.
Quanto si sente diversa adesso dalla Giulia di qualche anno fa?
Non saprei, sono più consapevole di me stessa e quindi anche del mio lavoro, forse sono meno idealista e più con i pedi a terra. Ho sempre pensato che fosse un difetto invece mi accorgo di quanto sia importante, accanto alla parte introspettiva e spirituale, averne una più realistica.
Ha già in mente la strada da seguire per il prossimo futuro?
Vorrei lavorare di più con le installazioni, amo lavorare nello spazio e spero di trovare degli spazi adeguati e stimolanti.
Grazie e in bocca al lupo!





