Ricordo di Franco Gentilini alla Galleria Nazionale

la precisione di un maestro e di un artigiano
Giovedì 26 settembre, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Giuseppe Appella, Lorenzo Cantatore e Luciana Gentilini hanno ricordato l’opera e la vita di Franco Gentilini, artista italiano del ‘900.
In occasione della donazione di un gruppo di dipinti, opere grafiche e documenti che sono giunte da parte di Luciana Gentilini alla galleria, la grande collezione che abbraccia gli ultimi due secoli dell’arte spaziando ampiamente tra opere ormai sempre più distanti tra loro, si arricchisce così nel concreto, di un’apposita Stanza Gentilini, con all’interno 5 dei quadri ora in possesso della galleria.
Un passo che porta la fama di questo artista sempre più in alto sul tracciato della storia dell’arte: il ritratto che ne emerge dai racconti del convegno, è quello di un uomo virtuosamente semplice, di una tranquillità ‘classica’, il cui ottimismo è matrice dell’allegria che segna la giocosità di molta della sua produzione. Ad una solarità infantile legata alla riscoperta di figure primitive, sbilenche, si alternano forme perfette e una profondità notturna e sensuale.
L’arte di questo pittore si modifica e cambia durante il corso di tutta la sua vita, partendo da reminiscenze ottocentesche e dall’ambiente poetico che sempre lo ha circondato, per affrontare cubismo, metafisica, espressionismo, ed elaborare così un percorso tutto proprio il cui tema centrale resta il rapporto naturale tra forze e creature. Il continuo studio e cambiamento è visibile già nella stanza a lui dedicata dove si spazia da l’autoritratto del 1993 a il Banchetto bianco del ’55, utile come approccio ai suoi temi prediletti: costruzione architettoniche, forme perfette e donne sensuali, tutto su un quadro materico preparato con sabbia impastata, secondo una tecnica che fa ritrovare in Franco Gentilini la precisione di un maestro e di un artigiano.





