Il Brancaccino incontra la Calabria
uno spettacolo ricco di emozioni e verità
Al Brancaccino di Roma in scena lo spettacolo Rusina, scritto, diretto e interpretato da Rossella Pugliese. Rusina è il risultato dell’amore di una nipote per la propria nonna e per la propria terra trasformato in spettacolo.
Siamo in Calabria in un paesino piccolo, come tanti paesini della nostra Italia, che, in fin dei conti, non sono tanto diversi dai piccoli paesini del mondo. Qui dove vive Rusina, una donna ormai nonna, che ha un rapporto particolare con una delle sue nipoti, Rossella. E in lei la nonna riversa delle attenzioni particolari, come aveva già fatto con la madre, una delle sue figlie e della quale è sempre in ansia.
Rusina, da sola in scena, racconta e si racconta, facendo conoscere la sua storia e le sue scelte che a quel tempo, forse, sono state ai limiti della comprensione sociale, ma che ora, da donna ormai anziana, ne fa tesoro e invita le più giovani a portare avanti nelle loro vite, anche se lei, a quel tempo, si è dovuta sottomettere. Un tempo antico, direbbero oggi, una mentalità diversa, che in realtà, non è ancora così lontana, mentre si discute di parità, di dignità, di scelte di vita. Rusina è una donna lungimirante, che non ha paura di essere se stessa, né di mostrare al mondo che essere donne non è un’inferiorità.
In una società dove l’importante è apparire e non essere, Rusina si contrappone a gamba tesa, per il suo essere naturale. La descrizione che Rossella Pugliese fa di questa donna, si attiene alla realtà, trasformando il suo personaggio in uno dei più veritieri della storia del teatro. Non ci sono fronzoli, abbellimenti, ricerche particolari, ma la realtà di quella che è stata una donna del sud, con le sue verità, le sue storie e il suo modo di affrontare la vita e la società.
Per questo lo spettacolo assume un senso più profondo e interiore, pienamente compreso dai calabresi, il linguaggio è in dialetto, ma anche da chi non lo è. In quest’ultimo caso se ne perderanno alcune sfumature, ma il testo resta incisivo e diretto.
Non si può non apprezzare la veridicità del testo e la forza con il quale viene portato in scena. La Pugliese ce ne fa assaporare non solo il ricordo, ma anche la terra, regalandoci momenti nei quali le parole pronunciate restano vibranti nell’aria. Ciò che ci viene restituito è un testo emozionale, ottimamente recitato, scevro da ogni pausa inutile, recitato con tempi sincronizzati, capaci di tenere alta l’attenzione in ogni sua parte.
Il tutto è accompagnato in scena, da una struttura che varia secondo le esigenze, casa o stanza, mentre per la realizzazione dell’ambientazione esterna pochi elementi, ma si può vedere la giovane attrice cimentarsi con il taglio della legna. Un gesto eseguito con grande naturalezza da sembrare semplicissimo.
Uno spettacolo andato in scena al Brancaccino di Roma dove ha riscosso un grande successo, registrando anche vari sold aut.






