Incontro con Mauro Repetto

Al Teatro Olimpico di Roma Mauro Repetto porta Alla ricerca dell’Uomo Ragno la storia degli 883

Mauro Repetto è uno dei componenti degli 883, non la voce, che era quella di Max Pezzali, quanto il ragazzo dai capelli biondi che saliva sul palco insieme a lui. Dopo un periodo in cui Mauro Repetto è stato lontano dalle scene, è riapparso con molta voglia di tornare sul palco e di raccontare non solo gli 883, dei quali è stato fondatore insieme all’amico Max Pezzali, ma anche tutto quello che li ha visti protagonisti in quegli anni Novanta, anni ricchi di musica, di notorietà, di divertimento e di spensieratezza.

Ringrazio Mauro, uno dei protagonisti delle mie estati da ragazza, quando ascoltavamo la musica seguendola anche attraverso programmi estivi e concerti, come quel favoloso Festivalbar che animava le piazze estive italiane. Grazie per essere qui a CulturSocialArt. Con Mauro Repetto parliamo dello spettacolo Alla ricerca dell’Uomo Ragno la storia degli 883, che arriverà a Roma il 5 maggio al Teatro Olimpico a cui invitiamo fan e pubblico per passare insieme una serata con lui e le canzoni degli 883.

Ciao a tutti!

In questo momento stai girando con uno spettacolo dal titolo Alla ricerca dell’Uomo Ragno la storia degli 883, che per molti, soprattutto i fan, è un ritorno agli anni ‘90. Come ti trovi a rivivere quegli anni?

È proprio come partecipare ad una cena con 600/700 persone a teatro. È la voglia di essere in comunione con loro rivivendo dei segmenti del passato, facendo una scorpacciata di canzoni degli 883, insieme alla voglia di ballare, suonare, ridere, cantare e a volte anche lasciar cadere qualche lacrimuccia, perché in queste serate, pensiamo un po’ nostalgicamente al passato ma con un trampolino verso il futuro.

All’epoca gli 883 hanno fatto la storia della musica italiana, conquistando i giovani. Quali sono state le ragioni di questo successo che poi vi ha accompagnato anche negli anni?

Evidentemente riuscivamo a parlare di quello che ci circondava, di quello che si sognava e sperava di fare. Nelle canzoni poi ci ispiravamo al rap, al country, al rock, penso a Bon Jovi, Springsteen, ma anche un po’ alla musica elettronica. Avevamo grandi ispirazioni sempre, grande voglia di essere dei consumatori di cultura pop e quindi forse avevamo dei gusti comuni a molte persone, a molti giovani degli anni novanta. Sentivamo di essere qualcuno del pubblico, ci sentivamo molto simili a loro.

Parliamo dello spettacolo che stai portando in scena. Alla ricerca dell’uomo ragno è ambientato nel Medioevo. Perché hai scelto questo periodo storico? Cosa lo accomuna a tutta la storia che racconti in scena?

Lo spettacolo è ambientato in una Pavia medievale. Pavia già di per se è una bella città medievale, in più sai, quando racconti prendendo un taglio distante, puoi farlo inserendo un’ironia maggiore. Quindi mi è venuta l’idea di questi due menestrelli pavesi che devono portare allegria, musica, spensieratezza, alla corte di un conte molto forte, considerato quasi un Re Mida, e ciò mi faceva già ridere molto. Da qui la possibilità di dare un taglio ironico immediato, in quella che è diventata una fiaba medievale.

Sul palco sei quasi da solo, ma circondato da tanti personaggi. Come avviene in te questa trasformazione e come riesci a portare in scena tanti compagni di viaggio del passato?

Tutto è avvenuto normalmente. Diciamo che è un one man show nel quale mi accompagnano due attori: Monica De Bonis che è la donna dei sogni e Davide Tagliento che interpreta Spiderman. Inoltre in questo racconto parlo negli schermi anche con me e Max di trentacinque anni fa. Nello spettacolo ci sono questi giullari, questi menestrelli, della corte del conte Claudio, ci sono anche Lorenzo che è Jovanotti, il cavalier Fiorello, in questo modo ho la possibilità di rimembrare il passato in maniera ironica.

Con quali sentimenti sali sul palco ogni volta? Che cosa vuoi comunicare ai tanti fan che vengono a vederti?

Salgo sul palco come quando salivo sul palco da animatore nei villaggi turistici dopo il liceo. Ho voglia di divertirmi con il pubblico, voglia di essere veramente in piena comunione con loro e passare due ore insieme tra benessere e divertimento.

Quali sono, i commenti che ti sono arrivati dal pubblico?

Sono tutti sorpresi. Evidentemente negli 883 io avevo un ruolo in filigrana, ero abbastanza indietro, non parlavo quasi mai. Qui sono tutti contenti di vedermi ballare, cantare, suonare, recitare, quindi diciamo che sono una bella sorpresa.

E invece, i commenti di chi ha seguito da vicino le vicende degli 883?

Loro sono doppiamente contenti, perché, chiaramente in maniera più intima, sapevano molte cose che vengono dette, celebrate sulla scena. Quindi ridono con me, ancora con più gusto, è chiaro.

Com’è stato salire sul palco dopo tanti anni? 

Guarda, come ti dicevo, ho ripreso questo file rouge dei villaggi turistici in Trentino o in Calabria ed è stato naturale. C’è stata da subito la voglia di fare delle performance ma come se fossi uno del pubblico, come una volta. Quindi possiamo dire che ho semplicemente il patentino per salire sul palco, ma, mi ripeto ancora una volta, come uno del pubblico.

C’è una persona, qualcuno a cui vorresti dedicare questo tuo ritorno sui palchi, sulle scene?

No, non a una persona in particolare, diciamo, che è dedicato a tutto il pubblico, a chiunque mi viene a vedere a teatro. Sì, lo dedico a tutti i miei spettatori.

Nel salutarci ti ringrazio tantissimo per essere stato con me e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per lo spettacolo. 

Crepi e ci vediamo a teatro! Ciao!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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