Al Belli va in scena l’amicizia tra Frida e Chavela

Viva la vida!

due donne che erano un simbolo del Messico

Al Teatro Belli di Roma dal 3 al 13 ottobre “Viva la vida! Frida Kahlo e Chavela Vargas” di Valeria Moretti, con Francesca Bianco ed Eleonora Tosto, regia di Carlo Emilio Lerici. In scena la storia di un’amicizia e un amore, tra due donne che erano, ma lo sono ancora oggi, un simbolo del Messico.

Abbiamo rivolto alcune domande alle protagonisti delle spettacolo, Francesca Bianco ed Eleonora Tosto, perche ci raccontassero un po’ dello spettacolo e un po’ di Frida e Chavela.

Portate in scena uno spettacolo che racconta di donne, donne forti, che hanno affrontato durante la loro vita delle tragedie, penso a Frida Kahlo, ormai un mito tornato sulle prime pagine dei giornali e protagonista di tante opere messe in scena per ricordarla. Cosa vorreste che arrivi al pubblico di questi artisti?

Francesca Bianco: Trovo che siano personaggi assolutamente contemporanei e penso che siano donne in cui ci si possa riconoscere. Sicuramente negli anni in cui sono vissute erano considerate eccentriche, ma in realtà erano solo molto avanti per la loro epoca. Oggi il loro lascito è questa idea di libertà che è ancora per molti un obiettivo da inseguire.

Eleonora Tosto: Quello che vorremmo arrivi al pubblico di queste artiste è la potenza delle loro vite, che in tutti e due i casi si è tradotta in potenza artistica. Due racconti: uno quello di Frida, che viene percorso attraverso la parola recitata e l’altro quello di Chavela, espresso attraverso la sua musica. Mettiamo in scena il racconto di due donne, simboli di forza e fragilità femminile.

Gli anni in cui sono vissute Frida e Chavela Vargas sono segnati da un fermento vivo in America Latina. Come hanno visto i contemporanei, uomini e donne, la vita di queste artiste?

F.B.: Paradossalmente credo che fossero molto più considerate all’epoca di quanto personaggi analoghi possano essere considerati oggi. Non esisteva, nell’ambiente intellettuale, un giudizio moralista. Frida e Chavela erano considerate delle artiste, e il Messico della rivoluzione faceva sì che non ci fosse un giudizio moralista sulle donne. Oggi un’artista come Frida Kahlo sarebbe considerata scandalosa, mentre all’epoca era assolutamente normale in un certo ambiente intellettuale.

E.T.: Come modelli di indipendenza femminile, riconosciuta da uomini e donne dell’epoca, due simboli di forza e volontà. Un modello di donna che è ancora oggi considerato rivoluzionario. In un mondo che continua e vorrebbe confinare la donna in ruoli ben lontani da ciò che ci insegnano le vite di queste due artiste.

L’amicizia fra donne, il potersi confidare con persone alla pari, cosa ha cambiato nella vita delle due artiste?

F.B.: Quello che è cambiato nelle loro vite non lo posso sapere. Però posso immaginare che sicuramente nel rapporto tra donne ci possa essere un rapporto di solidarietà che può essere di grande aiuto nella crescita comune all’interno di un progetto.

E.T.:Due anime simili che si incontrano, si riconoscono, hanno modo di scambiarsi idee, emozioni, si compenetrano comprendendosi profondamente.

Questo è, credo, ciò che è accaduto a queste due artiste.

Quali sono le emozioni che vi accompagnano sul palco?

F.B.: Quello che mi succede tutte le volte che recito: il piacere di raccontare una storia.

E.T.: Durante lo spettacolo, attraverso la bravura e la sensibilità della mia compagna di viaggio Francesca Bianco, ho modo di scoprire ogni sera, quanto la narrazione della vita di Frida sia il viaggio di un’eroina tragica, con un’esistenza piena di dolore e resurrezione. Le parole di questo racconto diventano, sempre spunto di riflessione per me, come per il pubblico e, anche dal  palco, ascolto e mi faccio trasportare da questa storia.

Cosa amate di più delle due artiste?

F.B.: Quello che le accomuna: la forza poetica.

E.T.: Il coraggio artistico di Chavela, la sua voce profonda, attraversata da un dolore che crea luci e ombre nel suo timbro vocale, sfaccettato e fatto di contraddizioni e colori diversi in ogni brano che ha scritto e interpretato.

C’è qualcosa che entrambe hanno fatto ma che voi non avreste il coraggio o la possibilità di fare, ma che, al contrario, ve le fa ammirare ancora di più?

F.B.:Beh io non so nè cantare nè disegnare. Quindi le invidio molto.

Cosa regalano artisti del genere all’intera umanità oggi?

F.B.: Chavela ha una discografia meravigliosa. Frida ha lasciato delle opere d’arte e degli scritti bellissimi. Consiglio a tutti di leggere il diario intimo e personale di Frida Kahlo, che è una tra le cose più poetiche che io abbia mai letto.

E.T.: L’umanità, che sempre più spesso non conosce i propri diritti, avrebbe bisogno di conoscenza. Spettacoli come questo permettono di riflettere, di ri-conoscersi, di trovare risposte a domande, di interpretare il presente con una consapevolezza diversa.

Grazie per averci dedicato del tempo, in bocca al lupo!

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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