Ion, tutto è fermo, tutto cambia

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tutto è cambiato ed è rimasto uguale

Andrà in scena il 6 ottobre, per il Festival InDivenire allo Spazio Diamante, il lavoro di ION, lo spettacolo del collettivo I.T.A.C.A. scritto e diretto da Dino Lopardo, da un’idea di Andrea Tosi, con Alfredo Tortorelli, Andrea Tosi e Iole Franco. Abbiamo rivolto alcune domande al cast di ION, e gli attori ci hanno risposto in collaborazione con Dino Lopardo.

ION è un progetto in divenire, perché nasce da uno studio, che porta in scena una serie di domande e problematiche del passato ma ancora tanto presenti ancora oggi. Lo spunto è un fatto di cronaca. Come ci si avvicina ad una storia vera?

Avvicinarsi a una storia vera ha un fascino singolare ma anche il pericolo di rimanerci ingabbiati dentro, per questo ho deciso come autore di attraversarla e a un certo punto abbandonarla cercando in tutti i modi di trovare una sorta di autenticità data dal reale fatto di cronaca, esperienza personale e una buona dose di fantasia. Così è nato ION. Il puro “fatto di cronaca” è stato il pretesto per raccontare altro.

A volte è facile lasciarsi trascinare dalla storia o osservarla con distacco, qual è stato il vostro atteggiamento?

Con il gruppo abbiamo individuato i punti che ritenevamo essere indispensabili proiettando il racconto in un habitat e situazione temporale non definiti. Tutto si è fermato, tutto è cambiato ed è rimasto uguale. Alla fine alle tante domande abbiamo dato una risposta: stupirci.

Si potrebbe parlare di percorsi di vita, in cosa è cambiata la visione di queste situazioni dagli anni 60 ad oggi ?

In realtà la nostra sensazione è che nulla cambi per davvero, è come un retaggio ancestrale dell’uomo che non muta. Quando si dice che certe cose non succedono più perché ormai appartengono al passato si commette un grave errore di valutazione. Basta ascoltare un qualsiasi tg per rendersi conto che in realtà nulla cambia per davvero: una donna viene uccisa perché troppo emancipata dal proprio uomo, due gay vengono picchiati a morte perché passeggiano mano nella mano.

Se virtualmente o per magia, vi doveste incontrare con Giovanni Sanfratello, cosa gli direste?

Gli diremmo di vivere. Perché nessuno ha mai tentato di comprenderlo, nemmeno chi più di tutti gli era vicino e cioè la famiglia, quindi si, gli diremmo di vivere a pieno la sua vita senza limitazioni: “Giovanni, vivi più che puoi e non ti curare della gente che giudica senza sapere!

Famiglie come la sua, purtroppo, non sono rare. I pregiudizi, le opinioni della folla, le convinzioni di piccoli centri, sono ancora molto radicati. Quanto può essere necessario un teatro impegnato nei temi sociali?

Si va in teatro per sentire che si è parte di una comunità di essere umani, questa esigenza fa nascere un’intimità “sociale” durante e dopo lo spettacolo; da lì scatta la riflessione di ogni singolo appartenente alla comunità. La riflessione è fondamentale per porre l’attenzione su tutte le tematiche sociali che appartengono alla società stessa.

Allo stesso tempo, come vengono accolti dal pubblico, spettacoli del genere?

Lo capiremo il giorno del debutto. Noi diamo molta importanza al pubblico che viene a vedere il lavoro; crediamo che le persone percepiscano questa nostra priorità di parlare direttamente a chi è seduto in sala. Spettacoli del genere possono essere accolti bene o male ma comunque qualcosa raccontano, a chi vuole ascoltare.

Questa è sicuramente una prova impegnativa, come l’avete affrontata?

La stiamo ancora affrontando, non è stato semplice e non lo è tutt’ora. Sicuramente l’aiuto più importante arriva proprio dalle persone che fino ad ora ci hanno sostenuto volontariamente e da noi stessi che ci scambiamo reciprocamente energia.

Cosa vi ha lasciato questo spettacolo, tra ideazione e massa in scena?

Tante idee e tante emozioni esplorate e ancora da esplorare. Stiamo raccontando una storia di vita che abbiamo, forse, imparato a guardare da un prospettiva che è più vicina alla vita reale di quanto uno non si possa immaginare.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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