Andrea Muzzi ci parla di All’alba perderò

Uno spettacolo sugli sconfitti che aiuta a vincere

All’alba perderò – Le gesta dei fuoriclasse della sconfitta di Muzzi & Vicari con Andrea Muzzi, sarà in scena sabato 9 luglio all’Arena Teatro Tor Bella Monaca di Roma. Il testo narra le gesta degli sportivi sconfitti ogni volta. È un ripercorrere le gesta di uomini che hanno sfidato i loro insuccessi per …. Lo chiediamo ad Andrea Muzzi che porterà in scena tutte queste storie.

Benvenuto Andrea sulle pagine di CulturSocialArt. Le chiedo subito, perché portare in scena le storie degli sportivi sconfitti?

Salve, innanzitutto le storie che racconto non sono sconfitte ordinarie. Io racconto le gesta di uomini protagonisti di sconfitte epiche, uniche, spettacolari. Uomini che hanno perso ma lo hanno fatto da veri fuoriclasse. Ad esempio, Takie Inoue considerato il peggior pilota di Formula 1 di tutti i tempi. L’unico pilota ad aver tamponato la safety car durante un gran Premio e quando gli chiesero cosa stava facendo rispose semplicemente: “Scusate, ero distratto!”.  Perdere così non è da tutti, serve talento! Le storie di questi campioni della sconfitta sono molto divertenti ma anche costruttive. I miei personaggi non hanno sprecato la lezione della sconfitta e da cadute così vertiginose sono risaliti verso nuove strade.

Cosa ha spinto questi sportivi a non mollare, ma a continuare nel loro intento?

Spesso la sconfitta viene vissuta come una macchia indelebile, una vergogna insormontabile. La sconfitta viene trattata come la polvere; si nasconde sotto il tappeto. I miei fuoriclasse della sconfitta, invece, sono stati costretti ad affrontarla, a capirla. E una sconfitta, se capitalizzata, è sempre una preziosa opportunità di crescita.

Il fallimento sembra non contemplato nella nostra società, bisogna essere sempre al top, sempre i migliori, ma non sempre i più forti sono i migliori. Come mai non riusciamo più a comprenderlo?

Fin da bambini ci insegano a venerare il vincente, ad occhi chiusi. Se vinci vali, se perdi, non conti niente. In seconda elementare ricordo un mio compagno di classe che durante un dettato in una sola parola fece 24 errori. Questo genio della grammatica, mi insegnò più del primo della classe. La sconfitta è naturale, fa parte della vita. La vittoria è un’eccezione, un’anomalia. Un bambino per imparare a camminare deve prima cadere. La caduta è costruttiva, finalizzata ad imparare. Insomma, spesso perdere è una strada a senso unico per arrivare a costruire il successo. La sconfitta è indispensabile per una vittoria. “Osa perdere per vincere!” Steve Jobs, uno dei più grandi imprenditori disse “Se nella mia vita non avessi mai fallito, non sarei mai stato capace di costruire i miei successi”. D’altronde il passo prima di ogni evoluzione è proprio il fallimento.

Come invertire questa convinzione che spesso è inculcata nella mente dei ragazzi fin da bambini?

Intanto venite a vedere il 9 luglio il mio spettacolo, All’Alba perderò. Ridendo scoprirete che c’è gente che ha fallito in modo più spettacolare. Al loro cospetto i nostri insuccessi sembreranno sciocchezze. E questo ci regalerà anche un senso di sollievo. Poi impariamo a capitalizzare la sconfitta. Perdere è doloroso, ma anche una preziosa occasione di analisi, di autocritica. Insomma, dopo una sconfitta si possono imboccare nuove strade o ripartire addirittura più forti.

Il fallimento è sinonimo di errore? Perché?

Chi ha fallito non è per forza un fallito. Il valore di una persona non deve associarsi ad un errore. In America, i candidati scrivono nei propri i curriculum le sconfitte che hanno conseguito. In questo modo l’esaminatore avrà modo di apprezzarne il coraggio, la sperimentazione ed anche la determinazione. Lo trovo un metodo molto intelligente. Enzo Ferrari aveva l’armadio degli errori, cioè un mobile dove conservava tutti i fallimenti sperimentati sulla macchina da corsa così da non dimenticare più gli errori commessi. La memoria degli errori è fondamentale per progredire.

“Guinness dei primati”, “Guinness dei falliti” forse sbagliamo qualcosa?

Quando facciamo l’elettrocardiogramma vediamo che il battito cardiaco ha dei picchi e delle cadute. La vita è uguale. Una se la immagina come una linea in costante salita, in relata è fatta di alti e bassi. Ma sono proprio i momenti bassi che servono a costruire le risalite. Io racconto le gesta dei fuoriclasse della sconfitta proprio perché le loro sconfitte mi hanno insegnato molto più di un qualsiasi campione.

Cosa potrebbe fare lei, invece, per superare questo stato delle cose? Oltre al teatro, cosa consiglierebbe?

Darsi un tempo per assimilare la sconfitta. Perdere fa male, è inutile nasconderselo. Subito dopo però capirla, affrontarla con serenità. La sconfitta è una preziosa opportunità di cambiamento e crescita. Non sprechiamola.

Ci lascia con un invito a venire a vedere lo spettacolo?

All’Alba perderò è uno spettacolo che porto in giro da 7 anni. Oramai è diventato un cult della comicità. È  uno spettacolo esilarante che regalerà allo spettatore una dose di ottimismo. Perdere non sarà mai stato così piacevole e divertente. Ve lo garantisco. E poi vi farò conoscere storie di perfetti sconosciuti che a loro modo hanno fatto imprese uniche. Ad esempio, il nuotatore Eric Moussambani che ha partecipato alle olimpiadi di Sidney nel 2000; Peccato avesse imparato a nuotare solo sei mesi prima.

Grazie e in bocca al lupo!

Vi aspetto!

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Sissi Corrado

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