Bruno Frabetti racconta Visioni di futuro, Visioni di teatro…

Il Teatro testoni Ragazzi e Bologna, si candidano per diventare il centro del teatro per i più piccoli

Lunedì 11 marzo è stato presentato alla stampa Visioni di futuro, Visioni di Teatro… giunto alla sua XXI edizione. Un festival che coinvolge particolarmente la città di Bologna, ma che dà voce ai piccoli spettatori, protagonisti di questo evento e dello spazio di Teatro Testoni Ragazzi, diretto dalla compagnia La Baracca.

Dal 12 al 19 marzo gli spazi del teatro saranno protagonisti di emozioni, incontri, cultura e tanto, ma proprio tanto teatro dedicato ai bambini da 0 a 6 anni. Ho incontrato uno dei direttori artistici del festival. Bruno Frabetti, per parlare del festival, ma anche del teatro riservato ai più piccoli.

Salve, è partito il festival internazionale Visioni di futuro, Visioni di teatro…, dedicato alla prima infanzia. Com’è nato il festival?

“Visioni di futuro, visioni di teatro…” nasce nel 2004. È un festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia, durante cui il Teatro Testoni Ragazzi diventa un luogo d’incontro fra il teatro, la cultura e i bambini da zero a sei anni. Le sue radici sono ancora precedenti, risalgono al 1987 quando è iniziata la ricerca sulla prima infanzia, con uno sguardo specifico sull’infanzia. Un festival di teatro per bambini, che vuole che gli spettacoli siano pieni degli spettatori per cui sono stati creati, ovvero i bambini stessi. Cosa ovvia, ma non scontata, dato che spesso i festival di teatro per ragazzi sono pieni di operatori e vuoti di bambini.

Oltre ai bambini, in primo piano si trovano educatori ed insegnanti, coloro che vivono quotidianamente nel mondo dell’infanzia e rappresentano il terzo vertice in un triangolo comunicativo che coinvolge anche chi fa teatro e, ovviamente, i bambini. Gli operatori del settore, infine sono numerosissimi e si succedono durante i diversi giorni del festival, provenienti dalle diverse regioni di Italia, dall’Europa e dal mondo.

Il festival è arrivato alla XXI edizione, in questi anni cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale?

Molte cose si sono modificate nel corso degli anni, ma l’anima è rimasta la stessa e si è arricchita grazie alla co-progettazione con il Comune di Bologna, resa stabile grazie al Protocollo ZeroTreSei…Teatro, un unicum amministrativo nel settore teatrale. Una cosa che si può menzionare ulteriormente è la diversità di progetti europei large scale che, a cadenza quadriennale, hanno co-finanziato il festival. I progetti europei non hanno solo permesso al festival di evolversi grazie ad un contributo economico ma anche, grazie ai loro focus specifici, hanno consentito di approfondire la ricerca artistica dedicata ai piccolissimi spettatori dell’oggi.

I piccoli spettatori, negli anni, sono rimasti gli stessi o sono cambiati?

Questi spettatori, da 0 a 6 anni, cambiano continuamente. All’inizio di ogni stagione si incontrano sempre facce diverse, non solo tra i piccoli, ma anche tra chi li accompagna.

I bambini, in particolare i più piccoli, sono soggetti “nuovi al mondo”, lo stanno scoprendo, allo stesso modo di come stanno scoprendo sé stessi. I bambini vivono nelle periferie della cultura e i piccoli rimangono sempre più in periferia perché loro, secondo il senso comune, non capiscono, non sono capaci, non sono addestrabili o non sono ancora da addestrare. Eppure gli artisti che li frequentano imparano presto che i piccoli sono un pubblico potenzialmente straordinario, a cui vale pena di dedicare con passione la propria ricerca artistica. Proprio per questo li consideriamo spettatori “dell’oggi”, non solo “del futuro”, meritevoli di un’attenzione e una cura non solo proiettata “agli adulti che diventeranno un domani”, ma ai bambini e alle bambine che sono oggi.

Si pensa spesso al teatro per adulti, a quello per ragazzi. Com’è visto il teatro per la prima infanzia?

Il Teatro è teatro, ma sarebbe ipocrita o quantomeno poco professionale immaginare che non ci siano differenze tra uno spettacolo per adulti e uno per ragazzi, un divario che si accentua ancora di più quando ci si rivolge alla prima infanzia. È difficile raccontare in cosa consista questa differenza, quello che si può sicuramente affermare è che se il teatro per adulti ha delle regole, prevede una formazione specifica, esistono delle scuole di Teatro, non si può dire lo stesso per il teatro per la prima infanzia. Non esiste chi possa insegnare come fare, tutta la formazione passa attraverso l’esperienza diretta, sul campo, una ricerca artistica che si aggiorna quotidianamente. Una ricerca interessata a scoprire con ostinazione cosa nascondano i piccoli spettatori, in termini di gusto, attenzione e relazione.

Alcuni pensano che recitare per i più piccoli sia più semplice, lei cosa ne pensa?

Ogni risposta a questa domanda è personale; io ho la fortuna di essere anche attore per questo pubblico e penso che sia un grande privilegio. Molti grandi attori, che normalmente calcano palchi per adulti o serie televisive e cinema, pensano che sia impossibile fare spettacoli per i piccolissimi, altroché semplice.

I piccolissimi sono un pubblico estremamente onesto: se qualcosa non piace, te lo dicono, a volte piangono, a volte si alzano e se ne vanno. Se qualcosa piace ridono, si emozionano, ti abbracciano, ti ringraziano in mille modi diversi, raramente scegliendo le parole. Sono un “grande” pubblico, meravigliosamente scorretto per i canoni della società moderna. Per quanto mi riguarda è più semplice fare spettacolo per loro, forse perché sono più un performer che un attore o forse perché sono stati loro, i piccolissimi, a scegliere me, piuttosto che io ad aver scelto di recitare davanti ad un pubblico.

Cosa è possibile fare e vedere all’interno del festival Visioni di futuro, Visioni di teatro… quest’anno?

Nel ricchissimo programma di questa edizione, si troveranno tanti spettacoli di compagnie internazionali per bambini e bambine da 0 a 6 anni, per un totale di oltre 40 repliche, ma anche numerosi momenti di approfondimento – 8 laboratori, una conferenza, 15 tra incontri e presentazioni di contenuti specifici dedicati all’Infanzia – per operatrici e operatori, insegnanti, educatrici e educatori; tanti momenti di networking a livello nazionale e internazionale si intrecceranno ad una programmazione realizzata in esclusiva per i Nidi e le Scuole d’Infanzia di Bologna e dei comuni che aderiscono a Visioni/Comuni.

I più piccoli sono sempre accompagnati dai genitori, come vede lei, l’impegno dei genitori, appunto, all’interno della cultura italiana e, in particolare, del teatro?

Per i genitori, spesso, vale lo stesso discorso fatto per i piccolissimi, che rimangono i protagonisti, in quanto spettatori, dell’esperienza teatrale. I genitori, come chiunque condivida con loro un’esperienza quotidiana, devono condividere l’esperienza con chi accompagnano in sala e mantenere quella complicità affettuosa e il grande rispetto che caratterizzano il legame speciale che unisce i genitori ai propri figli.

Quali benefici dà il teatro ai bambini?

L’Arte, non solo il Teatro, è un’alleata preziosa dell’educazione. Il teatro nutre i sogni, mette in contatto il proprio mondo interno col mondo esterno, nel rispetto dell’unicità e interezza di ognuno, senza gerarchie tra i diversi alfabeti e linguaggi che i bambini possiedono e che devono poter restare aperti, alimentati di belle immagini e di belle parole per dire di sé, di quegli spicchi di mondo che avranno voglia di condividere.

Otto giorni per parlare ai piccoli di arti performative e teatro, ma anche per annunciare il ritorno della compagnia La Baracca all’interno del Teatro Testoni Ragazzi, qual è l’unione tra la compagnia e il teatro?

Nel 1995 il Comune di Bologna, nel quadro di una nuova distribuzione degli spazi teatrali cittadini, assegna in convenzione a La Baracca la gestione del Teatro Testoni. Se nel 1982 il Teatro Sanleonardo aveva consentito alla Baracca di essere non più solo una compagnia di produzione ma un Centro Teatro Ragazzi stabile sul territorio, il Teatro Testoni, rinominato Testoni Ragazzi per la specificità dei suoi destinatari, grazie alle sue dimensioni e alla multifunzionalità degli spazi offre alla cooperativa teatrale la possibilità di intraprendere nuovi progetti.

Due, oggi tre, sale per gli spettacoli, una sala per attività laboratoriali, un atelier, un atrio, alcune salette polifunzionali utilizzabili dal pubblico in attesa dello spettacolo, camerini, e uffici. Le sale per gli spettacoli sono differenti per capienza e tipologia: una grande, la sala A, con palcoscenico e 434 posti, di cui 354 in platea e 80 in galleria; una più piccola, la sala B, costituita da uno spazio scenico a terra con tribuna rialzata a scomparsa da 100 posti.

Avere più sale non solo permette di realizzare una maggiore quantità di prove per gli allestimenti in corso e di organizzare un numero maggiore di laboratori teatrali, ma consente anche di programmare contemporaneamente nei giorni feriali due spettacoli nella stessa mattinata per scuole di diversi ordini e gradi. Spettacoli dedicati alle differenti età e allestimenti pensati facendo attenzione ai rapporti spaziali tra spettatori, scena e attori. La sala B, più piccola e avvolgente, dato il numero di spettatori più ridotto è adatta al pubblico dei più piccoli che gradisce la vicinanza e il contatto visivo ma anche al pubblico degli adolescenti, che richiede un maggior contatto fisico ed emotivo con l’azione teatrale, esprimendo il bisogno di patire, agire e respirare con gli attori.

Cosa si augura per questa edizione? E per la compagnia La Baracca?

Riaprire il Teatro dopo una nuova ristrutturazione, significa tornare a casa, per me e per La Baracca.

Io, in questo teatro sono stato prima spettatore che “attore”, quindi se prima avevo un privilegio, adesso ho una responsabilità. Un occhio verso il passato che per noi significa radici, emozioni e desiderio di proseguire una strada tracciata; due occhi aperti verso il presente per tutti i bambini e le bambine che sono spettatori oggi e ci auguriamo continuino ad esserlo domani e un altro al futuro e alle visioni che dobbiamo continuare ad inventare, dentro e fuori dalla scena.

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

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Sissi Corrado

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