CANNIBALI al Teatro Argot Studio di Roma

DALL’8 AL 10 MARZO 2019 
KRONOTEATRO

CANNIBALI 

di Fiammetta Carena 
con Tommaso BiancoAlex NestiMaurizio Sguotti 
costumi Francesca Marsella luci Amerigo Anfossi
 video animazione Fabio Ramiro Rossin musiche MaNu Dj 
si ringrazia Nicoletta Bernardini 
si ringrazia Francesco Gigliotti per le immagini concesse del video “La Sila”
foto Nicolò Puppo

Moriamo ogni giorno, ogni giorno ci viene tolta una parte della vita 
e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. 
(Lucius Annaeus Seneca)

 L’uomo si sente vivo solo nel riconoscimento costante delle sue abitudini quotidiane e nelle convenzioni sociali in cui è immerso, sono queste, infatti, a metterlo in relazione con l’altro in uno stato di subalternità o di preminenza. Ma ad alimentare l’illusione di esistenza c’è di certo l’esercizio del potere, è questo l’accadimento che più spinge verso l’abbaglio poiché prevede il dominio dell’uomo sull’uomo. In Cannibali vengono portate in scena due differenti abitudini di praticare e percepire il potere: quella tangibile dell’uomo adulto e quella potenziale del giovane. Per il primo l’esercizio è tutto nella volontà di accrescere il proprio dominio o perlomeno di mantenere uno status quo, per il giovane il potere è racchiuso nella sua giovinezza, in quel futuro tutto in divenire che contiene infinite possibilità. Ciascun individuo, quindi, lotta per accrescere l’unico dato sensibile che gli conferma d’essere in vita: il potere sull’altro. Ne nasce uno scontro volto all’accumulo di comando ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio. Dunque, non si deve morire perché non morire è non mostrare i segni del tempo sul corpo ed è non accettare l’inevitabile decorso biologico, ma non morire è impossibile, soprattutto se si pensa che si inizia a farlo in giorno in cui si viene concepiti. La resa è quindi l’unica possibilità. 

Redazione

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