Cantastelle apre la stagione del Teatro Caesar di San Vito Romano

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consegna dei premi alla carriera

In un Teatro Caesar, a San Vito Romano, completamente rinnovato, in cui si vede tutta la passione di Ulisse Marco Patrignani, infaticabile organizzatore teatrale per grandi e per bambini, con il sostegno del Comune, nella persona del sindaco Maurizio Pasquali,  nei materiali raccolti, nei manifesti esposti, nel coinvolgimento di alcuni giovani addetti al service, si è svolto domenica 29 settembre l’evento di apertura della stagione 2019-2020, con la consegna dei premi alla carriera a diversi artisti italiani a cui è seguito un concerto di musica e parole dell’artista romano Andrea Perrozzi, dal titolo “Cantastelle”, che ha affascinato il pubblico con la storia di un uomo, con i suoi amori, le sue illusioni e disillusioni, i suoi ideali, perché la vita di un uomo quando si spegne sulla terra, accende una stella in cielo, quella stella che un artista di strada canta e racconta, accompagnandola con le più belle canzoni dei nostri cantautori da Venditti a De Gregori, da Renato Zero, a Mia Martini, da Fabrizio de Andre’ a Fiorella Mannoia, solo per citarne alcuni.

Una serata che ha visto salire sul palcoscenico due “giovani attori” che hanno coinvolto il pubblico con la loro professionalità e simpatia. Il “giovane” ottantaquattrenne Lando Buzzanca e il “giovane”ottantenne Mariano Rigillo, che quest’anno ha festeggiato i sessanta anni di carriera teatrale.

Due attori che hanno calcato le scene fin dagli anni sessanta del novecento, in un’Italia molto diversa dall’attuale. Buzzanca nasce come attore nel 1961, anno in cui Pietro Germi lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in “Divorzio all’italiana” e poi in quello di Antonio Ascalone in “Sedotta e abbandonata” film che ci raccontano di un’Italia della provincia siciliana, un’Italia dove non c’è ancora il divorzio,  l’aborto ed è ammesso il delitto d’onore e il matrimonio riparatore, dove lo stupro è un delitto contro la morale e non contro la persona.

Un attore che ha attraversato nel cinema, nel teatro, in televisione  sessantenni della nostra storia. Nel 2008 vince il Globo d’oro quale migliore attore nel film I Vicerè diretto da Roberto Faenza, dove interpreta il Principe Giacomo. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Federico De Roberto che narra del risorgimento meridionale attraverso la storia della nobile famiglia catanese degli Uzeda di Francalanza. Un’opera storica letteraria che fa il paio con Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Buzzanca, uomo notoriamente di destra, ha avuto il coraggio di interpretare, con successo, il ruolo, certo non facile, di un padre con un figlio omosessuale nella fiction televisiva del 2005 “Mio figlio”.

L’altro “giovane”, premiato alla carriera, Mariano Rigillo ha anche lui attraverso con i suoi personaggi, più teatrali e televisivi che cinematografici, la storia della seconda metà del novecento italiano fino ad arrivare ai giorni nostri dove interpreta il mercante di Venezia  Shylock, degno erede di un altro mercante interpretato da Giorgio Albertazzi. Ulisse Patrignani ha strappato a Rigillo la promessa di venire a recitare il prossimo anno al teatro Caesar e Rigillo, nel promettere, ha anche affermato di credere molto nella cultura della provincia italiana e nell’opera di divulgazione portata avanti da Ulisse.

La serata ha poi visto salire sul palcoscenico per ricever la targa alla carriera Isabella Giannone, Pino Strabioli. Altri premiati, ma assenti, Pino Micol, Nathalie Caldonazzo, Gaia de Laurentis, Ugo Pagliai, Elena Sofia Ricci.

Un emozionato Ulisse poi ha presentato il cartellone per la stagione 2019-2020, ricco di importanti presenze ma soprattutto di testi che spaziano nei più diversi generi. Il primo spettacolo in programma è “Come ammazzare la moglie e il marito” di Antonio Amurri per la regia di Filippo d’Alessio (venerdì 1 novembre ore 17,30). Ha poi annunciato la novità per quest’anno: “Un libro a teatro” sei incontri di autori che raccontano il loro libro. Si comincia giovedì 24 ottobre, ore 17.00,  con “Pasolini, massacro di un poetadi Simona Zecchi. Il libro è una inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini avvenuta all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975.

Altra novità è l’avvio della collaborazione tra il “Teatro Caesar” di San Vito Romano e il Circolo Culturale Prenestino “Roberto Simeoni” di Palestrina, presieduto da Rita Di Biase, con l’idea che la cultura è il nostro tesoro su cui progettare il futuro, perché come ci ricorda il filosofo Gadamer:La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”.

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