Castel San Pietro Romano: Ennio Morricone nei borghi

Il borgo più bello del Mediterraneo e del Lazio omaggiato con le colonne sonore di Ennio Morricone

Domenica 22 nella magica notte di Castel San Pietro Romano, caratteristico borgo, a 40 km da Roma, perfettamente restaurato e anzi arricchito da un anfiteatro che si affaccia, con un panorama mozzafiato, su quella Roma notturna che tanto ha dato al nostro cinema, non solo Cinecittà, ma le tante location dal centro storico fino all’estrema periferia, pensiamo al quartiere Bastogi, set dell’ultimo film di Abanese, si è creato attraverso le note di Ennio Morricone un ponte di celluloide tra un borgo che ha visto tra i suoi vicoli e piazze film che hanno fatto la storia del cinema (uno fra i tanti: Pane amore e fantasia con Vittorio de Sica e Sofia Loren) e la città eterna che è stata per molti anni la capitale del cinema mondiale con i suoi studios.

In questo splendido scenario i maestri della Piccola Sinfonica Romana hanno eseguito le musiche da film di Ennio Morricone, per celebrare il premio come “Borgo più bello del Mediterraneo” ricevuto nel 2019, al quale quest’anno si è aggiunto l’importante riconoscimento come “Borgo più bello del Lazio”.

Il giovane Sindaco, Giampaolo Nardi, decisamente emozionato per i meritati riconoscimenti ricevuti, ha voluto offrire ai tanti concittadini e turisti presenti un concerto che ha emozionato e che è stato accompagnato dal sorgere di una luna piena, proprio dietro il palco, nel momento forse più “intimo” rappresentato da quel Here’s to you, Nicola and Bart (Questo è per voi, Nicola e Bart), colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo del 1971, dedicato ai due anarchici italiani il calzolaio Nicola Sacco e il pescivendolo Bartolomeo Vanzetti, giustiziati il 23 agosto 1927. Solo nel 1977, cinquant’anni dopo, furono riconosciuti ufficialmente gli errori commessi nel processo e venne riabilitata completamente la loro memoria.

E mentre vedevamo la luna piena salire nella notte castellana si diffondevano le note che portavano a ripetere i versi di quella canzone che fu portata al successo da Joan Baez:

“Riposate per sempre qui nei nostri cuori

L’ultimo e finale istante è vostro

Quell’agonia è il vostro trionfo”

Un altro momento, che sicuramente quella musica ha portato alla memoria, è stato quel “Giù la testa coglione” con quei titoli di testa ormai entrati nella storia: «La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza» (Mao Tse Tung)

Il finale poi non poteva essere più evocativo: la musica di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” ci ha fatto sognare, in un immaginario erotico, lo splendido corpo di Florinda Bolkan e il repellente commissario interpretato da un Gian Maria Volontè, dove la musica di Morricone accompagnava la sua mente disturbata. Un Volontè che come per tutti i suoi ruoli rubava l’anima ai suoi personaggi, forse il nostro attore “politico” più importante per i ruoli che ha interpretato dall’operaio massa, all’anarchico, al professore, al sindacalista, al bandito, tanto per citarne alcuni. E poi quella frase del commissario durante un interrogatorio, che diviene l’emblema della repressione di ogni epoca: siamo nel 1970, l’anno dopo Piazza Fontana, e la musica di Morricone ci racconta attraverso i suoni di quella violenza che poi avremmo rivissuto nei decenni successivi, dalla macelleria messicana di Genova 2001 al massacro e umiliazione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere del 2020.

Noi non siamo la GPU, non siamo la SS, siamo la polizia di un paese democratico. Noi siamo ben felici quando possiamo evitare ad un cittadino una dura condanna. Poi tu sei un ragazzo, che interesse ho io a rovinarti? Stai diritto! Tu puoi essere marxista, anarchico, situazionista, Mao, Linpiao, tu puoi leggere il libretto rosso, ma tu puoi fare tutto quello che vuoi! Tu non sei un cavallo! Tu sei un cittadino democratico. Io ti devo rispettare. Ma i botti terroristici, le intimidazioni, le bombe che minchia c’entrano con la democrazia”.

L’omaggio a Ennio Morricone non è stato solo verso la sua musica ma anche verso quelle intuizioni musicali come per l’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de “Il buono il brutto, il cattivo”, o il battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta da parte degli operai metalmeccanici in testa ad un corteo sindacale per le vie di Roma che gli suggerisce il tema di “Sostiene Pereira” creando un legame ideale tra la lotta operaia e la lotta che Pereira sosterrà contro il regime franchista.

Una serata insomma che ci ha regalato emozioni attraverso le note di quello che è considerato il maestro per eccellenza della musica da film. Ascoltando quelle note, che mi hanno fatto rivivere i tanti momenti di film ormai entrati nella leggenda, mi sarebbe piaciuto veder scorrere qualche scena a cui quelle musiche si riferivano, anche per permettere ai tanti giovani e meno giovani presenti di associare le note alle immagini, mentre una luna piena ci guardava dall’alto e ci faceva pensare ai versi del Poeta: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?

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Roberto Papa

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”. (Bertold Brecht)

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