Cati, il cortometraggio di Paola Tarantino diretto da Laura Nasoni – seconda parte

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Cati

noi donne siamo un po’ streghe

Alla regista Laura Nasoni, le domande forse più tecniche, ma sicuramente spinte dalla curiosità di conoscere la donna che sta dietro la macchina da presa, che dirige un cast, una troupe, una donna che segue la sua passione.

Cati è un cortometraggio dolce e amaro. Cosa ti ha attratta della scrittura di Paola Tarantino?

Con Paola il progetto di Cati è nato un po’ “per caso”, nel senso che ha subìto un procedimento inverso. Paola aveva trovato un festival interessante dedicato alle autrici donne e allora insieme abbiamo deciso di creare qualcosa è questo qualcosa è stato Cati. 

L’idea mi ha subito stuzzicato la mente e il cuore considerando che solitamente scrivo e dirigo personaggi femminili, allora l’idea “parliamo di donne e lavoriamo solo tra donne in troupe” mi ha fatto subito appassionare.

In un mondo sempre più portato alla realtà, al protagonismo delle persone, perché hai deciso di girarlo? In fondo parla di streghe, di fantasia….

Perché in fondo noi donne siamo un po’ streghe (nel senso buono del termine). Abbiamo un intuito particolare, non a caso il lavoro ha subìto una forte influenza mistica.

La protagonista, Cati, è una ragazza legata alla dolcezza per la madre morta e l’amara vita che vive, provando ad andare avanti, in un contesto che non capisce, ma anche generato dalla sua giovane età. Quali sono le caratteristiche del personaggio che ti hanno attratta di più?

Cati sono io da adolescente. Io ero esattamente così: una punkettona ribelle che sognava di fare la cantante Rock e disegnare t-shirt di band e copertine di album.

Non a caso per raccontare Cati abbiamo scelto i luoghi veri della mia infanzia e adolescenza, i Castelli Romani. Il liceo è lo stesso liceo che frequentavo, il bosco nell’ultima scena è lo stesso bosco dove passeggiavo da bambina con mio padre e la casa è casa dei miei genitori.

Il personaggio di Cati lo amo e lo rimprovero in toto…è un po’ come se rimproverassi me stessa a parte il fatto che la rinascita e la presa di coscienza di Cati avviene in 15 min di film, la mia personale presa di coscienza è praticamente avvenuta solo adesso che ho quasi 30 anni. 

Nella ricerca degli attori a cosa ti sei ispirata? Cosa cercavi in loro?

Le attrici meravigliose con cui abbiamo lavorato sono merito di Paola, erano suoi contatti a parte Eliana Cianci (Cati) che abbiamo provinato e ci è sembrata subito a dir poco perfetta. Cercavamo un viso particolare, un po’ segnato dalla vita ed una personalità un po’ fuori dalle righe: Eliana si è mostrata subito nella sua eccentricità ed io amo gli attori che non si omologano ma che hanno una loro particolarità e personalità artistica. Lo stesso è stato per Paola Casale (Seraphine) e Lavinia Biagi (Titti), entrambe perfettamente a loro agio nel ruolo.

Quale messaggio pensi sia più evidente guardando il film? Quale invece va ricercato con accuratezza?

Il messaggio più evidente è che spesso per capire che la tua vita ha bisogno di una svolta bisogna arrivare fino in fondo. Il messaggio da ricercare è quello che la vita è meravigliosa in qualunque circostanza ci troviamo e che un momento difficile è sicuramente una causa di presa di coscienza e l’espediente per rilanciare, vincere e migliorare come esseri umani.

A livello pratico, hai trovato difficoltà a girarlo?

Le difficoltà sul set ci sono state come in ogni set a basso budget, ma è stata comunque un’esperienza indimenticabile, divertente.

E invece a livello emotivo?

A livello emotivo è stato molto difficile per me affrontare il primo giorno in cui mi sono dovuta scontrare con dei miei demoni che per fortuna adesso non mi appartengono più, quali l’ansia e il panico. Nonostante questo, proprio grazie all’espediente “ogni momento spiacevole è l’occasione per rilanciare”, ho tirato un respiro profondo, ho preso le mie responsabilità che avevo deciso di assumermi e abbiamo portato comunque a casa il lavoro con ottimi risultati. Avevo semplicemente deciso di vincere.

Grazie a entrambe per aver risposto alle nostre domande!

(Leggi anche l’articolo con l’intervista a Paola Tarantino sul cortometraggio Cati)

Cati

Regia Laura Nasoni

Cati Eliana Cianci

Seraphine Paola Casale

Titti Lavinia Biagi

Mamma Paola Tarantino

Scritto e prodotto da Paola Tarantino

Fotografia Beatrice Baldacci

Assistente operatrice Giada Sponzilli

Aiuto regia Giulia Tivelli

Suono in presa diretta Alessio Ceccarelli

Scenografia Ludovica Muraca

Make-up artist Claudia Osta

Segretaria di edizione Valeria Pegoraro

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