Cena con derelitto

InCorti da Artemia 2026: un corto sull’incertezza dei giovani artisti

Cena con derelitto è un corto teatrale che parla di giovani artisti e del loro impegno per lavorare. Scritto e diretto da Luca Baeli e interpretato da Fabio Camassa, Francesca Olia, Marco Pulieri e Silvia Bazzini, sarà in scena venerdì 17 aprile al Centro Culturale Artemia.

InCorti da ArtemiaFestival Nazionale di Corti Teatrali è giunto alla sua decima edizione. 10 anni di teatro, passione e talento. Saranno tre serate imperdibili dal 17 al 19 aprile, con 15 corti da tutta Italia, tra emozioni, sperimentazione e spettacolo dal vivo… tutto a vista!

Il corto Cena con derelitto, pone lo sguardo attento sulla condizione dei giovani artisti, in questo caso teatrali, che si ritrovano a dover fare i conti con la realtà, dopo essersi impegnati negli studi dell’Accademia. Sono molte le situazioni in cui ci si può trovare. Quelle prese in esame variano da un insuccesso, che porta a voler ritornare a casa, dai propri genitori e chi, in un modo o nell’altro, riesce a barcamenarsi in questo folle mondo lavorativo. Come vi siete ritrovati voi, a termine degli studi?

Per molti di noi, il post-accademia è coinciso con la pandemia. In generale, c’è stato un senso di libertà e di liberazione dall’etichetta di “studente”, ma allo stesso tempo un senso di disorientamento per un mercato del lavoro a cui non siamo stati sufficientemente preparati. Hai tutto davanti e niente in mano. Il quotidiano poi viene completamente stravolto: passi da anni in cui vivi ogni giorno la tua passione a un lavoro che per sua natura è discontinuo e può alternare momenti molto intensi e periodi in cui non succede nulla.

Quindi, per riassumere: una sensazione agrodolce di entusiasmo e frustrazione.

La vita reale, quella che viene affrontata dopo gli impegni scolastici, cosa offre e cosa toglie ai sogni dei giovani?

Il bagno di realtà è sempre importante: i sogni che non vengono messi in pratica con costanza e determinazione possono diventare molto facilmente incubi. L’offerta di un senso pratico però si confronta anche con la difficoltà di trovare il proprio posto specifico, la propria voce. La vita reale ci toglie inevitabilmente delle certezze e solo lasciando evolvere i sogni possiamo acquisirne di altre.

E l’amicizia, la consapevolezza dei propri talenti, quanta importanza e quanto sostegno o meno, riceve dai rapporti interpersonali?

È di enorme importanza. Il sistema è gerarchico, verticalizzato. Fuggire da un conflitto orizzontale che diventa “una guerra tra poveri” è fondamentale per creare rete e comunità. Certamente c’è competizione, ma credo che i giovani, oggi – con una crisi del settore diventata strutturale e non supportata a dovere da tutele e garanzie – abbiano compreso che mettersi insieme sia fondamentale. Abbiamo molto più in comune di quanto crediamo, e sentirsi meno soli è una bellissima sensazione.

Come affronterete il pubblico e la giuria del Premio InCorti da Artemia?

Con l’entusiasmo per un lavoro che può essere la scintilla di qualcosa di più grande, ambizioso e che possa raccontare un settore i cui problemi sono spesso banalizzati o ignorati.

Cosa vi aspettate dal concorso e cosa darete voi ad esso?

Ci aspettiamo proprio ciò che il tema del corto vuole trasmettere: un bel senso di comunità, di vicinanza, di rete. Vogliamo divertirci, il che non esclude l’impegno e la possibilità di riflettere, naturalmente!

Grazie e in bocca al lupo!

Grazie a voi per l’opportunità!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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