Circo Paradiso tocca il cuore

Agnese Fallongo e Tiziano Caputo continuano ad animare il teatro italiano con i loro meravigliosi spettacoli

di Francesco Falabella

Se decidi di andare a vedere Circo Paradiso al Teatro Manzoni di Roma (ed io ve lo consiglio vivamente!) il nuovo spettacolo scritto da Agnese Fallongo e Tiziano Caputo che ha scritto i testi delle canzoni e le ha musicate, vorrei suggerirvi di lasciare i cellulari, gli affanni, le preoccupazioni e gli ostacoli che ci sembrano insormontabili nel quotidiano, ed entrare in teatro con il Cuore aperto, come quello di un bambino che va per la prima volta al Circo, di un bambino che entra in una fiaba meravigliosa e si lascia trasportare dalla magia e dalla fantasia, dove tutto può essere possibile.

Come dice l’autrice “Le lucciole sono sempre più rare, non c’è più spazio per loro in quest’epoca di plastica tutta Serie TV on demand. Eppure, se avete avuto la fortuna – magari da bambini – di acciuffarne una e di tenerla chiusa per qualche istante fra le dita – prima di lasciarla volare via – se lo avete fatto almeno una volta e avete visto quella luce palpitare fra le mani, allora questa storia è per voi.”

Circo Paradiso è uno spettacolo che fin dal primo quadro di apertura ti tocca il cuore, con la poesia delle immagini, delle parole e delle stupende voci degli interpreti che ti prendono per mano facendoti entrare nel loro mondo. La storia è semplice, ma una storia non deve essere complessa per essere accattivante, deve solo essere ricca di verità, di sentimenti ed in questo caso di passione, di sogni e di magia.

Come nei loro spettacoli precedenti Letizia va alla guerra, …Fino alle stelle!, I Mezzalira, che hanno conquistato il pubblico e li hanno fatti conoscere a livello nazionale, anche in quest’opera numerosi sono i personaggi, tutti interpretati da Agnese e Tiziano che continuano a giocare con i dialetti ed una fisicità plastica che te li rende subito reali e credibili. Si sorride, si ride, ma si entra anche in empatia con i protagonisti della storia: Cesare e Attilina due trapezisti ormai in pensione realmente esistiti alla quale Agnese Fallongo si è ispirata.

The fireflies of the Circus (Le lucciole del circo): è così che nel ’69 uno dei settimanali internazionali di spettacolo più famosi del secolo scorso, Variety, aveva definito i due trapezisti Cesare e Attilina, “due stelle cadenti che si librano nell’aria e lasciano la scia, sfidando il buio della gravità ed illuminando gli occhi di chi li guarda con doppio e triplo salto mortale…senza rete sotto”. Questa volta a differenza degli spettacoli precedenti i testi delle canzoni si fondono e fanno parte integrante della drammaturgia dello spettacolo dando vita ad una commedia musicale tragicomica con un’eco onirica, che conferma uno stile oggi unico nel panorama nazionale.

Doveroso è anche dare un grande merito alla cura e meticolosità dei due registi: Adriano Evangelisti e Raffaele La Tagliata che fanno parte della squadra fin dal primo spettacolo. Numerose sono le trovate sceniche, ogni oggetto di scena è non solo di atmosfera ma viene usato con maestria e a volte vive e si anima in maniera inaspettata. Belle di atmosfera circense e funzionali le scene di Andrea Coppi, originali e per niente scontati i costumi creati da Nicoletta Ceccolini.

Che dire, anche questa volta la Compagnia Fallongo – Caputo – Evangelisti – Latagliata, prodotta dal Teatro De Gli Incamminati / Teatro Metastasio di Prato, ha fatto centro ed ha colpito il cuore. Ultima cosa: non voglio e non posso spoilerare niente di più dello spettacolo, ma vi assicuro che non mancano i colpi di scena ed un finale a sorpresa! Buon Teatro a tutti!

Redazione

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