Cosmowomen: nuove relazioni spaziali

photo @ Carolina Taverna

La mostra dà spazio a 75 lavori di architette della Bartlett School of Architecture di Londra

Cosmowomen. Places as Constellation è la mostra attualmente in corso alla Galleria Nazionale di Roma. Il progetto che occupa lo spazio del salone centrale dà vita ad un vero microcosmo, dove 3 grandi costruzioni occupano lo spazio centrale: ricordano strumenti astronomici e questa effettivamente è la loro provenienza, ovvero quella di essere sfere armillari. Nate come rappresentazione della sfera celeste, le prime sfere armillari vennero sviluppate nell’antica Grecia, trovando ben presto un impiego didattico. Riprese successivamente nel tardo medioevo e perfezionate grazie allo studio dei testi antichi conservati nelle abbazie, nel rinascimento erano simbolo della più alta conoscenza, tanto da essere rappresentate come attributo di uomini di scienze nella ritrattistica dell’epoca.

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L’approccio didattico connaturato a questi strumenti è ben mantenuto nella mostra: l’idea generale di rappresentare un cosmo femminile fatto da modi diversi di relazione con lo spazio, vede le 3 grandi sfere esposte rappresentare distintamente tre contesti di convivenza significativi per la condizione della donna, luoghi di presa di coscienza ma anche di segregazione ed esclusione: gineceo, onsen e parlamento.

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Curata dall’architetta Izaskun Chinchilla, la mostra dà spazio a 75 lavori di architette provenienti dalla Bartlett School of Architecture di Londra, per un totale di 283 immagini di nuovi visioni abitative. Ogni singolo progetto trova spazio e descrizione lungo le pareti, dando modo al visitatore di potersi soffermare a proprio piacimento e approfondire i progetti esposti. Allo stesso tempo gli stessi vengono riprodotti come elementi all’interno delle tre sfere armillari, andando a posizionarsi nella visione corale della pianificazioni di luoghi abitativi e di co-living tra esseri umani e natura.

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L’allure generale della mostra resta immaginifica: meno seriosa delle mostre d’architettura, non trovano posto plastici e foto da copertina, ma progetti per la creazioni di nuovi sistemi di collaborazione inseriti nello strumento didattico delle sfere armillari, intese come rappresentazione di quel cosmo femminile che ha lo scopo finale di spingere verso la collaborazione integrata tra uomo e donna nella sfera accademica e lavorativa per sviluppare nuovi luoghi di riflessioni e relazioni.

La mostra inaugurata lo scorso Giugno, resterà visitabile sino al 10 ottobre.

https://lagallerianazionale.com/

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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