Alla Sala Umberto è andato in scena Il malato immaginario

ph Luca Del Pia

Una nuova rilettura della celebre commedia di Molière

È andato in scena fino a domenica 1 febbraio al Teatro Sala Umberto di Roma è in scena Il malato immaginario di Molière per la regia di Andrea Chiodi con Tindaro Granata e Lucia Lavia insieme a un bellissimo cast composto da Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi, Ottavia Sanfilippo.

Come succede frequentemente a teatro negli ultimi anni, ci troviamo di fronte ad una nuova interpretazione e rilettura della famosa commedia di Molière, non ad un allestimento classico, come per precedenti lavori di Andrea Chiodi. L’esito dell’operazione è molto interessante e soprattutto ben riuscito per l’equilibrio dei nuovi elementi apportati al testo originale, che costituiscono il vero punto di forza dello spettacolo.

Qui i toni della commedia, se vogliamo anche irriverente, vengono esaltati ed esasperati per il contrasto che la seconda narrazione, con toni prettamente drammatici apporta. L’autore entra a fare parte della storia e racconta parallelamente il suo disagio, il suo dramma. Un Molière protetto dal Re ma non amato dai cortigiani, rappresentati qui come se fossero dei burattini sfacciati e inconsapevoli. Un Molière che implora perdono e rimpiange di non essere più rappresentato a corte e infine anche l’uomo nel suo privato, macchiato da un’ombra di incesto, più di qualche biografo ha ricordato che la moglie giovanissima di Molière fosse in realtà sua figlia, questo fu uno scandalo che scoppiò, anche se poi non si seppe mai la verità.

Tutto questo è al servizio dello spettacolo che ne esce fuori rafforzato nel suo senso farsesco/drammatico. Gli “a parte” inseriti non fanno crollare la matematica costruita da Molière. Questo è un esempio di come non sempre la drammaturgia pura debba per forza essere al centro di tutto, ma come si possa raccontare anche altro se le motivazioni e gli elementi sono forti e calibrati bene.

Anche la scena che si apre in un modo apparentemente sfarzoso, un grande sipario argentato da cui si intravede un enorme lampadario, che rappresenta i fasti del periodo e della corte, una grande parete di piastrelle bianche, una vasca da bagno e un water, elementi che così esposti possono ricordare un ospedale, sottolinea le tematiche affrontate.

La performance di Tindaro è carica di umanità e originale, perché col suo modo dolce infantile anche i suoi capricci diventano in un certo senso metafora di un malessere ancora più grande, il fatto che in realtà poi lui incarni una sorta di bambino capriccioso lo si evince anche dal suo chiamare la moglie mamma. Bravissima l’impeccabile e perfetta Lucia Lavia e altrettanto bravo tutto il cast.

Uno spettacolo vivamente consigliato. Viva il Teatro che tiene accese le menti!

 

Francesco Falabella

Francesco Falabella originario di Pesaro, attore di teatro cinema e televisione, vive da 30 anni a Roma dove studia e si forma come attore. Negli anni partecipa a diverse serie televisive tra cui: Un posto al sole, Centovetrine, Distretto di Polizia, Baciato dal sole, Che Dio ci aiuti ...e tante altre. A Teatro nel musical fa parte del cast Non abbiate paura, e di Grease della compagnia della Rancia. Poi la prosa: tra i tanti con Oberon di Ugo Chiti, Ad occhi chiusi di Luca Pizzurro...Festa di Compleanno del caro amico Harold, Una stanza tutta per noi.. BROS di Romeo Castellucci. Nel cinema I poli opposti, Dentro, L’anima in pace e ultimo girato Cyrano.org. E infine ma non ultime le innumerevoli pubblicità a cui a preso parte anche con registi importanti del calibro di Crialese, Lucini, Tornatore. Da qualche hanno la sua passione per il teatro lo ha portato a collaborare con dei blog di informazione e critica dello spettacolo.

Leggi anche