Cultura pop e arte di strada

Foto Carolina Taverna

Le icone del museo che diventano copertina sono una rivoluzione del novecento

L’abbassamento dell’icona da museo, da venere a volto da copertina, è stata con la pop art americana e non, una grande rivoluzione derivante dallo scardinamento dei modelli artistici storicizzati e dalla novità della creazione artistica, iniziata con il 900 e le sue avanguardie.

Dopo la metà del secolo l’arte continua a spostare non solo la sua ricerca, ma anche i suoi modi e luoghi comuni: si abbandona la pittura, la tela, la cornice e infine si esce dal museo.

La land art modifica l’ambiente naturale, l’arte diventa performance e come in un’azione teatrale, cerca il pubblico da coinvolgere, esce dall’istituzionale per occupare ambienti urbani. Inoltre l’unione di arte e vita attraverso l’azione, non esclude la continua mescolanza tra basso e alto: icone e spazzatura, oggetti di recupero e calchi di opere classiche.

Foto Carolina Taverna

Oggi certamente le strutture museali e fondazioni di arte sono più inclini rispetto agli anni 60 ad ospitare arte di ogni tipo, però resta spesso quella vena critica nei confronti di catalogazioni di mercato, unita all’affermazione di libertà e riconquista degli spazi urbani, che corrisponde alla street art odierna.

Le città sono piene di tutto, esplodono di insegne, immagini pubblicitarie, cartellonistica e manifesti che coprono palazzi interi per sponsorizzare e pubblicizzare. Contemporaneamente nei passaggi più stretti o forse solo più bui della zona metropolitana, trova posto la creazione dal basso: esposta alle intemperie non solo metereologiche altrettanto dei muri che va a ricoprire, manifesti, stampe, stickers, danno vita a nuove zone di attenzione e riflessione. Abusive e spontanee, condannabili o apprezzabili, spesso tranquillamente preferibili all’incuria e abbandono generalizzato al quale si lega, se non altro, almeno per necessità.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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