Dialoghi dà il via alla stagione del Teatro Off/Off

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il Teatro è filosofia della vita

Il Teatro Off/Off si prepara ad una nuova stagione, quella 2019/2020. Ad aprirla uno spettacolo particolare, Dialoghi/Platone, che ci immerge nel mondo del teatro e non solo. Il testo dello spettacolo è di Giovanni Franci scelto dal direttore artistico Silvano Spada. Ad entrambi abbiamo rivolto alcune domande.

le risposte di Giovanni Franci:

Dialoghi/Platone è lo spettacolo che apre la stagione 2019/2020 del Teatro Off/Off di Roma, come ci si sente ad essere gli “apri pista” con uno spettacolo di filosofia, in un mondo che sta discutendo con impegno di problemi sociale e non solo?

Provo una grande emozione ed un forte senso di responsabilità, nell’aver raccolto la sfida di Silvano Spada di affidarmi l’apertura del suo bellissimo teatro, a cui sono molto legato. L’idea di portare in scena i dialoghi di Platone mi è stata suggerita proprio da Silvano. Dopo aver letto i Saggi di Montaigne, è da  diversi anni che, di conseguenza, mi ero avventurato nella lettura dei Dialoghi di Platone, ma non mi sarebbe mai venuta in mente l’idea di tentare un adattamento per il teatro.  Invece era fondamentale che questa cosa accadesse, anzi, proprio urgente. In un momento in cui l’intera cultura occidentale sembra aver perduto il senso d’orientamento etico, morale e politico, gli scritti di Platone ci parlano con forza e ci ricordano chi siamo e chi potremmo essere. 

L’importanza di rispolverare argomenti così profondi, di cui farsi interpreti, com’è stato vissuto da attori e dal regista?

Quello che vedrete in scena racconta esattamente quello che è stato il nostro approccio a Platone. Nello spettacolo, una compagnia di attori si appresta, appunto, ad interpretare i Dialoghi Socratici, ma fin dalle prime battute del testo, si accorge di quanto quegli argomenti facciano già parte del loro dna, di quanto siano radicati nel loro essere e quanto possano riferirsi ad ognuno di noi, nessuno escluso.

le risposte di Silvano Spada:

Il momento storico in cui viviamo ha influenzato la scelta del testo?    

Sì, accanto a mille imput che ci arrivano da ogni parte, in questa nostra epoca affascinante ma anche piena di incertezze, sento e credo si senta molto diffusamente il bisogno di valori e riferimento culturali e morali nobili e alti, al di sopra e al di fuori della mischia abbastanza caotica dei messaggi che riceviamo da ogni parte. 

La regia è affidata a Giovanni Franci, autore del testo, mentre l’interpretazione a Paolo Graziosi, insieme a Gianmarco Bellumori, Alberto Melone, Riccardo Peretti e Fabio Vasco, cosa unisce, sul palco, questo cast e cosa lo divide?  

Sono io che ho chiesto a Giovanni Franci, un giovane Autore e Regista che stimo molto, di scrivere questo testo. E lo ringrazio di avere accettato perché, stante il ruolo e le figure di Platone e, soprattutto, Socrate, è stato un impegno certamente arduo e complesso e Franci ha avuto la capacità di attualizzare personaggi e temi per il pubblico di oggi, soprattutto giovanile. Per quanto riguarda i protagonisti, oltre al grande Paolo Graziosi, sul palco giovani attori, uniti gli uni agli altri dalla passione per il Teatro e dalla loro bravura. 

Cosa unisce, invece, il teatro alla filosofia?  

Mah, il Teatro è filosofia della vita e la filosofia, nei modi i più diversi, è alla base del Teatro.

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