Doppio appuntamento al Teatro Studio Uno di Roma

RADIO GHETTO_VOCI LIBERE
con Francesca Farcomeni
scrittura, audio, scene e regia Collettivo Radio Ghetto Voci Libere
co-produzione Teatro Studio Uno
con il supporto di Nuovo Cinema Palazzo residenza artistica Contrabbando 2018
Dal 14 – 17 marzo 2019
Teatro Studio Uno – via Carlo della Rocca, 6 Roma
«Non siamo qua per mangiare ma per essere liberi.
Non è la pasta che cambia, ma la libertà »
Il progetto teatrale Radio Ghetto_voci libere nasce per mettere in scena, in una modalità performativa, l’esperienza della radio vissuta all’interno dei ghetti dei braccianti agricoli. È la voce di chi per Radio Ghetto è passato e continua a passare, un viaggio sonoro, un dialogo tra racconto e tracce audio. In bilico tra l’indagine, l’evocazione, la messa in scena di un archivio di schegge sonore – storie, conversazioni, rumori ambientali, musiche – il progetto è un invito a conoscerci, a tornare in quel ghetto che appartiene a tutti, se non come luogo come condizione esistenziale. E mentre la voce della radio e quella dell’attrice in scena dialogano, ci si rende conto che oltre l’oppressione, lo schiavismo moderno, le baraccopoli e i campi che ci circondano, ciò che si trova in fondo è un richiamo alla vita. In questo luogo di confine tra il reale e l’immaginario dove si sfoca la distinzione tra il dentro e il fuori.
CHI È RADIOGHETTO?
È un progetto di radio partecipata, strumento di comunicazione e dibattito per le comunità di braccianti stranieri che vivono nelle campagne dell’agro foggiano. Creata nell’estate del 2012, la Radio ha portato nella capitanata pugliese tutta la strumentazione necessaria per l’avvio delle trasmissioni. Sino all’estate del 2016 Radio Ghetto ha trasmesso principalmente all’interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, tra i suoi abitanti, cercando di aprirsi all’esterno, verso la società italiana. Dopo lo sgombero del Gran Ghetto la radio si è trasferita sulla pista di Borgo Mezzanone, a Sud di Foggia. Radio Ghetto è diventata così nel corso di questi suoi anni di attività uno spazio libero in cui dibattere e rilassarsi, scherzare e arrabbiarsi; un’esperienza per entrare in relazione, per immaginare alternative possibili allo sfruttamento e all’isolamento, un contenitore di storie, di persone diverse, racconto di luoghi che sulle mappe sembrano non esistere.
“Radio Ghetto_voci libere” dal 14 al 17 marzo | Sala Specchi
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
PRENOTAZIONI http://j.mp/
Per info: 3494356219- 3298027943
www.teatrostudiouno.com – info
Compagnia LABit
presenta
I MILLE PEZZI
di Marco Andreoli
con Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci
coproduzione LABit e Teatro Studio Uno
Dal 14 al 31 marzo 2019
Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma
Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 14 al 31 marzo “I mille pezzi” spettacolo della compagnia LABit, scritto da Marco Andreoli, in scena Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci, protagonisti di un racconto esistenziale che come filo conduttore segue il tema della memoria e dell’identità.
In scena la storia di Massimo Cantera, un uomo con una vita serena, un lavoro, un futuro da progettare. Un giorno sua moglie lo lascia. Per sempre. E quello stesso giorno lui esplode, scoppia, si frantuma in mille pezzi, come fosse un vaso caduto a terra.
Così da quel momento nella casa di Cantera, ci vivono tutte e mille le sue parti: “Provi lei a dividere 80 metri quadri per quasi mille individui! Non sappiamo più dove metterci…”
“Con “I mille pezzi”, la drammaturgia di Andreoli completa un lungo e articolato percorso dedicato al tema della memoria; un percorso inaugurato nel 2006 con “Compendio Generale” e poi proseguito, tre anni più tardi, con “Singapore”.
“I mille pezzi” che, dopo “Animali”, segna il secondo incontro tra Andreoli e la compagnia LABit, ruota attorno al tema dell’identità e a quello del dolore; nell’ipotesi che il dolore, comunque sia, non possa non incidere sull’identità.
I tre attori – Gabriele Linari, Alessandro Porcu e Susanna Valtucci – mettono in scena la storia di un uomo spezzato; anzi: spezzettato. Di un uomo che, in qualche modo, cerca di ri-comporsi, di ricostruire se stesso, perseguendo il compimento di una metafora che, col passare del tempo, assume sempre più chiaramente i contorni dell’unica realtà possibile; quella del sé smarrito; quella del sé perduto. Ma in fin dei conti, “I mille pezzi” racconta soprattutto l’idealismo soverchiante proprio di qualsiasi memoria che sia connessa all’abbandono.
Cercare cause, riconoscere errori, distribuire colpe, esaltare ogni perdita (come se il passato trattenesse in sé il senso di ogni cosa, di ogni oggetto, di ogni parola): questi, in fondo, sono i processi che seguono ognuno di quegli addii che determinano l’esistenza, come fossero spartiacque tra la vita che è stata e la vita che resta.
La compagnia LABit, protagonista della scena off romana, si occupa da sempre sia di produzione che di formazione, anche e soprattutto rivolta alle nuove generazioni, con corsi di teatro in diversi istituti scolastici. Ha affrontato, nei numerosi spettacoli andati in scena dal 2002, sia grandi classici (Shakespeare, Eschilo, Euripide) sia autori significativi del ‘900: Ennio Flaiano (cui ha dedicato una targa commemorativa in collaborazione con il Municipio III del comune di Roma, presso l’ abitazione a Via Montecristo), Franz Kafka (“Lettera al padre” diretto e interpretato da Gabriele Linari, divenuto un vero “caso” della scena romana) e Ettore Petrolini (“Ho morto Petrolini!”, altro monologo di grande successo). Ha inoltre collaborato con diversi drammaturghi contemporanei tra cui Marco Andreoli, appunto, e Fabio Massimo Franceschelli.
“I mille pezzi” 14-31 marzo | Sala Teatro
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
PRENOTAZIONI http://j.mp/
Per info: 3494356219- 3298027943





