A L’Aquila Mutevole esposizione di Giulia Spernazza

Una personale di Giulia Spernazza nella città de L’Aquila

Giulia Spernazza, espone dal 15 ottobre al 5 novembre a L’Aquila presso F’Art Spazio per l’Arte Contemporanea. Curatrice della mostra Barbara Pavan. L’artista ha chiamato la mostra Mutevole. Di cosa tratta, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono? Lo abbiamo chiesto all’artista che ringraziamo per aver risposto alle nostre domande.

La sua nuova mostra s’intitola Mutevole, perché? Cosa è mutevole per lei?

Il titolo si riferisce alla poliedricità della mia ricerca, al suo costante e progressivo mutare pur mantenendo un linguaggio riconoscibile. Quando concludo un ciclo di opere è come se all’interno ci fosse già il seme per quello successivo che, venendo subito dopo, è inevitabilmente collegato al precedente e ne esprime lo sviluppo. Tutto questo ha a che fare con il mio percorso interiore e con la ciclica trasformazione di ogni essere e cosa soggetta allo scorrere del tempo in cui nulla è permanente. Inoltre, avendo una formazione pittorica e scultorea ed essendomi avvicinata da qualche anno al linguaggio installativo, mi viene del tutto naturale lasciare che la creatività spazi dal bidimensionale al tridimensionale per osservare come un determinato messaggio o stato d’animo, possa essere veicolato in forme diverse.

Lei è un artista che ama sperimentare. In questi lavori quali sono state le tecniche che ha voluto sperimentare in particolare?

Ciascun lavoro esposto rappresenta per me un ciclo specifico. Ad esempio “l’Eco del tempo”, fa parte della serie Big book (2019-2020), dove mi sono confrontata con il libro d’artista; l’Opera e l’installazione “Nodi/Snodi” hanno fatto parte della mia ultima personale “Vulnerabile” (2021, Galleria d’Arte Faber) in cui il districamento era legato allo scioglimento delle parti buie dell’essere umano. Ci saranno anche alcune teche della serie Inside plexiglas iniziata nel 2017 e il lavoro al neon “Indifferent process” in cui prevalgono la trasparenza e la leggerezza della materia. Ciò che le accumuna tutte è l’utilizzo di diversi tessuti immersi nella cera e, nel caso delle teche, l’emersione di carta, filo o frammenti di stoffe.

Quali sono le caratteristiche dell’arte soggette maggiormente ai cambiamenti e quali, invece, quelle che restano immutabili?

L’Arte rispecchia i cambiamenti individuali, collettivi e dell’intera società. Al di là delle diversità che riscontriamo nei linguaggi espressivi e nei movimenti della storia dell’Arte credo che essa traduca domande e riflessioni che potremmo definire universali e fuori dal tempo. Riflessioni che l’Artista esprime con la propria cifra stilistica sulle diverse questioni esistenziali, su temi che accumunano ogni epoca. Ad esempio egli può, attraverso l’indagine del proprio universo sotterraneo, fare da specchio al fruitore che, come lui, tende al raggiungimento dell’autenticità.

Con quali sentimenti sta affrontando questa nuova personale che la vede protagonista presso F’Art Spazio per l’Arte Contemporanea de L’Aquila?

In questa mostra espongo alcuni lavori realizzati tra il 2019 e il 2021 per fermarmi un momento e ripercorrere, attraverso alcune opere che hanno segnato delle tappe, l’ultima evoluzione del mio percorso artistico. Una cosa insolita per me, tendo sempre a proporre pezzi che mi rispecchiano in quel momento, ma questo vuol dire essere sempre molto dentro a quello che sto esponendo mentre prendere le distanze a volte può essere utile.

Il tempo è un valore mutevole, com’è cambiata Giulia in questi anni?

Se mi guardo indietro mi accorgo che la mia ricerca sta uscendo sempre più fuori dal mio mondo interiore…. È come se lentamente il mio sguardo avesse iniziato a rivolgersi all’esterno, come se avessi meno bisogno     di esprimere quello che sento e di non concepire più l’arte come una fuga dalla realtà e piuttosto intercettassi quello che accade intorno a me, diventando una sorta di strumento di rilevamento di stati collettivi, il che ovviamente include anche ma non solo me.

Deve dei ringraziamenti a qualcuno? Perché?

Si, ma desidero mettere in cima alla lista me stessa, per la determinazione e la costanza che mi ha permesso e mi consente ancora di continuare a fare questo meraviglioso e difficile lavoro. Subito dopo viene la mia famiglia per avermi sempre sostenuta e le persone che credono nella mia ricerca come la curatrice della mostra Barbara Pavan, che mi ha coinvolta in vari progetti in questi ultimi anni e che stimo profondamente, Vania Lai che si è occupata in maniera appassionata e impeccabile dell’ufficio stampa di questa e altre mie mostre e la “squadra” della Faber, Galleria di riferimento a Roma che mi promuove da tanti anni con interesse costante e di cui fa parte anche Manuela Giusto, da tempo mia fotografa ufficiale e artista eccezionale. Ovviamente ringrazio anche Donatella Giagnacovo di F’Art Spazio per l’Arte Contemporanea per avermi dato questa opportunità.

Cosa progetta per il prossimo futuro?

In questo periodo mi sto dedicando alla realizzazione di nuove Opere che segneranno una nuova tappa della mia ricerca attualmente incentrata sul concetto di casa come prolungamento dell’individuo, luogo di intimità e catalizzatore di relazioni affettive.

Grazie per essere stata con noi e in bocca al lupo!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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