I valori etici e morali analizzati in Agnello di Dio

SPETTACOLI BRESCIA CENTRO TEATRALE BRESCIANO TEATRO SANT’AFRA AGNELLO DI DIO NELLA FOTO SCENA 15/04/2022 newreporter©favretto

Al Teatro Parioli di Roma Agnello di Dio per la regia di Piero Maccarinelli

Da anni si parla di carenza se non mancanza, di valori etici fondamentali e della loro trasmissione ai giovani. Il tutto in un mondo, quello dell’educazione, che non riesce a conciliarsi con le nuove tecnologie, con le nuove priorità presenti nella vita dei giovani di oggi. Un dialogo sempre più difficile che vede opporsi genitori e istituzioni scolastiche, che cercano di comprendere il mondo giovanile.

Ne prende nota Daniele Mencarelli che ha scritto lo spettacolo teatrale Agnello di Dio, in scena al Teatro Parioli di Roma dall’11 al 15 gennaio, diretto da Piero Maccarinelli con Fausto Cabra, Viola Graziosi, Alessandro Bandini e Ola Cavagna.

Tutto si svolge all’interno dell’ufficio di Suor Lucia (Viola Graziosi), preside di una scuola cattolica prestigiosa, dove la stessa incontra Marco (Fausto Cabra) e il figlio Samuele (Alessandro Bandini) perché il giovane ha scritto un tema dai toni preoccupanti e la scuola, istituzione dedicata alla formazione e in questo caso a quella della futura classe dirigente, sente la necessità di un confronto con la famiglia, in questo caso un padre dedito alla propria carriera e all’affermazione del successo personale.

L’agnello sacrificale è il giovane Samuele che prova sentimenti di opposizione verso le regole e le dinamiche che famiglia e scuola vogliono imporgli e per questo si ribella oppure la suora con i suoi segreti? Non appare alla fine ben chiaro. La ribellione di Samuele avviene nella classica maniera: nell’ambito scolastico opponendosi agli studi e agli impegni, e in famiglia, evitando di seguire le indicazioni dei genitori. È su di lui che si riversano le imposizioni degli adulti che non lo invitano a crescere in maniera libera, quanto in maniera “classica”, la più semplice e meno faticosa da parte degli adulti perché non implica lo sforzo di capire i sentimenti del giovane. L’apatia del padre che si presenta come un uomo anaffettivo, viene mitigata dalla direttrice severa, ma capace anche di comprensione e affetto che rivolge al giovane. I temi che escono dalla narrazione sono molteplici e vengono descritti in un intreccio in cui si trovano coinvolti i tre protagonisti, in particolare suor Lucia e Marco, vecchi studenti dell’istituto.

SPETTACOLI BRESCIA CENTRO TEATRALE BRESCIANO TEATRO SANT’AFRA AGNELLO DI DIO NELLA FOTO SCENA 15/04/2022 newreporter©favretto

Una delle cose ben riuscite dello spettacolo è la scenografia, composta di oggetti essenziali ben disposi sulla scena e utilizzabili in modo preciso, nessuno di essi viene trascurato. Ben altra cosa è invece il testo che sebbene non debba per forza essere originale, in quanto vuole mostrare una realtà ormai ben conosciuta da tutti, resta ostico e pesante in molte parti. Non lo si riesce a seguire con attenzione e questo pesa anche sulla recitazione degli attori che provano a dar vivacità alla scena, ma non ci riescono del tutto. Da apprezzare lo sforzo della Viola Graziosi e di Alessandro Bandini che cercano di vivacizzare i dialoghi e che si confermano due bravi artisti del panorama attoriale.

Resta comunque uno spettacolo che pone attenzione sui conflitti generazionali sempre più temuti e poco costruttivi, sulle attività scolastiche che si ritrovano al centro dei conflitti stessi e con la necessità di formare i futuri cittadini del mondo. Coraggioso anche il voler mettere al centro dello spettacolo l’istituzione religiosa, in un periodo in cui il contrasto laicità e religione sui temi scolastici, continua ad essere aperto.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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