Il carnevale ritrovato

Tanto tempo fa, nel regno di Carnevale, c’era un re a cui piaceva cambiare aspetto: il Re Leonte. A causa della sua avarizia ed ingordigia, la sorella, la Regina Esima, gli sottrasse il trono e lo chiuse in una cella, concedendogli la libertà e la corona solo per pochi giorni ogni anno. Ma il Re Leonte escogitò un piano per riprendersi il trono per sempre!

È questa la sinossi dello spettacolo andato in scena in doppia replica domenica 11 settembre, per la festa di carnevale, presso il Teatro Aquila e Priscilla prodotto dall’associazione Li.Fra.

Sessanta minuti circa di spettacolo, che attraverso un escamotage narrativo porta  in scenale tre maschere per eccellenza, quelle della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pulcinella e Colombina.

Molti i bambini presenti, perchè di questo si tratta, di uno spettacolo cucito proprio per questi piccoli spettatori.

Lo spettacolo però non viene disdegnato neanche dagli adulti che anzi, ne apprezzano il testo, per niente banale e l’originalità della messinscena.

Quello che salta all’occhio improvvisamenteè il fatto che molti dei bambini presenti non conoscono queste maschere e se altri invece li hanno sentiti nominare non hanno idea di quali siano le loro caratteristiche nè tantomeno i costumi.

 Sta proprio qui la “vittoria” di questo spettacolo che senza alcuna presunzione o manierismo di genere riporta a rivivere i più importanti personaggi della commedia dell’Arte.

 Di Alessandra Pelegattiè  la scrittura e la regia, attenta e minuziosa, colloca i personaggi nel proprio tempo e ne esalta le movenze tipiche.

Non passa inosservata la superba interpretazione di Claudio Caporizzo che porta in scena Pulcinella, la maschera di Napoli, una delle più popolari e antiche.
Il suo Pulcinella  appare pigro, ironico, opportunista, sfrontato e chiacchierone goffo nei movimenti e con un insaziabile voracità, sempre alla ricerca di cibo. E sarà proprio la promessa fattagli dal Re, di farlo diventare ciambellano, che porterà il nostro Pulcinella a farne di tutti i colori.

Ma anche il nostro colorato Arlecchino interpretato da Alessandro Cecchini non è da meno.

Cecchini, infatti, ci presenta un Arlecchino tradizionale, amante degli inganni e dei dispetti a tratti molto umano, dal carattere vivace e come in ogni commedia che si rispetti anche in questa vittima del suo padrone il Re Leonte (nuovamente interpretato dallo stesso Cecchini).

La regia aiutandosi con l’arte del travestimento porterà in scena non tre personaggi ma ben cinque o forse sei, il travestimento avviene in scena attraverso un pannello che permette il passaggio immediato da un personaggio a un altro, provocando l’ilarità del pubblico.

Per ultima ma sicuramente non per importanza Colombina, la veneziana più corteggiata della commedia che sottolinea ancora una volta la bravura di Alesandra Pelegatti questa volta anche in veste attoriale.

Lo spettacolo appare così un viaggio esilarante attraverso la Commedia dell’Arte.

Angelita Puliafito

Angelita Puliafito autrice e regista di teatro, laureata al DAMS con la votazione di 110/110 all'università di Tor vergata presentando una tesi sperimentale sulla Commedia Dell'Arte. La sua formazione artistica: nasce come cantante, a questa alterna la regia e la scrittura. Inoltre è docente di teatro in corsi per adulti e per bambini.

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