Intervista a Veronica Di Giacobbe in scena al Festival Teatramm’

Tanta romanità nello spettacolo diretto da Veronica Di Giacobbe

Il 4 settembre alle ore 19.00 per il Festival Teatrale Teatramm’ presso il Teatro Marconi di Roma, andrà in scena lo spettacolo L’anima de li mejo romani, per la regia di Veronica Di Giacobbe. In scena un gruppo di performer per una commedia musicale di Stefano Mei e Armony Di Giacobbe con musiche originali di Giorgio Paris.

Abbiamo incontrato la regista Veronica Di Giacobbe alla quale diamo il benvenuto sulle pagine di CulturSocialArt.

Benvenuta Veronica, con quale animo ed emozioni si appresta a salire sul palco del Teatro Marconi con la sua commedia musicale?

Sono davvero entusiasta, non vedo l’ora di andare in scena. La nostra associazione è nata da poco, ed ha debuttato proprio con questo spettacolo un paio di anni fa, portandolo in scena in diverse piazze della Sabina. È un po’ come se fosse un figlio che ho visto nascere e crescere, perché lo abbiamo pensato, scritto e prodotto partendo da zero, con impegno e passione. Portare L’Anima de li mejo Romani, al Teatro Marconi e a Roma, è un’emozione grande, ed una grande soddisfazione.

Cosa racconta L’anima de li mejo romani?

Lo spettacolo parla … beh, dei Romani! Può sembrare scontato, ma abbiamo deciso di mettere in scena quella che secondo noi è la qualità più grande di questo popolo, la sua lingua tagliente ed irriverente. E quale migliore occasione per farlo che l’origine della leggenda di Pasquino, la prima delle statue parlanti? Le fonti storiche in proposito sono vaghe, quindi abbiamo avuto la possibilità di dare libero spazio alla fantasia, pur cercando di costruire una narrazione se non necessariamente vera quantomeno verosimile e credibile.

Quanto differisce la Roma del 1501 dalla Roma del 2021?

Direi molto meno di quanto ci si possa aspettare. Roma, città eterna, da sempre culla di cultura, bellezza e … buche per le strade! Scherzi a parte, la grandezza di Roma, come dirà il Narratore del nostro spettacolo, è data dall’anima del suo popolo. Senza problemi di cui lamentarsi, dove finirebbe la grandezza dei Romani?

Qual è la differenza di ironia e sagacia che possiamo fare tra i due periodi?

Non credo che ci sia una differenza di contenuti, semmai di forma. Come dice il nostro protagonista Pasquino, la capacità di strappare un sorriso, seppure amaro, è la caratteristica saliente del popolo romano. E lo è oggi come allora. A cambiare, semmai, è il modo in cui l’ironia si manifesta. Allora, con cartelli affissi ai piedi di una statua mutilata, oggi con un post su Twitter. Lo sapete che esistono molti blog in internet, ispirati al nostro eroe, dove leggere pasquinate contemporanee?

Lei è regista e interprete. Come vive il suo doppio ruolo? Quali sono le difficoltà, se ci sono, che deve affrontare rivestendo questa doppia carica?

Sicuramente rivestire un doppio ruolo, tra cui la regia, non è facile. Spesso durante le prove devo delegare il mio personaggio ad altre attrici, che gentilmente si prestano alla sostituzione, potendomi così dedicare all’osservazione esterna della pièce. Nella costruzione delle scene, per fortuna, ho sempre avuto il prezioso contribuito della mia aiuto regista Gabriella Torre, un supporto tecnico ed emotivo importante, occhio esterno nei momenti in cui io sono in scena con il personaggio di Lucilla.

Cosa si aspetta dalla partecipazione al Festival Teatramm’?

Tendenzialmente non sono una persona che si crea troppe aspettative. Tendo più a vivere il momento, cercando di dare e fare il meglio possibile. Se mettiamo in quello che facciamo la passione, che da sempre ci tiene attivi in questo mestiere, e riusciamo a godere della bellezza dello stare sul palco, il resto poi viene da sé.

Una domanda che ho rivolto a tutte le compagnie. Come avete vissuto voi il periodo di chiusura legato all’emergenza Covid- 19?

Dopo tanti anni di attività nel Teatro, finalmente nel Febbraio 2020 io ed altri quattro soci abbiamo deciso di creare una nostra Associazione, “Birignao”. Un mese dopo, ecco il lockdown. Che tempismo, eh? Di certo, non avremmo potuto scegliere un momento più buio per la società e per il mondo dell’arte in particolare. Nonostante tutto non ci siamo mai fatti abbattere, ci siamo adattati al momento storico, senza fermarci. Ad esempio, abbiamo creato un lungometraggio di Natale con parole cantante da noi, un qualcosa di assolutamente nuovo per la nostra associazione e una bellissima esperienza, che diversamente non avremmo fatto. In questo periodo abbiamo anche prodotto una mini webserie su Dante 2021, immaginando come sarebbero i personaggi della Divina Commedia ai giorni nostri. Abbiamo anche scritto nuovi spettacoli, confidando nella possibilità di metterli presto in scena nonostante tutto. Insomma, non ci siamo mai fermati, per noi l’importante è non farsi abbattere e avere sempre la capacità di adattarsi e reinventarsi.

Grazie e in bocca al lupo per lo spettacolo!

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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